Archivi del mese: marzo 2017

transito

In questo non-più-tanto-nuovo lavoro sono tutti cordiali.
Ne parlavo proprio l’altro giorno che non mi sembra vero di non avere nessuno che mi fa mobbing, sarà che l’insofferenza verso il mio ex capo negli ultimi due anni si era fatta veramente acuta, ma la gentilezza mi sembra ancora una faccenda così anormale che ne gioisco.
Se non che il mio attuale capo se ne esce con battute nostalgiche su Tizia, oggi rifletteva a come organizzarsi con i di lei orari una volta rientrata.
So che con me non ha instaurato un legame e lo capisco.
Inutile affezionarsi sapendo che sono rapporti destinati a scindersi con il tempo.

Io devo solo ricordarmi che sono in transito e che va bene così, è un’esigenza condivisa.

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sliding doors

Oggi avrei dovuto partire.
15 giorni dopo la fine del corso di web design, giusto in tempo per fare lo zaino.
Prima che la stagione turistica veneziana iniziasse a pieno regime.
E’ un viaggio che mi chiama e ho il terrore di non riuscire più a farlo.

A quest’ora, oggi, nella mia vita parallela sono su un areo e sto guardando fuori dal finestrino, sperando di trovare il mio zaino al carosello nell’aeroporto di destinazione.

Nell’altra vita sono alla mia scrivania, ho gli occhi lucidi perchè sono giorni che piango, maledetta depressione e maledetta primavera.


sano e normale

Ieri con LaStrizza è venuta fuori un’ondata di malessere: rabbia, rancore, gelosia, invidia, cattiveria, superbia…chi più ne ha più ne metta.
Il centro della seduta è stata fondamentalmente una domanda: “Cosa vuol dire essere un adulto sano e normale?”
LaStrizza, calma, serafica, composta, ha dato la sua versione.
Io, un po’ meno calma-serafica-composta, ho pensato.
E’ incredibile che persino la percezione di “sano” sia personale e non oggettiva.

La domanda, ovviamente, sorge spontanea: e io?


il buon proposito

pugniPer questa stagione turistica ho preso una decisione: lavorare mrosaa non arrivare al punto di rottura o al punto in cui sono talmente stanca da non riuscire ad alzarmi dal letto.
Voglio avere il tempo per vivere e vedere Venezia anche quando il cielo è rosa fashion, per tutti i miei lavori, per i miei turisti, per la famiglia, per il volontariato culturale, per la mia salute, per le gite in montagna.
E i buoni propositi si pagano: con un male alle gambe atroce per essere stata troppo spavalda su un sentiero. In confronto la palestra è una sciocchezza. 


inizia la stagione

Questa mattina (o forse era notte, non mi è ancora chiaro) è iniziata la mia stagione con i turisti con quella che C. chiamava Navalba.

La perla di oggi non riguarda il fatto che fossi senza occhiali e quindi non vedessi niente intorno a me o che per soffiarmi il naso abbia tirato fuori dalla borsa un paio di mutande anzichè un fazzoletto, bensì due non-troppo-vecchietti che avevano prenotato un volo per gli Stati Uniti, ma non volevano prenderlo perchè la prima tratta per la coincidenza era operata da un’altra compagnia. 
Per convincerli  ci siamo messe sia io che la tizia del check-in.
Forse si aspettavano un diretto fino alla porta di casa loro.

Erano le 4.30.


evidenze

L’altro giorno ho guardato una mia foto con degli occhiali spiritosi.
Quello che ho visto sono state:
le occhiaie e il contorno occhi da mezza età
le prime increspature sulla pelle (non chiamiamole subito rughe)

Cerco di non farci caso, ho dato la colpa alla luce, alla fotocamera, al trucco.

Vado dalla parrucchiera e parliamo del colore che mi sono fatta in casa e lei mi dice: “copre anche un po’ i capelli bianchi…ma sì, sono pochi”.

Gli studenti nel nuovo ufficio dove lavoro mi danno del “lei”, proprio non gli viene di usare un tono garbato ma confidenziale.

Nei negozi mi chiamano “signora”.

Ecco.


investire in competenze

Ho fatto un corso di Web Design.
La storia inizia a inizio luglio quando, consapevole che il mio futuro lavorativo stava definitivamente cambiando, ho deciso di investire in nuove competenze.
L’idea era di dedicare un anno al Grande Progetto, a fare l’accompagnatore turistico e a trovare nuove soluzioni lavorative come free lance.
Avevo anche trovato una scrivania in co-working.
Arrivo, non si sa come, a Treviso: ma sì, treni e bus! che problemi di orario hai? investi sul tuo futuro! gli ex studenti hanno dei portfoli meravigliosi e tu non sarai da meno!
Insomma, tra tutte le cose che mi piacciono e che potrebbero darmi un futuro scelgo il web design.
Scelgo una scuola che ha ottimi feedback, seria e via dicendo.
Investo i miei ultimi euro e mi preparo a questa nuova fase della mia vita.
Inizio il corso, non ho gran feeling con il docente, io sono un po’ lenta di comprendonio, ci metto dalle 12 alle 20 ore per fare i compiti per casa che non vengono neanche poi così bene e poi…trovo un lavoro.
E a fatica sono arrivata alla fine, con mamma che veniva fino in laguna per portarmi la macchina, i compiti sempre meno fatti, gli occhi sempre più stanchi, il senso di inadeguatezza.
E poi ieri sera l’esamino con il mio compagno di banco che mi passa direttamente una parte della prova.
Mi devo vergognare?
No, devo solo festeggiare e tenere tutto da parte per quando mi potrò lamentare della vita da free lance.