Archivi del mese: agosto 2016

questione di sole

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il rito delle chiavi

I grandi cambiamenti belli e brutti hanno tutti una costante: le chiavi.
Cambiare le chiavi di casa dopo una separazione.
Avere delle chiavi nuove quando si entra in una nuova abitazione.
Farsi restituire le chiavi quando le cose cambiano.
Restituire le chiavi per andare avanti e aprire nuove porte.

Oggi ho restituito le chiavi dell’ufficio.
Se da un lato mi sento finalmente leggera dall’altro ho una paura che è difficile descrivere.


Penultimo

Sono pronta, anche se in realtà devo traslocare una marea di cose.
Ma sono pronta.
Ce la faccio.
Oggi stavo chiudendo la porta dell’ufficio e pensavo: è la penultima volta che lo faccio.
Ho fatto molte penultime cose.
E domani non ci penserò.


Le buone intenzioni

Top ten delle buone intenzioni per quest’autunno
1. chiudere il buco nero che ho sotto al letto
2. andare in palestra
3. andare in piscina
4. trovare una buona postazione di co-working
5. iniziare il corso al quale mi sono iscritta e fare la secchiona
6. trovare un lavoro serio
7. studiare Venezia andando a visitare tutto quello che mi manca
8. non comprare scarpe e vestiti
9. riordinare le bollette pagate
10. capire che la vita sta cambiando


preparandosi

Caro fornitore/collega/artista/qualunque cosa tu sia,
a breve lascerò questo lavoro, non risponderò più alle tue mail, non parleremo più al telefono, non potrai più portarmi i pasticcini in ufficio, non andremo più in barca assieme, non troveremo più soluzioni insieme, non mi tampinerai perché non metto in pagamento una tua fattura o perché i file sono in ritardo.
Intanto vado in vacanza, poi si vedrà…
Visto che non sono disperata (ma un po’ preoccupata sì) ti allego il mio CV, giusto perché se ti capita un lavoro sai che sono libera.
baci baci
AmandaBlack

…avrei solo voglia di piangere perché comunque…


si chiude una porta, si trova un palo

Orbene, sto per abbandonare uno dei miei lavori.
Quello più impegnativo sia come orario che come impegno mentale.
Il lavoro per cui ho studiato.
Non è una separazione “normale”, la definirei quasi una separazione consensuale, per inconciliabili vedute.
Ora non riesco a trovare solo lati positivi o solo negativi, lo vedo nel suo complesso, come una grande opportunità, come un calderone in cui ci sono stati incontri formidabili, pianti, mal di pancia, soddisfazioni, arrabbiature, ansie e gioie, gastriti e follia allegra, qualche sbronza allegra.
E’ difficile da spiegare e ormai non mi aspetto che qualcuno capisca veramente come mi sento.
Mi sto programmando il mio settembre: corsi di formazione, gli altri due lavori e la palestra.
Oggi guardo il piano orario ed è stata introdotta una nuova attività: la pole dance.
E io mi ci vedo già a rovesciarmi attorno ad un palo, perché appunto si chiude una porta e nel frattempo si resta al palo.


per fortuna non scrivo recensioni

Ieri mi armo di pazienza, mamma e scarpe buone e sono andata per isole a camminare e con l’intento di vedere una mostra.
Un’ora e mezza per arrivare…(a fine giornata avevo cambiato 6 mezzi e la maggior parte con turisti insofferenti)
Entro nello spazio…
Tutto vuoto…
Domando all’annoiato guardiano dov’è la mostra e mi risponde sbadigliando che per problemi conservativi è stata chiusa un mese prima.
Vorrei battere i piedi a terra e arrabbiarmi con qualcuno.
Poi capisco che è una scusa come un’altra, che forse la chiusura anticipata della mostra coincide con eventi poco piacevoli accaduti in seno all’amministrazione della città, che probabilmente c’erano due visitatori al giorno e la sostenibilità economica ha preso il posto della “ragione culturale”.
A volte mi domando come fare a resistere in questa città.