nella rinuncia c’è una nostalgia

Stanotte mi stavo rigirando nel letto, incapace di prendere sonno.
Con il ventilatore acceso avevo freddo, spento avevo caldo e alla fine ho optato per la coperta e il ventilatore insieme.
Comunque, in un momento estremo di lucidità ho sentito che mi mancava l’insonnia d’amore.

Quando si è all’inizio di una storia si dorme poco, si sta fuori fino a tardi, si chiacchiera finche si fa mattina, ci si fa le coccole, ci si rotola nel letto e si fa tutto meno che dormire e poi ci si appisola mano nella mano.
E’ un’insonnia bella che vive di progetti, di futuro, di sogni, di passione.
E la mattina ha quel mal di testa da poche ore di sonno, una leggera fotofobia e la gioia che è meglio di un triplo espresso.
Ecco, mi manca questa insonnia.
Nel frattempo mi adeguo con una camomilla e un po’ di chimica, perché qui non è più tempo di cuori che battono, la mattina serve lucidità e prima o poi tutto questo sonno, da qualche parte, devo recuperarlo.

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