Cose che non si dimenticano

Esattamente un anno fa accettavo un invito per un aperitivo che si concludeva con un addio senza rimpianti, senza lacrime, senza troppe ansie.

Esattamente un anno fa the rugrat veniva concepito.

Resta la grande domanda: come saremmo noi ora se, per caso, fossi andata al cinema?

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non si nasce imparati

Non sono diventata figliocentrica, ma quando trascorri 7 giorni su 7, 24 ore su 24 con un neonato parlando con questa “cosa” di tutto e di niente…finisce che quando incontri degli adulti non ti metti a discutere di politica internazionale, bensì di tutto quello che ruota attorno al neonato.
In più, nonostante tutte le informazioni raccolte e la conoscenza reciproca, ogni giorno è diverso e si va a tentoni verso le esigenze di the rugrat che più che strillare non può fare.
Per dire che per la prima volta ha passato una notte in bianco urlando (secondo me di dolore) e io sono uno straccio.
Ecco.

rientro al lavoro

La settimana scorsa ho avuto un gruppo in visita a Venezia e il mio più grosso problema è stato recuperare un linguaggio formale visto che passo le mie giornate a parlare con un neonato di 3 mesi, non dove fosse the rugrat (che stava con la nonna).
Per fortuna il gruppo era una terza media e non ha richiesto un salto linguistico notevole.
Il problema, contro ogni previsione, è stato con the rugrat che per tutta la mattina ha pianto e ha rifiutato il biberon.
Perchè, come al solito, faccio i conti senza l’oste.