Archivi del mese: luglio 2017

La debacle

A volte, anzi spesso, le cose non vanno come dovrebbero, o meglio come vorremmo. Sfidiamo la sorte, le nostre capacità e succede che il mondo ci è contromano e si fa un tonfo. Io ho fatto un grande tonfo, c’è ancora il buco per terra, cerco di analizzare dove ho sbagliato, perché nel momento topico mi sono fatta travolgere da un attacco di panico che mi ha bloccato il respiro, la voce, gli occhi, la mente. Cerco di non incolparmi degli errori, delle mie debolezze, del flusso della vita. Mi ripeto che è solo un momento della vita, che le persone che mi hanno esaminato non le rivedrò mai più, ch può succedere, che io non sono questo momento. Però non è facile, per lo meno non di fronte alle sfide che ho di fronte.

E vorrei solo dormire e non svegliarmi per non pensarci mai più.


Una grande verità

Purtroppo siamo famosi nel mondo anche per qualcosa di negativo, quelle che voi chiamate piaghe. Una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco…. è L’Etna, il vulcano che quando si mette a fare i capricci distrugge paesi e villaggi. Ma è una bellezza naturale…… eee ma c’è un’altra cosa, e questa è veramente una piaga grave che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito… è La Siccità… da queste parti la terra d’estate brucia… è sicca, una brutta cosa… Ma è la natura… e non ci possiamo fare niente… Ma dove possiamo fare e non facciamo perchè, in buona sostanza purtroppo non è la natura ma l’uomo… dov’è?? E’ nella terza e più grave di queste piaghe, che veramente diffama la Sicilia ed in particolare Palermo agli occhi del mondo….eee lei ha già capito, è inutile che io glielo dico, mi vergogno a dirlo…….. è Il Traffico… troppe macchine… è un traffico tentacolare, vorticoso che ci impedisce di vivere e ci fa nemici famiglia contro famiglia…..».

Da Johnny Stecchino (1991)


per fortuna che conduco una vita sana

Da un paio d’anni ho ripreso in mano la mia vita e la mia salute, mangio bene, non mi strafogo più di lavoro con turni improbabili, mi prendo il mio tempo.
Insomma, dovrei essere un fiore.

Febbre a 39, nausea, mal di testa (anzi giramenti).
E così mi faccio da sola i test neurologici di base (naso-indice, mingazzini, muscoli facciali).
Sicura che tutto è in ordine mi nascondo a letto sotto le coperte.
Mi trascino dal mio medico inutile che mi sta alla larga “sei virale” e diagnostica “tonsillite batterica” e mi prescrive di bere tanta acqua e cinque giorni di antibiotico.

“Posso tornare al lavoro giovedì?”
“No.”
“Venerdì?”
“No e neanche sabato o domenica”


due settimane

Ho due settimane per recuperare un anno di studio e appunti che sono finiti nel dimenticatoio della mia mente che straborda come il magazzino di un accumulatore compulsivo.

Mi sento come a scuola, quando l’ultimo mese si cercava di recuperare un annata bruttina o come alla fine delle vacanze in cui si copiavano tutte le versioni di latino e greco che non erano state fatte.

Mi domando perchè non ho seguito la strada già battuta dai miei colleghi.

Oggi ho troppo mal di testa per piangermi addosso, devo solo sperare di non avere un attacco di panico come l’altra volta e di non avere troppe aspettative.
In fondo è solo un altro esame.