il nodo

E’ facile dare la responsabilità di tutti i propri problemi, del modo di essere e di porsi nel mondo agli altri e ai propri genitori. Freud ci ha campato con questa faccenda e, per carità, la madre e il padre influiscono ma non sono tutto.
Ognuno di noi è la somma di pensieri radicati, comportamenti, idee disfunzionali, dell’ambiente…

Da gennaio ad oggi, con la terapia cognitivo comportamentale, pensavo di essere a buon punto: individuare i problemi, circoscriverli e trovare dei modi per conviverci serenamente.
Poi uno sbalzo umorale, la consapevolezza di un distacco e un mix di sensazione hanno rimesso in gioco tutto.

Più si parla e più si arriva al nucleo della questione e mi viene da pensare che il nucleo sia come un atomo con i protoni, neutroni ed elettroni e questo nucleo originario è inscindibile.
E così il disturbo alimentare è fatto da:
cosa significa essere magri non per gli altri ma per sè
la gamma delle preoccupazioni
la dieta caloria, ma soprattutto cognitiva
il sentirsi grasso da un punto di vista fisiologico, emotivo, di ipercontrollo
in un meraviglioso circolo vizioso che in loop gira da anni.
Chiamiamo le cose con il loro nome: disturbo alimentare.
Che poi per non farci mancare niente è pure categorizzato tra le patologie psichiatriche! Yuppie du! Quale sarà la terza nella mia vita?
Intanto mi alleno ad essere flessibile, ad ascoltare il mio corpo e le mie emozioni e a capire che sono due cose distinte.

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