voli pindarici del mattino – Cesare

Sto andando in ufficio.
Penso ai fatti miei e che potrei leggere “Outlander” dal pc, anziché dal tablet oggi pomeriggio e che dovrò comprare anche gli altri libri e, cavolo, mi sono fermata all’incontro di Jack Randall con Claire ad Edimburgo e non ho fatto in tempo a finire il capitolo perché sono dovuta scendere dal vaporetto.
Sarebbe bello leggerselo in inglese.
Tyger tyger burning bright…
…come tradurre “burning bright”? L’avevo letto l’altro giorno su Wikipedia.
Poi, non so come, mi viene in mente che in quarta o quinta ginnasio, ora non ricordo, abbiamo tradotto un libro del De Bello Gallico.
Internet esisteva, ma non come oggi e trovare sul web una traduzione era un’impresa: ci si metteva meno a farsela con il dizionario, piuttosto che a cercarla sui motori di ricerca.
E così GA ed io abbiamo comprato in società il testo tradotto a fronte con le note grammaticali e abbiamo passato un anno copiando le versioni di latino a casa. Un giorno, durante un’interrogazione, abbiamo anche tradotto delle frasi che sul libro di testo non c’erano e la scusa fu: “abbiamo preso il testo integrale per capirlo meglio e abbiamo tradotto anche questa parte”.
Io rido ancora se ci penso.
E nel frattempo ho bevuto il cappuccino al bar.

2 pensieri su “voli pindarici del mattino – Cesare

  1. Una mia compagna, allergica a matematica e fisica, ma con una memoria d’acciaio, imparava a menadito le dimostrazioni e commetteva falsi errori, poi corretti, per far credere al prof che “ci ragionava”.

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