la tecnologia non mi ama

Ero in un campo di Venezia, poco dopo l’aperitivo.
Arriva una ragazzetta piccolina, magrolina, carina e posiziona una cassa, la attacca ad un microfono e ad un lettore.
Le note iniziano a diffondersi.
E’ stato un istante di pura estasi.
Era la mia canzone.
Cantata male, arrangiata peggio, ma era la mia canzone.
Mi appoggio alla vera da pozzo e avrei voluto cantare a voce alta, anzi, avrei voluto rubarle il microfono e cantarla davanti a tutti.
Tutta una serie di antiche emozioni si sono rifatte vive: gli anni passati a cercare il titolo, la prima volta che un amico me l’ha fatta sentire per sbaglio mentre eravamo seduti su una panchina in pietra davanti all’Università di Padova, quella volta che l’ho sentita in una notte di luna piena su una barca…
Per fortuna sono afona (placche? laringite?) e moribonda.
Avrei anche voluto fare un video, ma non so fare video con il mio cellulare.

4 pensieri su “la tecnologia non mi ama

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