quello che mi manca

Gli aperitivi.
Le cene fuori.
Poter scegliere cosa fare senza programmare con settimane d’anticipo.
Uscire di casa solo con una borsa piccola e leggera.
Viaggiare.
Il silenzio.
Andare al cinema.
Lavorare tanto.
Le camicie accollate.
Le collane.
Leggere.
Andare in terapia.
La pasta e fagioli, l’hummus e le fave.
I miei antidepressivi.

E non solo questo e non necessariamente in quest’ordine,

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Cose che non si dimenticano

Esattamente un anno fa accettavo un invito per un aperitivo che si concludeva con un addio senza rimpianti, senza lacrime, senza troppe ansie.

Esattamente un anno fa the rugrat veniva concepito.

Resta la grande domanda: come saremmo noi ora se, per caso, fossi andata al cinema?

maternità e dca

Sopravvisuta alla gravidanza con un dca e una sleeve gastrectomy ora sto affrontando la maternità, anzi, sto affrontanto la famosa quarantena.
Facile?
Non direi.
Impossibile?
Non direi.
Più che altro è cercare ogni giorno di convivere con la paura e con l’unico modo che conosce il mio corpo per arginarla, ovvero mangiare.
Paura dell’inatteso, della capacità che ha the rurgat di evolversi e crescere ogni giorno, con la consapevolezza di non essere spesso “abbastanza” per lei, paura che lei mangi troppo/troppo poco/male, paura di non capirla…
E poi bisogna conciliare il tutto con la fame, i bisogni di sostanze che il mio corpo richiede in fase di allattamento, con questo “nuovo” corpo capace di produrre “cose” che fanno crescere the rugrat.
E quando sono sola un’ondata di emozioni che in parte conosco e in parte sono nuove e inesplorate mi travolge e lì ci si confronta con il dca.

Benvenuta in questo nuovo mondo!

questa vita a due

Prima che the rugrat venisse al mondo non mi consideravo madre, ho aspettato che emettesse il suo primo strillo per dire al mondo che esisteva veramente.
Adesso le mie giornate sono scandite dai suoi tempi e io sono diventata “la mamma di…” e così sono andata in Comune a registrarla, all’agenzia delle Entrate per il codice fiscale, all’open day del nido, al gruppo del consultorio.
Perdo la mia identità?
Probabilmente no, semplicemente ne acquisto un’altra e per una parte del mondo sono una mamma.
Intanto aspetto di sentirmi veramente dentro “mamma”.

date rosse

Ricordo che AnnastaccatoLisa quando si è sposata ha detto: voglio una data rossa.
Nel mio lavoro le date rosse sono quelle in cui c’è troppo da fare e mille agenzie ci cercano per la stessa ora per cento servizi diversi.
Per le persone normali invece si intende data rossa le festività non mobili che sono sempre colorate di rosso sul calendario: Natale sarà sempre il 25 dicembre, ferragosto il 15 agosto, l’Immacolata l’8 dicembre.
Tra le date rosse c’è anche l’Epifania che solitamente tutte le feste si porta via ma che in questo caso mi ha portato the rugrat alle 13.04.

 

normalmente incasinata

Ok, manca poco.
Io sono tecnicamente in maternità, faccio analisi su analisi, frequento corsi di preparazione alla nascita, frequento altre donne gravide, compro prodotti omeopatici che dovrebbero aiutare qualcosa.
Insomma, faccio quello che la società si aspetta che io faccia.
Eppure sono terrorizzata non tanto del parto, quanto del non volere bene a the rugrat, ho paura di aver voglia di non avere niente a che fare con questo nuovo essere, ho paura che non sia sano, che non lo sia abbastanza, che io non sia abbastanza per lui.

Ce ne faremo una ragione.

formarsi

Ho più volte programmato un anno sabbatico senza mai riuscire a farlo, adesso posso godermi un paio di mesi sabbatici prima dell’arrivo di the rugrat.
E cosa si fa in un periodo del genere?
Si studia, ci si forma.
E così un po’ a rilento mi concedo conferenze, visite a mostre, pubblic relations e progetti.
Sperando che servano per il prossimo futuro.