il silenzio

silènzio s. m. [dal lat. silentium, der. di silens -entis, part. pres. di silēre «tacere, non fare rumore»]. –
1.
a. Assenza di rumori, di suoni, voci e sim., come condizione che si verifica in un ambiente o caratterizza una determinata situazione (…)

2.
a. Il fatto di non parlare o di smettere di parlare (e, più in generale, di non gridare, cantare, suonare, fare rumore) per un certo periodo di tempo:
b. Per estens., il non dare notizia di sé, né per lettera né con altri mezzi di comunicazione:
c. fig. Il non parlare o scrivere di un fatto, il non darne notizia, l’evitarne ogni diffusione e pubblicità: (…)
da Vocabolario Treccani

Non scrivere non vuol dire non esserci, è rispettare il silenzio, le necessità altrui, elaborare e concedere spazio.

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uno a caso

Sono di turno nello stanzone, entra una turista asiatica e mi chiede dove può trovare il “quadro famoso”. La guardo perplessa, le chiedo se sta cercando un autore in particolare tra Tiziano, Veronese, Tintoretto, Palma il giovane…
Mi mostra dal cellulare l’Ultima Cena di Da Vinci a Milano e mi dice: cerco uno più o meno uguale a questo.

sovrappensieri da guida

Ieri ero impegnata in una visita guidata e, come spesso accade, alcune parti del discorso vanno in automatico, anche se cerco di variare il più possibile per non ripetere tutto il giorno le stesse cose.
Ad un certo punto, non so come, volevo dire che l’idea della percezione viene rovesciata e anziché usare il verbo corretto ho detto che “si rabalta la percezione”.
Il verbo “rabaltare” non esiste, ovviamente, in italiano ma si usa in dialetto per dire appunto rovesciare in modo non ordinato.
Mi sono scusata subito e per fortuna i miei visitatori si sono messi a ridere del mio uso improvviso del dialetto (e per fortuna erano quasi tutti veneti).
Ora nel mio CV potrei mettere anche visite in dialetto (padovano).

this fu***ng flight!

E’ sempre bello lo spirito con cui i turisti affrontano una vacanza.
No, mi correggo, è sempre meraviglioso lo spirito con cui noi assistenti affrontiamo le vacanze dei nostri clienti.
Ieri è stato il primo giorno della stagione e abbiamo già contato:
mogli perse
mariti abbandonati
contusioni varie
vecchietti azzoppati
ritardi, insulti e complains
barche che non arrivano
voli cancellati
autisti addormentati

In realtà ieri è stato bello come il primo giorno di scuola dopo le vacanze estive e nel marasma delle gite programmate amici e colleghi si sono salutati calorosamente, tutti lanciati e carichi…forse a fine stagione a stento ci guarderemo negli occhi.