le mie vacanze vintage

Di solito sono un tipo da viaggi, mete lontane, fatica, scoperte, mare, città d’arte e musei.
Quest’anno vuoi la “condizione”, ma soprattutto la stanchezza accumulata nella stagione turistica e nel lavoro ordinario ho optato per una soluzione alternativa: le terme in Toscana.
Che poi di strada in macchina ne ho macinata non poca (soprattutto di curve), ma ho fatto il pieno di acqua termale, relax, ottima carne (perchè io sono carnivora quando è buona) e viste amene.

Il rientro alla realtà è stato un po’ traumatico.

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memorie

Leggo sui quotidiani on-line che oggi ricorre il 20mo anniversario della morte di Lucio Battisti.
Non è tanto la scomparsa del cantante che mi lascia in sospeso, ma il ricordo legato alla sua dipartita, perché a quei tempi bazzicavo (o meglio mi imbucavo..in quanto minorenne non avrei potuto accedere alle proiezioni) al Festival del Cinema di Venezia. 
E mi ricordo che improvvisamente tutti sono diventati tristi e Gianni Ippoliti, anziché domandare opinioni sui film, chiedeva a tutti ricordi di Battisti. 

Quello che mi turba è che sono passati 20 anni, non sono una cineasta come immaginavo da adolescente, ora abito a Venezia e al Festival non riesco più ad andare…

questo blog langue

Ho passato periodi in cui scrivevo anche più di una volta al giorno, poi un po’ meno…adesso questo spazio langue.
Il lavoro prosegue, i problemi sono sempre gli stessi, i colleghi – anche se con nomi diversi – hanno sempre le stesse idiosincrasie, gli amici vanno e vengono, la vita scorre.
Ho sempre amato leggere i blog delle mamme, anche se spesso le trovo troppo “figliocentriche”, sembra che non esista altro all’infuori di quello.
Ora che mi trovo nella stessa situazione mi accorgo che i problemi non sono veri problemi, che i pochi neuroni che mi sono rimasti vigili sono orientati – mio malgrado – tutti sulla gravidanza, nonostante le resistenze, nonostante con coscienza io capisca che c’è dell’altro.
E allora piuttosto che scrivere di quanto era buffo il mio rugrat l’altro giorno che durante l’ecografia si guardava le mani, taccio.
E aspetto che ci sia qualcos’altro da scrivere, che non mi faccia sembrare una madre.

 

non sono pronta

Ho sempre amato i blog delle mamme, forse perché li leggevo come fossero un romanzo di fantascienza.
E ho sempre pensato che a me non sarebbe mai successo.
Poi ieri sono andata a fare un sopralluogo in tre negozi per bambini per comprare un cuscino e mi è venuto un attacco di panico.
Non sono pronta.
Ma soprattutto io non sono l’ultima delle entusiaste, anzi sono ancora un po’ sconvolta, non so cosa comprare, non so come comprare, non so cosa potrebbe piacere a “the rugrat” …
Fondamentalmente non so.

Ho ancora poco meno di 5 mesi di tempo.

perdere la testa

Ho tre lavori per scelta.
Ho un’agenda in cui scrivo tutto e fin’ora non ho mai dimenticato niente.
Fino ad oggi.

Stamattina mi sono svegliata alle 4 per arrivare in aeroporto alle 6.
Arrivo e non vedo nessuno.
Aspetto una decina di minuti, telefono ad una collega che mi risponde con una voce molto assonnata.
Stava dormendo: avevo sbagliato giorno e turno di lavoro.
Mi rassegno e torno a casa.
Per farla breve: non solo ho sbagliato giorno del servizio, ma ho anche dimenticato e sbagliato il turno di oggi.

Mi sono rassegnata: questa giornata è da dimenticare.
Sono stanca?
Forse un po’.
Forse la mia testa è un po’ più impegnata per colpa di the rugrat.

aneddoti lavorativi

Sono stata talmente tanto concentrata su questioni contingenti che non mi sono goduta gli aneddoti quotidiani.

E così una signora mi chiama per lamentarsi perchè non riesce a fare un bonifico, la colpa ovviamente è mia: sicuramente le ho dato i dati sbagliati o ho fatto qualcosa per impedirglielo.
Fatto sta che mi prendo parole da lei e dal marito in viva voce per una ventina di minuti.

Dopo un po’ mi richiama sottovoce…
“mi scusi, sa, ma mio marito metteva gli spazi nell’IBAN”
“Signora, può capitare”

In realtà il mio sottotesto era: può capitare di essere così idioti a non riuscire a fare un bonifico con l’home banking nel 2018.

Mi avrà creduto?