cambio d’abito

Dopo un paio d’anni e più cambio template.
Questo a riprova della mia elasticità, apertura al mondo e del fatto che il karma gli ha fatto rompere il gomito cadendo in bici.
La prossima volta vedi che esce con me.

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parole tabù n.1

Quest’anno non voglio avere parole tabù nel mio vocabolario.
Iniziando dai sentimenti negativi:

Odio
Risentimento
Rabbia
Invidia
Astenia
Disinteresse
Noia
Solitudine
Abbandono

Quindi se volete farmi una domanda su di me, sui miei rapporti umani, scegliete pure a caso una delle opzioni qui sopra.
Andrà bene.

la gentilezza

Io non mi considero una persona particolarmente gentile.
O meglio cerco di ridurre al minimo l’empatia e a mettere bene in chiaro i rapporti di forza.
Sì, lo so, c’è della disfunzionalità in tutto questo.

Parlo con uno studente, gli devo dire delle cose poco piacevoli.
Chiude la porta.
Si siede.
E io cerco di tenere il tono della voce basso e morbido.
Rispondo alle domande senza saccenza.
Sorrido.
Lui ha gli occhi rossi.
No, no, non piangere altrimenti finisce che piango pure io!
Mantengo tono dolce e sorriso.
Mi sento rassicurante.
Lo sarò stata veramente?

Ecco, ora ho bisogno di qualcuno con cui essere aggressiva.
Giusto per riequilibrare la giornata.

io non ho pazienza

Arriva in ufficio uno che si spaccia per tecnico informatico.
Decanta le sue doti, è logorroico e già mi irrita.
“Allora, avrei bisogno di un database. Puoi farmelo in access o con qualunque programma preferisci, anche con mac o opensource.”
“…”
“se preferisci lavorare in html, va benissimo, restiamo offline.”
“…”
“Veramente, sentiti libero di scegliere lo strumento che ritieni più opportuno.”
“…”
“Che c’è?”
“Se vuoi ti faccio un foglio word.”

E da qui è andata sempre peggio.

eufemismi

“Ci occupiamo di monitoraggio.”
“Ma io vorrei uno sterminio.”
“Monitoraggio è un termine più elegante per indicare lo sterminio.”
“Ecco, allora vorrei uno sterminio non cruento.”

L’uomo del monitoraggio ed io non stavamo programmando una strage, bensì la decimazione della comunità topesca in ufficio.
Che io poi gli abbia chiesto di prenderli vivi e di portarseli via (vivi), è un’altra storia.