Archivi del mese: aprile 2017

le certezze di primavera

2017-04-27 18.11.08Due cose sono certe a Venezia: l’acqua alta e la biennale. Entrambe rappresentano un disagio e uno svago. 

Per il disagio ci siamo quasi, ma la città darà il suo meglio ai primi di maggio, per lo svago invece ci siamo già.
In attesa delle festone ci dilettiamo con nuove e inquietanti sculture…

Ora, per descriverlo io uso la parola “silos” anche se tutti lo stiamo chiamando “il dildo gigante” che in effetti….


nomen omen

orenda


I nodi

Da diverse settimane ho ricominciato ad andare da LaStrizza regolarmente, mi sono detta che andava bene lo stacanovismo ma dovevo a me stessa qualcosa. Stiamo affrontando dei temi “caldi” dei quali non ho mai parlato e che sono lì che premono e chiedono di essere tenuti in considerazione. In questo marasma di idee, sentimenti, emozioni e necessità le ho detto che sono molto sola, non ne soffro, ma letteralmente: se dovessi fare gli inviti per una festa la mia lista sarebbe piuttosto scarna. Da lì siamo partite per capire come mi proteggo da alcune paure e “nodi” e l’isolamente affettivo e sociale è uno di questi. Secondo lei saperlo, in teoria, dovrebbe aiutarmi a mettere delle pezze e a impare a tessere lentamente e di nuovo dei rapporti che siano sulla mia misura. Una volta i miei nodi erano solo quelli che avevo con i capelli lunghi.


ridatemi le mie endorfine

La Bestiaccia, ma non solo lei, ha una teoria: se fai movimento scateni le endorfine, quindi stai bene, quindi vai in palestra soprattutto quando sei giù che la chimica del tuo corpo fa il resto.

Ecco. Non è così.

Sono diverse settimane che sono proprio fiacca, fatico ad alzarmi, ad andare al lavoro, a vivere, principi di agorafobia (yeah! erano sei anni che mancavano dalla lista!) e claustrofobia, di terrore. Di prassi tutti diamo la colpa alla povera primavera, in pratica è la depressione che sta dando il meglio di sé durante il cambio di stagione.
Per carità, so come funziona e cerco di non virare verso il panico.
Dicevo, dopo dieci giorni di stop decido di andare in palestra nonostante tutto.
Vado, mi preparo, scelgo walking che è tosto e scarica tensioni ed energie.
Ma se uno le energie non le ha finisce k.o.
Ora, può essere che avessi mangiato pochi carboidrati ma anche che ero sul tapis roulant in preda allo sconforto.
Io che di solito salto, corro, mi scateno anche se sono scoordinata non ho retto.
E me ne sono andata dopo 25 minuti.
L’unica nota positiva è che non sono rimasta a farmi del male e senza giudicarmi mi sono ritirata a vita privata.

Ridatemi le mie endorfine.


La sottile ironia della vita

Antefatto
La mattina con LaStrizza e il mio medico facciamo un po’ il punto della situazione sulla mia salute e sul mio percorso.
E io, in un flusso di coscienza sincopato, domando: “ma se pensassi a questo punto alla chirurgia bariatrica?”
Fine dell’antefatto.

Nel tardo pomeriggio, dopo l’ufficio, vado a lavorare per un evento serale.
Sono carina, composta, vestita tutta di nero.
So come funzionano queste cose: loro mangiano e bevono e raramente si interessano al resto.
Arrivo ed è un convegno internazionale di “chirurgia dei grassi”.