sinceramente

Ero in ufficio e mi avvisano che c’è qualcuno per me.
E’ la persona che mi ha seguito quando ho scritto la prima tesi e, per me, è stata una pietra miliare, un incontro fortunato, l’inizio di un percorso, la consapevolezza che potevo fare delle cose in modo diverso, l’avverarsi di un desiderio. Trovare tutto questo in una persona quando si hanno solo vent’anni è già un dono.
Poi la vita mi ha portato altrove, ma lui capisce.
Anni fa non riuscivo a dargli del tu, oggi invece è venuto naturale.
“Come va qui?” Mi domanda.
“Bene, abbiamo un buon riscontro di pubblico.”
“No, intendevo. Tu, come stai qui, sinceramente?”
Sembrerà banale ma è la prima persona del mio mondo universitario/lavorativo che me lo chiede in dieci anni e che ascolta la risposta che gli do.
E abbiamo parlato per oltre un’ora o forse lui parlava e io, come al solito, pendevo dalle sue labbra; abbiamo spaziato su arte, biennale, didattica, la mia tesi, i rispettivi lavori, le scelte formative che ho fatto, la politica culturale e mi sono sentita piccola, un po’ ignurantella, desiderosa di ascoltarlo ancora e ancora e di ricominciare a studiare e di rivederlo.

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