sicurezza percepita

Qualche giorno fa sono partita dal mio aeroporto, luogo nel quale lavoro stagionalmente e dove non mi sento particolarmente al sicuro, ma di questo ne ho già scritto.

Ho le borse, i biglietti e una bottiglietta d’acqua frizzate in mano già aperta che decido di finire prima di passare i controlli di sicurezza.
Forse perché l’ho agitata, forse per il calore tropicale della sala partenze svito il tappo e con un “bum” esplode in aria.
Lo ritrovo a tre metri di distanza e per fortuna non ho preso nessuno su un occhio.

Ora, siamo in un momento così…nessuno dai check-in o del personale generico ha detto una parola, figuriamoci cip&ciop (i due in divisa che passeggiavano vicino al bar) se hanno fatto una piega, anzi se ne sono stati belli distanti.

Ma forse la mia è solo paranoia.

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