Archivi del mese: luglio 2015

Huston, mi ricevi?

Lampeggia
‘spetta ‘nattimo
Niente
deve cercare la rete
sicuro?
varda…e a xe verde
l’ha trovata!
visto?

Benvenuti nel terzo millennio: il wi-fi è attivo dopo 1 mese di tentativi.
Un brindisi all’amato elettricista.


le ore piccole

Vagamente allucinata, mi alzo.
Mancano una manciata di minuti alle 3.
Per fortuna è tutto pronto: la borsa, i documenti, il telefono, i vestiti.
Devo solo fare le cose con ordine e metodo e uscire di casa, camminare, prendere il vaporetto dall’imbarcadero giusto e andare in hotel per prelevare i turisti.
Tra l’altro la scorsa notte stavo sbagliando hotel…nome simile, quasi vicini…un topastro mi ha indicato la strada.

Sono stordita un po’ dalla stanchezza e un po’ da un sogno strano in cui ho sognato un tassista che sbagliava strada, un’inondazione da un balcone per colpa di una lavatrice e un gruppo di turisti furibondi.
Quasi quasi mi sto abituando a questa vita sospesa di notte.
Ho detto: quasi.


Neuroni disconnessi

una passeggera mi dice che ha dimenticato il suo “fon” in carica. Io, decisamente rintronata, mi domando ma soprattutto le domando che senso abbia muovere mezzo mondo per recuperare un “hair dryer”, un phon per l’appunto. Lei mi guarda perplessa e reclama il suo i-phone blu, che non è un asciugagapelli (se ne è mai visto uno con il caricabatterie?) ma ovviamente un telefono. Riallacciati i neuroni abbiamo pure recuperato il “fon”.


incontri di prima mattina

Un hipster ed io alle 6 del mattino ci siamo contesi le sue fusa. Dovrei smetterla di parlare con gli animali ed iniziare con gli umani.

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perdere i pezzi (e due)

La settimana scorsa mi sono dimenticata di andare a lavorare nello stanzone.
Questo fine settimana, in aeroporto, mi sono dimenticata di un membro dello staff e mi sono accorta che mancava ben due ore dopo l’inizio del suo presunto turno.
Se per lo stanzone non ci sono state conseguenze, in questo caso invece mi sono presa una bella lavata di capo e una letteraccia dall’agenzia alla quale va sommato un mix di sensi di colpa (quelli ce li ho sempre, a prescindere), umiliazione e stanchezza.
Ottimo direi, no?


caldo per chiunque

L’altro giorno si blocca il telefono e perdo tutte le conversazioni di wattsup. Inizio a temere che il telefono mi voglia abbandonare, penso che non ho il tempo e i soldi per comprarne un altro. Ieri non riuscivo a rispondere alle chiamate e un collega mi dice che a volte il touch screen soffre il caldo. Oggi stessa storia. ho appena messo il cellulare in frigo e ha ricominciato a funzionare…sono senza parole e, a differenza del mio telefono, ho caldo.


Il resoconto di una settimana

Mettiamo insieme: un caldo afoso e umido, una valanga di turisti, un aeroporto in ristrutturazione, un sacco di lavoro, l’elettricista che dopo tre anni monta un lampadario, il Redentore, la cena del Redentore (e per fortuna non cucino io), una manciata di stanchezza, un telefono che ha caldo e pertanto smette di funzionare, la linea nternet della fastweb che ancora non funziona, una vita sociale che latita e qualcos’altro che sicuramente mi sfugge.