tempi di recupero

Sbalzi di temperatura e luoghi malsani (leggi orde di turisti in aeroporto) sono il mix perfetto per una prima bella influenza.
Nel decorso naturale delle mie influenze, di solito, mi passa la febbre in un paio di giorni e poi tutto vira in una bronchite.

In altre circostanze avrei continuato a lavorare imperterrita e avrei fatto automedicazione (nella quale ho anni di esperienza), ma in questo particolare caso di coabitazione non posso prendere qualunque cosa e, soprattutto, mi sto accorgendo che ho dei tempi di recupero molto più lenti.
E così, visto che ancora posso, ho preso tre giorni di malattia e me ne sto a letto o sul divano, leggo e guardo la tv, faccio picccoli lavori in casa e cerco di familiarizzare con the rugrat.

Annunci

io mi faccio i selfie

Non ho mai amato le fotografie, sarà che non mi piaccio e rivedermi crea un discreto disagio.
Tra le altre cose io non posseggo specchi.
Però, da quando ho iniziato questo percorso e il mio viso è meno tondo e più triangolare, i miei lineamenti non mi dispiacciono. 
Sul resto del corpo ci sto ancora lavorando.
E se un vecchio amico mi dice “dai, facciamoci un selfie e mandiamolo a C.”…non declino l’offerta.

le mie vacanze vintage

Di solito sono un tipo da viaggi, mete lontane, fatica, scoperte, mare, città d’arte e musei.
Quest’anno vuoi la “condizione”, ma soprattutto la stanchezza accumulata nella stagione turistica e nel lavoro ordinario ho optato per una soluzione alternativa: le terme in Toscana.
Che poi di strada in macchina ne ho macinata non poca (soprattutto di curve), ma ho fatto il pieno di acqua termale, relax, ottima carne (perchè io sono carnivora quando è buona) e viste amene.

Il rientro alla realtà è stato un po’ traumatico.

memorie

Leggo sui quotidiani on-line che oggi ricorre il 20mo anniversario della morte di Lucio Battisti.
Non è tanto la scomparsa del cantante che mi lascia in sospeso, ma il ricordo legato alla sua dipartita, perché a quei tempi bazzicavo (o meglio mi imbucavo..in quanto minorenne non avrei potuto accedere alle proiezioni) al Festival del Cinema di Venezia. 
E mi ricordo che improvvisamente tutti sono diventati tristi e Gianni Ippoliti, anziché domandare opinioni sui film, chiedeva a tutti ricordi di Battisti. 

Quello che mi turba è che sono passati 20 anni, non sono una cineasta come immaginavo da adolescente, ora abito a Venezia e al Festival non riesco più ad andare…

questo blog langue

Ho passato periodi in cui scrivevo anche più di una volta al giorno, poi un po’ meno…adesso questo spazio langue.
Il lavoro prosegue, i problemi sono sempre gli stessi, i colleghi – anche se con nomi diversi – hanno sempre le stesse idiosincrasie, gli amici vanno e vengono, la vita scorre.
Ho sempre amato leggere i blog delle mamme, anche se spesso le trovo troppo “figliocentriche”, sembra che non esista altro all’infuori di quello.
Ora che mi trovo nella stessa situazione mi accorgo che i problemi non sono veri problemi, che i pochi neuroni che mi sono rimasti vigili sono orientati – mio malgrado – tutti sulla gravidanza, nonostante le resistenze, nonostante con coscienza io capisca che c’è dell’altro.
E allora piuttosto che scrivere di quanto era buffo il mio rugrat l’altro giorno che durante l’ecografia si guardava le mani, taccio.
E aspetto che ci sia qualcos’altro da scrivere, che non mi faccia sembrare una madre.