Archivi del mese: ottobre 2015

carenza di colori – questioni invernali

1, 1, 3 magliette nere.
1 maglietta grigia.
camicia nera.
Jeans. Nero ovviamente.
Gonna nera.
Collant nero. 50 den.

Nella mia valigia latita il colore, dovrò provvedere con le mutande.
Rosa ovviamente.


Sassenach

Un paio di giorni fa leggo sul blog di Emily di una saga ambientata in Scozia.
Lei è rimasta completamente coinvolta sia dai romanzi che dalla trasposizione televisiva, io leggo velocemente la trama e deduco che potrebbe piacermi, considerato che sono temporaneamente orfana di un buon prodotto nuovo.
Inizio dalla cosa più a portata di mano: la serie televisiva.
Ed è stato amore.
Anzi, restando in tema: puro rapimento.
Sarà la storia d’amore, l’ambientazione alla Walter Scott, le armi, il sangue, quest’eroina perfetta, i dialoghi, la fotografia (meravigliosa), la musica (pazzesca), la regia impeccabile, la recitazione e in v.o. gli accenti sono a dir poco perfetti…quello che so è che mi piace veramente molto.
E ora non mi resta che finire di vedere la serie (comprarmi i dvd) e trovare i libri che le biblioteche della città hanno il buon gusto di non avere a catalogo.


lentamente

Sono stati i soliti giorni pieni di lavori con, da un lato, una stanchezza fisica da far invidia e, dall’altra, notevoli mal di pancia per delle gaffe colossali che ho fatto.
Ieri mi sono trascinata al lavoro per inerzia, oggi, sono arrivata in ufficio alle 11.
C’è un limite a tutto, ma soprattutto dovevo andare a prendere dei biglietti a teatro.
Vicino al teatro c’è un negozio di scarpe e così sono entrata e me ne sono provate diverse paia, per fortuna quelle che mi piacevano di più non mi stavano bene.
Sono uscita da lì sollevata.
Poi sono andata a comprarmi un paio di calzini nel negozio di fronte e finalmente mi sono diretta verso l’ufficio.


101 anni e non sentirci

Ieri ero di turno in aeroporto, dovevo recuperare due passeggeri e portarli altrove.
Chiedo ad una collega se può dare un occhio ai nastri dei bagli e dopo poco mi manda un sms:
“7 valigie, 1 sedia a rotelle, 101 anni. Scommettiamo che sono i tuoi?”
E infatti la scommessa l’ha vinta.
Era una signora di 101 anni, accompagnata da una dama di compagnia/medico, leggermente tanto sorda, molto molto scorbutica e indisponente, troppo lucida per i miei gusti e che trascorre quel che le resta viaggiando.
Allora, io ho delle ipotesi sul come sia arrivata alla veneranda età così:
a) perché non si è mai sposata
b) perché ha un brutto carattere
c) perché molto molto fortunata
Io, per il momento ne ho 2 su 3.
Bene direi, no?


quanto costa un complimento

“Ma che bella pelle che hai, sei proprio riposata!”
“Che bene che ti vedo! Ma sei innamorata?”

Si vede che fa proprio effetto il nuovo fondotinta, poi guardo lo scontrino, rabbrividisco e capisco quanto costa un complimento.
Troppo.


respira, concentrati e…

Sono giorni (no, anzi, anni) che i miei rapporti con il mio capo sono tesi, ma ora la situazione è decisamente insostenibile: io sono stanca e lui è disorganizzato, io sono quella che sono e lui è fondamentalmente uno stronzo.
E io somatizzo lo stress.
Inutile appuntarmi cosa sia successo oggi, tanto domani sarà eguale e la settimana prossima pure; cerco di lasciar passare le emozioni, di dimenticare, di ignorare, di pensare ad altro e invece è come se avessi della carta vetrata mista a limone in gola.
Uno spasso.

Respira, concentrati e pensa…
…al giorno in cui te ne andrai sbattendo la porta.
…a come vorresti fargli del male.
…a come sopravvivere fino a domani.
…al gastroprotettore e a tutti quegli ausili che ti mantengono “sana”.
…che domani mattina lavorerai in aeroporto.


il costo della socialità

“Nessun uomo è un’isola” scrisse un cantore medievale in una giornata di pioggia un chierico inglese nel XVI secolo.
Appunto, uomo.
Non donna.
Non io.
Mi sto impegnando ad essere più “sociale”, a non restare chiusa nella mia tana, a mantenere relazioni, quindi vado a cena fuori, frequento corsi, “giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose” (che il cielo non mi fulmini per questa citazione di un autore che non amo).
Però…che fatica.
Sto rastrellando le mie energie e la prospettiva migliore a cui aspiro è il silenzio.
Ma mi chiedo: solitudine o misantropia?