stupore

Ieri sera avevo una fame nervosa non indifferente.
Ho chiuso tutte le imposte, mi sono messa il pigiama e mi sono infilata sotto ai piumoni.
Questa mattina non ho guardato il telegiornale.
Mi sono preparata.
Ho aperto la porta.
IMG_20180228_081417Neve.

conto alla rovescia

I telegiornali stanno facendo terrorismo psicologico sulle condizioni meteo: ma si sa che se a Roma ci sono 3 cm di neve è l’apocalisse.
In realtà qui c’è solo un forte vento “il burian” che noi chiamiamo “la buriana” e che come tutti quelli che abitano a nord est sappiamo che porta alla pazzia. Non a caso diciamo “ti gà perso ea buriana” per dire che sei andato fuori di testa…un motivo ci sarà.
Ma io conto perchè giovedì parto.
Mi ero programmata un viaggetto che avrebbe dovuto essere primaverile e invece mi sa che farà freddino, quindi: cioccolata calda, orologi a cucù, arte contemporanea e poi si vedrà.

non sono dubbi

I giorni si avvicinano, ma scorrono un po’ troppo lenti.
Per fortuna tra un paio di giorni parto e vado a fare una full immersion di musei che è una delle cose che mi rilassa di più.

Però ieri, anzichè fare la valigia per la vacanza, ho messo in ordine le cose per l’intervento perchè riordinare ha un valore catartico.
Ho riletto un paio di volte il consenso informato.
Informato è la parola chiave.
Io sono informata.
Ho avuto un crollo emotivo non indifferente.
Ma eccomi di nuovo in piedi, insonne, affamata, felice ma ansiosa.
Poi penso che sto frequentanto una persona a cui il mio fisico piace.
Rileggo il consenso informato: l’intervento non è considerato “estetico”.
Però il mio corpo cambierà.
E ci ho messo tanto ad accettare di conviverci e di non poterlo cambiare.

Ma come dice un vecchio amico: decidere e andare avanti.

tutto insieme

Ho un piano, me lo sono preparato accuratamente e i piani sono fatti per essere seguiti.

“Ciao Amanda, sei libera il 12?”
“Sì, certo.”
“Ok, ti operiamo il 12.”

Ecco, vado a rivedere il mio piano.
Tutto combacia, posso avere una degenza un po’ più lunga perché ho ancora un contratto.
Questo vuol dire che non dovrò cancellare date con le agenzie.
Bisognerà capire se una malattia a ridosso della scadenza del contratto inficerà la possibilità di un rinnovo, ma giuro non mi interessa: il piano esiste per far fronte a queste cose.
Ma in tutto questo pensare al lavoro e alla salute non ho fatto i conti con Lui, con la possibilità di frequentare una persona che mi piacesse e a cui io piaccio.
E non succederà come l’altra volta: non mi farò inseguire in ospedale, non mi farò curare, non mi farò vedere malata.
Forse non mi farò vedere più da Lui.
E dio solo sa quanto ci sto male.