di gite

“Non andiamo mai da nessuna parte.”
“Lunedì sono libera, e tu?”
“Io anche…”

E così con una collega e amica sono andata in gita a Milano: treno di andata all’alba e ritorno al tramonto.
Dovevamo fare una full immersion di musei, ma a quanto pare il lunedì mattina è quasi tutto chiuso e così abbiamo giocato con i gatti della colonia felina del castello sforzesco, abbiamo camminato, criticato il restauro delle guglie del duomo e visto la mostra di Frida.

Mentre eravamo in Piazza Duomo ci siamo rese conto quanto piccina sia Venezia e che, in fondo, per visitare un qualunque posto è meglio muoversi in bassa stagione.

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social media manager di me stessa

Non sono mai stata particolarmente “social” né nella vita vera né in quella digitale.
Il mio angolino è questo blog che è nato tanto tempo fa su splinder, luogo nel quale ho un nick name e fondamentalmente autoreferenziale.
Il lavoro però sta cambiando, l’essere free lance mi impone una socialità più attiva e quindi, pur di evitare faccialibro, ben vengano i gruppi di whatsapp, i blog ufficiali di lavoro, i profili linkedin e poi anche instagram.
Un mio collega mi ha insegnato a modificare le immagini e a scegliere i # anche se secondo me si tende ad essere prolissi.
Un altro mi consiglia di accettare collegamenti e commentare tanto le immagini altrui.
La Bestiaccia invece dice “se è un profilo professionale posta almeno 3 volte al giorno” e al mio “ma che cosa interessa alla gente?” lei mi ha imposto un selfie.
Sul serio, ce la posso fare ad essere più “social”.

parole tabù n.1

Quest’anno non voglio avere parole tabù nel mio vocabolario.
Iniziando dai sentimenti negativi:

Odio
Risentimento
Rabbia
Invidia
Astenia
Disinteresse
Noia
Solitudine
Abbandono

Quindi se volete farmi una domanda su di me, sui miei rapporti umani, scegliete pure a caso una delle opzioni qui sopra.
Andrà bene.

I nodi

Da diverse settimane ho ricominciato ad andare da LaStrizza regolarmente, mi sono detta che andava bene lo stacanovismo ma dovevo a me stessa qualcosa. Stiamo affrontando dei temi “caldi” dei quali non ho mai parlato e che sono lì che premono e chiedono di essere tenuti in considerazione. In questo marasma di idee, sentimenti, emozioni e necessità le ho detto che sono molto sola, non ne soffro, ma letteralmente: se dovessi fare gli inviti per una festa la mia lista sarebbe piuttosto scarna. Da lì siamo partite per capire come mi proteggo da alcune paure e “nodi” e l’isolamente affettivo e sociale è uno di questi. Secondo lei saperlo, in teoria, dovrebbe aiutarmi a mettere delle pezze e a impare a tessere lentamente e di nuovo dei rapporti che siano sulla mia misura. Una volta i miei nodi erano solo quelli che avevo con i capelli lunghi.

dieci

Il 4 marzo di dieci anni fa spostavo la mia vita, la mia valigia e la mia lampada a Venezia.
Sono arrivata in una catapecchia bellissima, sul canale, con un divano che valeva il trasloco, una terrazza di legno splendida su un giardino messo male.
Ho incontrato delle persone che sono entrate a far parte della mia vita per quasi dieci anni e l’hanno cambiata.
Ho avuto un gatto par-time.
Ho avuto un moroso disfunzionale.
Due traslochi.
Una decina di lavori spesso sovrapposti.
Una tesi.

Fare l’elenco sarebbe difficile.

Però so una cosa: di quello che è stato – anche di fronte alle recenti vicende – non cambierei assolutamente niente.

ripristiniamo il latino?

E’ sempre più difficile parlare in modo politicamente corretto o meglio parlare con le persone senza fare gaffes, imbroccando l’articolo giusto, il genere corretto e le relazioni umane.
Scherzando dico che siamo tutti “gender fluid”, però io andrei veramente meglio ad avere di nuovo il caro e vecchio genere neutro latino…però mi accontenterei anche di quello anglosassone.