io penso positivo

Un giorno mi dissero che la lista d’attesa è funzionale all’attesa, perché una persona ha il tempo di fare le dovute considerazioni, di preoccuparsi, di informarsi, di porsi domande e trovare risposte.

Ora sono pronta, mancano due giorni e quei pochi che lo sanno mi domandano come sto. La cosa strana è che non sono preoccupata, non ho paura, ho solo voglia che questa fase della mia vita cominci perchè si porterà dietro tutta una serie di cose nuove che ho programmato e messo in stand-by, anch’esse in lista d’attesa.

Ho scelto l’ospedale, il chirurgo.
Ho fatto gli esami.
L’anestesista dice che forse ci sarà un’intubazione difficile, ma io voglio pensare positivo.
L’unica cosa che potrebbe oggi farmi desistere è un rinvio.

checklist

valigia
parole crociate
libro
disdire weekend in spa
dire a Lui che sparirò per un paio di settimane
spiegare a Lui perché sparirò
disdire la ceretta
mettere il risponditore automatico nella mail dell’ufficio
lasciare in ordine la scrivania

cambiare le lenzuola a casa
programmare i post professionali
caricabatterie del cellulare

in aggiornamento…

parole tabù n.3

Dolore.

Ho un rapporto strano con il dolore: da un lato ne sono terrorizzata dall’altro affascinata.
Terrorizzata dal dolore psicologico perché ho paura di impazzire, ma anche da quello fisico, o meglio, dall’inizio del dolore fisico.
Sono atterrita da quel dolore talmente forte da toglierti il fiato, quello che quando ti chiedono quant’è in una scala da 1 a 10 non hai la forza di rispondere e ogni numero sembra troppo piccolo.

Però il dolore è un elemento strano.
Se “hai male” vuol dire che sei vivo, “star male” vuol dire anche soffrire e spesso si associa ad un senso di profonda catto-colpa. 
Il dolore ti fa percepire il corpo, muscoli e nervi e zone che non conoscevi, aiuta a sbloccare il pianto.
Il dolore è il preludio dell’antidolorifico in cui tutto diventa ovattato e si galleggia.
Il dolore è anche associato ad una sfera intima, una vita a latere in cui dopo il dolore non c’è oblio, bensì passione.

Perché penso al dolore?
Mi sto preparando e metto nero su bianco le cose che mi fanno paura.