cose apocalittiche

Credo che il mio senso del giudizio critico, la percezione del bello e della qualità siano deceduti.
O forse non li ho mai veramente avuti.
O forse sono solo stanca.
Quello che so è che sono circondata dal trash, neanche stessi scrivendo una tesi.
E non mi dispiace.

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vanno di moda i numeri

Capita di essere a volte frivoli.
E io avevo deciso di esserlo esattamente ieri andando al cinema, mettendo da parte il mio amor proprio, l’amore per i buoni film e i discreti libri, l’intenzione che metto nel fare cose “culturalmente accettabili”.
Avrebbe dovuto essere una frivolezza condivisa, ma le cose non vanno sempre secondo programma.
Tutto questo per dire che ammetto pubblicamente di aver visto “50 sfumature di scemenze” al primo giorno di programmazione nelle sale.
No, sul serio dovrei scrivere una recensione?
Non è possibile, perché se altre trasposizioni cinematografiche (e mi viene in mente “La versione di Barney”) ti fanno pensare a cosa avresti voluto vedere e sentire e ti fanno rimpiangere il libro, questa è una cosa diversa.
Qui si parte da
un pessimo libro e si arriva ad un film che segue in modo assolutamente pedissequo la pessima scrittura e i dialoghi di altro profilo. Però vorrei riportare queste righe: “I fan del libro non resteranno delusi dalla trasposizione della loro storia d’amore preferita, ma sicuramente storceranno il naso nel constatare che la realtà, purtroppo, non vale un quarto dell’immaginazione di un lettore.”
La nota positiva è che è stato un divertente esperimento sociale, quella negativa è che probabilmente le donne in sala negli ultimi anni hanno letto solo quel libro…o forse, come me, stavano facendo un esperimento di frivolezza.

domenica pomeriggio: film

Ho una passione per i film tristi (e anche per i libri) e le commedie romantiche lacrimevoli, perchè trovo che non ci sia niente di più catartico che piangere al cinema, in una sala buia.
Venezia, dal canto suo, avrà anche una Biennale Cinema ma scarseggia (come poche città) nel suo centro storico di cinema con una programmazione adeguata.
Aggiungiamoci poi la mia pigrizia e la frittata viene da sè.

Oggi ho visto “Colpa delle stelle” di Josh Boone perchè è una storia d’amore, è triste, ma soprattutto è reale, senza troppi edulcoranti e belle promesse stile “andrà tutto bene nonostante la malattia”.
Perchè in questo film si parla di cancro, ma non ne è il protagonista.
Non vi rovino il finale se vi dico che alla fine lui muore (ma anche lei nella vita vera se è per questo) e non è una storia pesante perchè si parla di vite che si interrompono.
I protagonisti sono due ragazzi che si conoscono e si amano e vivono.
Se mi sentivo preparata da un lato, dall’altra sono rimasta incosciente e stordita quando i protagonisti sono riusciti ad incontrare Van Houten, il loro scrittore preferito. Hanno fatto quello che vorremmo fare tutti con i libri che amiamo, quello che Daniel Pennac ci ha detto di fare: scrivere all’autore e parlare di come va la vita dopo il libro.
E quell’incontro è stato non solo una delusione, ma anche una perdita tempo frustrante, la fine di tutte le illussioni. E’ stato un pugno in uno stomaco anche per me che mi aspettavo il lieto fine letterario.
Perchè probabilmente è così che va la vita vera.
Perchè “alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti”.

…e ora non resta che leggere il libro…

gioventù ignorante

Mi fermo nel bar sotto all’ufficio e c’è un GiovaneBarista, figlio del proprietario.

GB: cosa ti dò?
AB: un cochino
GB: limone?
AB: no, grazie
GB: ghiaccio?
AB: no, grazie
GB: liscio, allora
AB: liscio. Agitato non mescolato
GB: sul serio? esplode…
AB: …no, era solo una citazione
GB: eh? di cosa?

scegliamo un film

Ciao cuore
Ciao cervello! Hai sentito che vuole che vediamo un film insieme
Sì, ci ha detto che possiamo scegliere qualunque cosa
No, ha detto: voglio vedere un film che sia importante per te
Io mi vergogno a dirgli qual è il mio film preferito
Sì, meglio evitare. E poi dovrebbe ricordarselo, glielo avevamo detto tanto tempo fa
E tra l’altro non siamo mai molto razionali quando lo guardiamo
Sai che brutta figura facciamo?
Non farmici pensare
Pensavo di torturarlo con un film che lo faccia assolutamente desistere
Dai, si sta impegnando
Hai ragione
E poi c’è un film che non fa venire il latte alle ginocchia, è romantico ma anche drammatico, ha vinto un sacco di oscar e ce lo abbiamo in dvd
Giusto, guarderemo quello…
Un giorno gli faremo vedere il nostro film preferito?

Magari un giorno…
Magari mai…
Sei tremendo!
Anche tu!

così

Uno dei miei film preferiti, che mi ha illuminato quando l’ho visto, è Dogma di Kevin Smith.

Matt Damon e Ben Afflek interpretano due angeli cacciati dal paradiso che stanno cercando un modo per tornare “a casa”. Nel frattempo sono condannati a vivere nel Wisconsin e di tanto in tanto uno dei due, Bartleby, ama andare in aeroporto mentre Loki (l’altro) si diverte a far perdere la fede agli uomini di chiesa citando Lewis Carroll. 
Mi piace in questi giorni questa scena (dal minuto 5:15 al 6:05).
Perchè è tanto bello guardare la gente in aeroporto?
L’aeroporto dà il meglio dell’umanità, tutta la cattiveria, i rancori e brutti pensieri spariscono per quel minuto in cui le persone si ritrovano, si abbracciano e si sentono a casa.

meglio che mi riposi

è di nuovo cinema

Da cosa si capisce che è Biennale Cinema?
I turisti sono aumentati.
Donne in abito lungo e tacco 12 intasano i vaporetti di sera.
Uomini in completi di sartoria sfoggiano al supermercato accrediti VIP al collo.
George che non viene a prendere un martini a casa mia. E c’è pure il divano letto libero.
Giorgio che viene in visita alla Biennale Arte.
Militari in fermento.
La Vespucci ancorata in mezzo al bacino.
Gli yachts ancorati sotto casa e luccicanti per le feste a bordo.
Io che con mamma spulcio il programma delle proiezioni.