si chiude una porta, si trova un palo

Orbene, sto per abbandonare uno dei miei lavori.
Quello più impegnativo sia come orario che come impegno mentale.
Il lavoro per cui ho studiato.
Non è una separazione “normale”, la definirei quasi una separazione consensuale, per inconciliabili vedute.
Ora non riesco a trovare solo lati positivi o solo negativi, lo vedo nel suo complesso, come una grande opportunità, come un calderone in cui ci sono stati incontri formidabili, pianti, mal di pancia, soddisfazioni, arrabbiature, ansie e gioie, gastriti e follia allegra, qualche sbronza allegra.
E’ difficile da spiegare e ormai non mi aspetto che qualcuno capisca veramente come mi sento.
Mi sto programmando il mio settembre: corsi di formazione, gli altri due lavori e la palestra.
Oggi guardo il piano orario ed è stata introdotta una nuova attività: la pole dance.
E io mi ci vedo già a rovesciarmi attorno ad un palo, perché appunto si chiude una porta e nel frattempo si resta al palo.

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