di buoni propositi

Per il 2018 il mio buon proposito è di non fare acquisti on-line.
Gennaio è stato un mese di disintossicazione e come tale non è stata facile, ma ho resistito. 
Ogni tanto faccio liste di desideri su amazon, riempio carrelli di scarpe e vestiti, navigo e desidero senza però arrivare alla fase del pagamento.

Per il 2019 ho già un buon proposito e questa cosa mi spaventa non poco. Siamo solo a fine maggio.

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di gite

“Non andiamo mai da nessuna parte.”
“Lunedì sono libera, e tu?”
“Io anche…”

E così con una collega e amica sono andata in gita a Milano: treno di andata all’alba e ritorno al tramonto.
Dovevamo fare una full immersion di musei, ma a quanto pare il lunedì mattina è quasi tutto chiuso e così abbiamo giocato con i gatti della colonia felina del castello sforzesco, abbiamo camminato, criticato il restauro delle guglie del duomo e visto la mostra di Frida.

Mentre eravamo in Piazza Duomo ci siamo rese conto quanto piccina sia Venezia e che, in fondo, per visitare un qualunque posto è meglio muoversi in bassa stagione.

di porte e opportunità

Non ho un buon rapporto con i social media, però pare siano l’unico veicolo per lavorare oggi, soprattutto nel turismo: colleghi che ti danno contatti e che ti passano servizi.
Oggi vengo cancellata da una chat perchè lavoro con un’agenzia che all’amministratore del gruppo non va a genio.
Divento triste, poi mi arrabbio, poi mi sento in colpa per essermi arrabbiata, poi mi arrabbio ancora di più.

Un’ora dopo una nuova agenzia mi chiama (perchè una collega ha fatto il mio nome), mi propone buone tariffe, un calendario e io sono abbastanza felice.

Poi un’altra collega mi chiede se sono libera il 12 ottobre per un lavoro.

Per carità non si stanno spalancando portoni, bensì porticine, ma questo mi fa essere un po’ ottimista e, ovviamente, mi ritrovo a pensare…

non mi manca

Stavo tornando a casa e ho visto il portone della Galleria dove allestivo le mostre appena accostato.
Ho bussato e sono entrata, perchè quello spazio per 9 anni è stato casa mia nel bene e nel male, e ho salutato il mio ex capo coperto di polvere e pittura, stanco e soprattutto sotto pressione.
Sta allestendo una brutta mostra che sarà a ridosso della Biennale. Una volta esponevamo Nomi dell’arte contemporanea (De Luigi avrebbe detto “gente di un certo livello”) adesso rimasugli di pessimi giovani artisti.
Una volta però c’ero anche io che fungevo da capro espiatorio e da valvola di sfogo alle sue ansie.
Nostalgia?
Assolutamente no.
Mi basta la puzza dei gelsomini in fiore per ricordarmi che c’è la Biennale anche quest’anno.

c’era una volta un blog…

…in cui mi sentivo libera di scrivere, di raccontarmi, di parlare delle sciocchezze e delle cose importanti.
Sono passata dalla tesi alle lamentele sul lavoro, dalle delusioni per un’ansia perenne agli amori tormentati, dalla depressione all’intervento, dalle mie questioni con LaStrizza a tutto il resto.
E’ da un po’ che non mi sento libera di scrivere ma ho deciso che, passato questo momento critico di indecisione, dopo la bella gita che ho in previsione a Berlino, superato l’orrendo scoglio dei 35 anni, ricomincerò a scrivere a getto continuo.
Perchè questo blog è ancora mio, ancora il mio spazio, ancora il mio diario.