Archivi del mese: dicembre 2015

dalla A alla Z: il mio 2015 telefilmico

A come Arrow
è iniziato tutto per colpa del mio amico di divano e ora è una passione per l’arciere con la sua gang in cui i crossover si fanno sempre emozionanti e gli spin off agguerriti
B come Bad Judge
perchè non posso guardare sempre cose serie
C come Costantine
“Esorcista, Demonologo e Maestro delle Arti Oscure”, perchè scrivere che è solo un praticante non fa comunque un bell’effetto sui clienti, o forse è un problema di accento inglese
D come Daredevil
ovvero Matt: l’avvocato non vedente più sexy, con i quattro sensi più allenati e atletico della storia.
E come…
non ho visto telefilm con la “E” perchè nel mio cuore c’è ancora E.R.
F come Forever
metti insieme un medical, un procedurale, un fantasy con un pizzico di storia dall’800 ad oggi e non puoi non innamorarti del britannico Henry Morgan, tutto accento e sex appeal.

G come Godd Witch
perchè ho smesso di vedere Grey’s Anatomy da quando se ne è andata Addison
H come Heading Out
storie di una veterinaria incasinata e lesbica. Sul serio con la H non c’era di meglio

I come Impastor
Prendi un tizio che perde troppi soldi al gioco, mettici un pastore protestante gay che sta andando in una nuova comunità e che muore per sbaglio cadendo da un ponte, metti che il tizio incasinato prende il suo posto. Aspetto la seconda stagione perché il finale è stato con il botto.

Y come You and me and the Apocalypse
ci ho scritto un post perché sul serio è troppo

L …
non pervenuto
M come Mozart in the jungle
La prima serie che ho visto in streaming che miscela ottima musica a follia

N come Night Shift
la delusione più cocente del 2015

O come Outlander
Una storia epica, nata sulla carta ormai un ventennio fa e che ora sta prendendo vita sullo schermo: amore, lotta, storia, intrighi, passioni, crudeltà, sangue, avventura, magia, destino. Inizi ad entrare in questo mondo e non ne puoi uscire.

P come Kevin Pacalioglu
ovvero il protagonista di Deadbeat, il medium più incasinato e squattrinato della storia.

Q …
…dopo Quantum Leap e Queer as Folk hanno fatto altro con la Q? 

R come Ruga Giuffa
la web serie veneziana che purtroppo ha perso smalto nella seconda stagione, ma come si dice in questi casi: “Castello indipendente, Ruga Giuffa capitale!”

S come Sean saves the world
Niente a che vedere con Will&Grace, ma Sean Hayes se la cava lo stesso con uno show tutto suo anche se talvolta un po’ banale

T come The Flash
no, sul serio, che dire del velocista e analista forense Barry Allen?

U …come
…mi pento, ma mi è piaciuto Un medico in famiglia 9, ormai così soap-irreale da essere accettabile

V…
non pervenuto
Z …
non pervenuto


ammazzo il tempo provando con l’automeditazione, canto un po’

L’ufficio è vuoto (sono tutti in ferie), io presidio il castello, lavoricchio serenamente e lentamente, e ascolto tutta la discografia di Neffa a tutto volume…cantando ovviamente.


ozio

1. il non far nulla per abitudine, per pigrizia o anche per malattia o altri impedimenti: stare in ozio dalla mattina alla sera; poltrire, vivere nell’ozio; un ozio forzato |tener in ozio la penna, (fig., lett.) non scrivere | (prov.) l’ozio è il padre dei vizi
2. riposo dalle occupazioni ordinarie, tempo libero; vita comoda e agiata: un bel libro da leggere nei momenti di ozio
(da Garzanti Linguistica)

Quando si vive una vita di corsa l’ozio sembra se non un miraggio, almeno qualcosa di improponibile. L’ozio non si può ottenere in una sola giornata, perchè richiede tempo e dedizione.
Dormire, fare colazione, leggere un libro, guardare un dvd, pranzare, giocare a scarabeo, leggere ancora, guardare un altro dvd, forse cenare, dormire, fare colazione , leggere un libro, guardare un dvd, pranzare, giocare a scarabeo, leggere ancora, guardare un altro dvd, forse cenare, dormire…e così per tre giorni.

Questo natale ho oziato e ora vado a dormire perchè sono stanca e domani si torna al lavoro.


in campagna

Dire “campagna” a Venezia fa sempre la sua figura d’internazionalità, in pratica sono nella casa di famiglia più o meno sui colli. Per carità, ci sono: campi, umidità, nebbia, trattori… Oggi sono andata in un paese “di confine” a cercare il gelato al mandorlato e – sul serio – mi sono sentita in campagna, prossima a raggiungere il paese di Frittole con Troisi. Se poi ci mettiamo anche il caminetto acceso direi che manca solo Babbo Natale.


un martello sulla scrivania

Ho anche una sega in questo momento, dell’acetone per unghie, una scatola di chiodi, liquido per lenti a contatto e un temperino.

Un paio di questi oggetti li vorrei usare in ordine sul mio capo, dopo la colossale litigata telefonica che abbiamo fatto.
La mia e la sua fortuna è che non siamo nello stesso luogo.
La mia e la sua fortuna è che io sono una persona ragionevole.


dall’oltretomba

…la mia voce.
Rispondere al telefono è uno spasso.
E mi sento come lei…


ingegneri

Davanti al mio ufficio lavora l’uomo della mia vita; non importa che sia sposato e abbia dei figli tremendi, nel mio mondo ideale lui è single, l’esempio della perfezione e, appunto, fa l’ingegnere.

Arriva un corriere che cerca un ingegnere e io subito penso a lui: è la volta che posso andare a bussare alla sua porta con la scusa di restituire una scatola mal consegnata (cosa che si fa da queste parti, ieri ho recuperato dei pacchetti di amazon al bar perché il corriere e il barista si erano persi in chiacchiere).
Conosco il ragazzo delle consegne, leggiamo il cognome.
“Scusa, ma non è tizio che lavora nell’altra calle?”
“Chi? Coso?”
“Dai, xe tutto fora che ingegner.”
“So fradeo?”
“No penso, ga na sorea.”
“E mi gheo porto alla M., so sorea…xe megio de eo…”
“Ma l’ingegner?”
“Magari xe so cusin…”

E io ancora non ho capito come faccia ad arrivare la posta a Venezia.