Archivi del mese: novembre 2016

di prospettive

Se mi domandaste com’è andata oggi vi risponderei che è andata bene: ho pianto tantissimo.
Merito della Strizza che da una semplice domanda su come va il mio sonno, scava e scava e tira fuori cose che conosco ma che fanno male, lutti elaborati ma che hanno comunque segnato il mio percorso, paure, dubbi.
Piango e cerco di andare avanti, di non dare la colpa a nessuno, neppure a me stessa, di trovare un angolino di serenità, di accettare e andare avanti perchè è inutile recriminare e di cogliere questo periodo di “pausa” per imparare a darmi nuovi obiettivi, per permettere alle cose di acquietarsi e io non devo nè catastrofizzare nè estremizzare questo momento di “pausa lavorativa”.
Detto così sembra che io sia particolarmente infelice, in realtà non più della mia media e mi rendo conto che sono sempre più emozionata per il grande progetto del 2017.


tradizioni

saluteE anche quest’anno la festa della Madonna della Salute è passata.
Le tradizioni sono state rispettate:
minestra di carne e verza
passaggio del ponte votivo
candele e accensione
passaggio vicino all’icona
giro in sagrestia dal Tiepolo
palloncino colorato
frutta caramellata
dolcetti
Ora non mi resta che capire se mi sono impegnata abbastanza.


Questione di accento

“Mi domando perchè quando io dico andate upstairs loro capiscono groundflor. Deve essere un problema di accento.”

La mia collega ha ragione, ma in fondo a fine stagione è una domanda lecita…


consolidare gli stereotipi

Oggi avevo una visita guidata.
Sono ventinove donne e un uomo che fa loro da capogruppo.

Il signore si presenta.
Vengono da Israele.
“Sì, però mi fa lo sconto vero?”

Ecco, appunto.


un mese lungo un anno

Ho lasciato il mio lavoro in ufficio esattamente un mese fa, tornata dalle ferie.
E’ stato un mese che non ha eguali: a volte giorni lunghissimi, altri densi di impegni, alcuni sportivi, altri pigri, atri vuoti, alcuni insonni.
Ho ancora i miei due lavori e mezzo, eppure il più delle volte mi sento come fossi disoccupata, le finanze cominciano a chiedere attenzione, la mia casa chiede presenza.
Però so che è un momento che passerà, mi sto formando per rientrare nel mercato, sto cercando un altro lavoro e ho iniziato a collaborare con un’altra agenzia.
Sono meno infelice del previsto.

Sono pronta per questo secondo mese.


la conta dei mariti

Sto facendo assistenza ad una signora in aeroporto che ha voglia di chiacchierare.

“Sa, io sono peruviana, ma vivo da trent’anni negli Stati Uniti. Questa è mia nipote, la figlia di mio figlio. Però mio figlio è del mio primo marito peruviano.”

“Il mio primo marito è morto.”
Silenzio.
“Poi ho un secondo marito americano: io sola con quattro figli, lui senza figli, abbiamo fatto un’unica famiglia.”
Sto per dire qualcosa.
“Anche lui è morto.”
Silenzio.
“E anche il terzo marito.”
Silenzio.
“Non cerco più un marito.”

Mi sa che è meglio così.