Archivi del mese: agosto 2015

la tecnologia non mi ama

Ero in un campo di Venezia, poco dopo l’aperitivo.
Arriva una ragazzetta piccolina, magrolina, carina e posiziona una cassa, la attacca ad un microfono e ad un lettore.
Le note iniziano a diffondersi.
E’ stato un istante di pura estasi.
Era la mia canzone.
Cantata male, arrangiata peggio, ma era la mia canzone.
Mi appoggio alla vera da pozzo e avrei voluto cantare a voce alta, anzi, avrei voluto rubarle il microfono e cantarla davanti a tutti.
Tutta una serie di antiche emozioni si sono rifatte vive: gli anni passati a cercare il titolo, la prima volta che un amico me l’ha fatta sentire per sbaglio mentre eravamo seduti su una panchina in pietra davanti all’Università di Padova, quella volta che l’ho sentita in una notte di luna piena su una barca…
Per fortuna sono afona (placche? laringite?) e moribonda.
Avrei anche voluto fare un video, ma non so fare video con il mio cellulare.


nostalgicamente gatto rognoso

Sono stata una seguace di Friends, anzi, una super fan.
L’ho amato dall’inizio e ho pure guardato la fine (che non meritava).
Ho comprato le colonne sonore e ho cantato le canzoni di Phoebe Buffay e un giorno nella metro di Londra ho visto una pubblicità e ho capito: c’era solo scritto “smelly cat”.
Per voi, gente d’oggi, Smelly Cat è come “Soffice Kitty” di quindici anni fa…se non sapete di cosa sto parlando è inutile proseguire.
E quindi…buon ascolto: Lisa Kudrow (Phoebe) e Taylor Swift in “Gatto Rognoso, bel gattone, non è colpa tua!”


gatteria

gatto2Io sono una gattara, sono una di quelle che per la strada si ferma a parlare con i gatti, che li preferisce spesso alle persone…
Stamattina sono andata a fare colazione in un bar che mi piace, ma nel quale le commesse sono alquanto sgarbate (come nella media veneziana), però il tutto è stata addolcito dal gattone che presidiava la porta e accoglieva gli avventori, garbatamente stravaccato.
Credo di aver dedicato più tempo a fargli le coccole che al mio macchiatone. La brioche era discutibile.


energia! energia!

In certi tipi di lavoro a contatto con il pubblico bisogna essere “da contratto” degli entusiasti non troppo empatici.
Se un turista che sta partendo ti percepisce energico, positivo, rassicurante, sorridente, tranquillo che tutto andrà bene anche se c’è una tempesta, i bagagli sono andati persi o i cavallieri dell’apocalisse hanno mandato un telegramma, allora c’è qualche speranza che sia ben disposto. Tutto ovviamente nei limiti, perchè una persona iperattiva o troppo felice urta i nervi…a me di sicuro (non vi dico quelli che si baciano in aeroporto…mi viene voglia di picchiarli).
Tutto ciò per dire che in questo lavoro io mi ci butto e investo veramente tanta energia, anche per essere (pro)positiva con i colleghi, e in questo periodo che le batterie sono al minimo e l’umore è off-line è veramente faticoso e a volte neanche troppo fattibile.
E’ normale che io crolli dopo un po’, ma soprattutto è normale che io sogni il lunedì in ufficio per essere come realmente sono: burbera, ipercritica e fastidiosa.
Ma, soprattutto, vestita di rosa.


dimenticanze – il meglio di oggi

“Scusi, ho dimenticato la dentiera a bordo…”

Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi si può ben immaginare che giornata è stata.


un tranquillo venerdì d’agosto

Gli appassionati d’arte (molto amatoriali) hanno due grossi difetti: comprano “arte” per arredare e poi sperano che valga qualcosa e d’estate ripuliscono le cantine.

Mi chiama un signore…
“Ho un quadro veramente carino, ma proprio bellino” ohsignur “comprato negli anni Ottanta, però non ricordo dove se a Parigi, a Milano, in una galleria o in un mercato. Però Le assicuro è veramente carino.” Sospiro. “Scusi, Le sto rubando tempo”
“No, si figuri” in fondo cosa sto facendo oggi? Niente, aggiornando la mia playlist.
“Me lo autentica?”
“Ehmmm…in realtà no, non facciamo autentiche…”
“Le assicuro che è veramente carino.”
“Non lo metto in dubbio.” Se ne faccia una ragione, io non autentico e non faccio ricerche aggratis.
“Vengo lì con il quadro?”
“No!” mi manca solo questo oggi. “Mi mandi una foto…”


la pigrizia delle dita

Giorni inquieti questi o forse giorni stanchi, perché le ferie sembrano ancora un miraggio.
Ho le dita pigre: leggo tanto ma scrivo poco (anche qui sul blog).

Sono sempre stata un’aspirante scrittrice con poche doti.
Ho passato anni a scrivere per ore intere su taccuini, quaderni, con la macchina da scrivere, a pc e sto rileggendo tutto quello che ho salvato o che è rimasto: romanzetti, racconti brevi, idee.
Forse la cosa peggio riuscita è la sceneggiatura, anzi no, la pièce teatrale…altri tempi.
Qualcosa di buono ogni tanto si vede, talvolta mi viene voglia di rimetterci mano, riadattare, correggere, aggiornare.
E poi mi domando: perché?
Ho rinunciato ai concorsi di scrittura dopo un anno di tentativi intensi e privi di qualunque risultato (e credo di averne fatti almeno una ventina), un po’ come in questi ultimi anni nei quali ho rinunciato alle relazioni di coppia dopo diverse prove inconcludenti.
Tutto questo per dire che in questo periodo ho le dita pigre e pure senza smalto.