il mio elenco umorale

Ieri sera ero furibonda.
No, non è il termine giusto: ero arrabbiata, triste, rammaricata, infastidita, delusa e mi sentivo una pezza da piedi.
Tutta colpa del lavoro, ovviamente, che mi ha tenuto lontano da dove volevo essere (una bella inaugurazione), in compagnia di un artista e un curatore che sono pure una coppia (il male assoluto).
Mi sono svegliata questa mattina con il piede sinistro.
Ero: arrabbiata, triste, rammaricata, infastidita, delusa-pezza-da-piedi, nervosa, con la gastrite e con le lacrime in tasca.
Ora la gastrite è sedata chimicamente, il resto c’è ancora.

Inutile che faccia buoni propositi, non servirebbero a nulla.
Vado a crogiolarmi nel mio disappunto.
Almeno ho un paio di scarpe belle.

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Pianta un chiodo, stucca un buco, accendi una luce

Da questa esperienza dovremmo imparare che inaugurare qualunque cosa di lunedì è il male assoluto. Persino le diete non si cominciano mai il primo giorno della settimana…perchè, non smetterò mai di dirlo, il vero problema dell’arte sono gli artisti e i curatori.

ordinaria amministrazione

Litigo con lo spazzino (o meglio con l’operatore ecologico) che minaccia di chiamare il “gestore”. Chi sia codesta entità superiore non è dato sapersi, ma io mi adeguo.
“Me diga coxa goi da far eo fasso.”
“Bon, xe vedemo doman.”
Perché alla fine per risolvere un problema a volte basta parlare la stessa lingua.

La sveglia suona alle 6,30, troppo presto per fare colazione, mando un sms alla collega che mi sostituisce in aeroporto, mi vesto ed esco di casa.
Il mio capo è in ritardo, mi avvisa e mi dice “allora fai te i report”.
Andrebbe tutto bene se non fossero almeno due anni che non li faccio da sola, allora con gli allestitori segnalo ogni macchietta, ogni pelucco e alla fine vengo mandata a comprare delle lampadine.
Meglio così.
Dieci minuti dopo la mia dipartita aprono un imballaggio e il vetro è rotto.

Marco il barista mi ha offerto il caffè, nel frattempo mi godo 5 minuti di silenzio e mi preparo…