il dolore

Chi mi legge sa che ho un rapporto strano con il dolore: inutile provarlo, ci sono gli antidolorifici e tanto vale usarli.
A volte nella mia vita anche abusarne.
Da che sono rimasta incinta non ho più potuto usare il mio arsenale e quelle poche volte che mi sono concessa qualcosa, beh era il paracetamolo che per una come me è come usare i fiori di Bach* per la gastrite.
Per preparmi al parto ho firmato tutte le carte possibili e immaginabili per la peridurale, poi arrivo in ospedale e alla domanda “mah, posso avere qualcosa?” il medico di guardia guarda fuori dalla porta e risponde candidamente: “Signora, doppio festivo.”
Eh, sì, perchè se a Venezia partorisci naturalmente dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, purchè non festivo, puoi sperare di incontrare quel figo dell’anestesista, altrimenti affidati all’assoluto (come dice l’ostetrica).
Eppure in tutto questo ambaradan io sono sopravvissuta, anche se ora desidero solo un prosecco e una buona droga.

* sì, non credo nè all’omeopatia nè ai fiori di Bach, mi dispiace.

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