Archivi del mese: maggio 2016

la forza dell’abitudine

Una volta a settimana, da quattro mesi, vado da LaStrizza: quasi sempre lo stesso giorno, ma soprattutto alla stessa ora. Stamattina mi presento, mi siedo in sala d’attesa e la segretaria mi guarda…ho sbagliato l’orario dell’appuntamento, sono in anticipo di oltre un’ora, perché proprio per oggi avevamo posticipato la seduta.


eufemismi

“Ci occupiamo di monitoraggio.”
“Ma io vorrei uno sterminio.”
“Monitoraggio è un termine più elegante per indicare lo sterminio.”
“Ecco, allora vorrei uno sterminio non cruento.”

L’uomo del monitoraggio ed io non stavamo programmando una strage, bensì la decimazione della comunità topesca in ufficio.
Che io poi gli abbia chiesto di prenderli vivi e di portarseli via (vivi), è un’altra storia.


le monetine

Sono nello spogliatoio della piscina, metto la borsa dentro il solito armadietto, inserisco 1€ per far scattare la serratura e non funziona.
Non vedo la moneta…forse non l’ho messa. Capita, sono smemorata ultimamente.
Metto un altro euro.
Giro la chiave e…non si chiude.
Cambio armadietto.
Cerco l’euro e non lo vedo, forse nel cambio di armadietto l’ho infilato in borsa.
Prendo un altro euro e lo inserisco. Non si chiude.
Dopo 4 tentativi ci riesco.
Un po’ turbata perché non mi ricordo più qual è il numero del mio armadietto, giro la serratura di quello che uso di solito: ha sputato 4 euro.
I miei 4 euro, che non avevo messo in borsa.


piove

pioggiaPiove che è un piacere, siamo tutti rintanati all’imbarcadero in attesa che smetta un po’. Una signora si vanta del suo impermeabile tecnico, assolutamente resistente.
“E’ da alta montagna. L’ho comprato in libreria.”
Forse era vicino a “L’uomo della pioggia” di Grisham.


(non) va tutto bene

Un’opera per una mostra che inaugura questa settimana è bloccata chissà dove.
E quando il curatore e il mio capo mi chiedono quando arriva io abbozzo.
I cataloghi non sono pronti.
Un allestimento è in ritardo (no, il ritardo è tutt’altra cosa, è proprio in alto mare).
Un evento non è stato comunicato perché i materiali non sono pronti e questa volta non sono io che mi sono dimenticata di invitare le persone.
La stampa non mi dà feedback.

Io sto male.
Lo ammetto candidamente: io sto male.
Si chiama depressione e, per una volta, di tutte le cose di cui sopra non me ne frega assolutamente niente.


iperconnessione

Ieri ho lavorato per una nuova agenzia, facendo una passeggiata alternativa.
Ogni preoccupazione è svanita subito dopo aver cominciato, era un bel gruppo di donne e da parte mia ero preparata.
A parte una tizia che voleva farsi 4 km di passeggiata con il tacco 12 (e per fortuna in borsa aveva le ballerine), le altre erano tutte attaccate al cellulare e lo sono state dal principio fino alla fine.
E instagram e fb e twitter e 4square.
Occhi fissi sullo schermo (e forse sul non pestare escrementi) e basta, si taggavano vicendevolmente e si mettevano i “like” in diretta, erano molto social virtualmente e un po’ meno fisicamente.
A me non ha dato fastidio, il mio lavoro l’ho fatto, sono state tutte contente, ma sono cose che non capisco proprio.
Ma è noto: io non sono un animale sociale.


maggio olfattivo

Maggio a Venezia vuol dire biennale.
Architettura quest’anno (per fortuna).
Una cosa non cambia mai: l’odore dei gelsomini al parco.