Archivi del mese: gennaio 2017

salutisti alla riscossa

L’ufficio è al terzo piano e così perchè non fare le scale?
Una mela campeggia sulla mia scrivania e mi guarda torva.
Il caffè dovrebbe essere decaffeinato, ma c’è un limite a tutto.
Ho cambiato la palestra e ieri mi sono dedicata a fit-boxe (coinvolgendo la Bestiaccia).
Oggi la pago: contro ogni previsione mi fanno male le ginocchia e gli addominali.

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la mia nuova routine

Il nuovo lavoro impone che io impari un nuovo modo di lavorare o che per lo meno modifichi ben 9 anni di routine strampalata.
E quindi: rispettare gli orari rigidi perchè arrivare prima, uscire dopo o ridurre la pausa pranzo non sono contemplati
C’è un problema? Una porta non si apre, un pc non funziona, una consegna è in ritardo, piovono rane? Aspetta che qualcuno lo risolva per te, perchè c’è una catena da seguire.
E così via.
E devo dire che nonostante lo spaesamento iniziale è quello di cui ho bisogno ora per ritrovare la serenità (e non a caso anche il mio sonno sta migliorando).


non si vedono le stelle

Per imparare il nuovo lavoro mi hanno mandata una settimana nella sede centrale di Milano, mi hanno dato un appartamento senza tv e internet a 10 passi dall’ufficio e davanti ad un supermercato.
Il messaggio è stato: impara lo stacanovismo.
Per una settimana entravo alle 8.45 e uscivo alle 18.30 praticamente priva di ogni facoltà intellettiva, talmente stanca che l’unica cosa che potevo fare era andare a dormire.
Tra i nuovi colleghi mi sono sentita molto “provinciale”, anzi – come direbbero a Venezia – “foresta” (cioè da fuori).
Cercavo le attrazzioni per la pausa pranzo, un luogo di cui avevo sentito parlare, mi stupivo di avere tre librerie, dieci negozi di mutande, quattro supermercati e dieci ristoranti sempre aperti sotto a casa e cose così.
Però, mentre elogiavo la grande città, rimpiangevo il silenzio di Venezia o meglio l’assenza di rumori come il traffico per averne tanti altri (bambini, vicini, gatti, vaporetti), l’aria umida ma decisamente più salubre, le stelle, poter aprire una finestra senza farsi venire l’asma.
Perchè, per chi non lo sapesse, in centro a Milano non si vedono le stelle e l’aria non è buona.


non so(n/l)o false partenze

Avrei voluto fare un riepilogo 2016 basato sui numeri (ad esempio: 38 ore di psicoterapia con LaStrizza, 1 lavoro perso, 2 lavori tenuti, 3 viaggi, 27 serie televisive viste, 18 libri letti, i chili persi…) e sarebbe stato divertente.
Poi ho pensato che tutta la fatica fatta nel 2016 per trovare un equilibrio è stata propedeutica al 2017 e quindi ci ho ripensato, anche perchè il nuovo inizio ci deve essere nella mia testa e cerco di ripetermi che questo nuovo lavoro è uno dei tanti tasselli che compongono la mia vita.
Intanto mi agito e compro mutande e pantaloni perchè, comunque, lunedì sarà il mio “nuovo primo giorno di scuola”.


al negozio bio

Una collega, durante una cena, raccontava che aveva trovato uno spasimante davanti alle carote al supermercato bio.

Oggi ero al supermercato bio, stavo comprando la tapioca, quando un bel tizio domanda alla commessa se c’è un tipo particolare di avena per il porridge.
Io: “anche questo è buono…io lo faccio…”Lui: “questa roba è per mia moglie”

Colpita e affondata.
Megli ritorni nel mio guscio.