Vacanze?

Una volta le mie vacanze al mare comprendevano sole e mare tutto il giorno. Adesso con the rugrat è tanto se vedo il mare mezz’ora al mattino e mezz’ora al pomeriggio. Che sconforto.

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le mie vacanze vintage

Di solito sono un tipo da viaggi, mete lontane, fatica, scoperte, mare, città d’arte e musei.
Quest’anno vuoi la “condizione”, ma soprattutto la stanchezza accumulata nella stagione turistica e nel lavoro ordinario ho optato per una soluzione alternativa: le terme in Toscana.
Che poi di strada in macchina ne ho macinata non poca (soprattutto di curve), ma ho fatto il pieno di acqua termale, relax, ottima carne (perchè io sono carnivora quando è buona) e viste amene.

Il rientro alla realtà è stato un po’ traumatico.

le foto

Sono appena tornata da un fine settimana vacanziero costellato da diversi strani pensieri, ma fondamentalmente la prima vacanza dopo l’intervento di marzo.
Cos’è cambiato?
Non bevo più alcolici e divido le porzioni al ristorante con chi è con me che quindi si ritrova a mangiare più di una porzione e mezza. 
Ma soprattutto è cambiata la forma del mio viso.
Ho rivisto due foto: una di circa 3 anni fa e una di ieri.
Sono passati 3 anni e più di 30 kg.
E sorrido.
Ma forse anche per altri motivi.

di gite

“Non andiamo mai da nessuna parte.”
“Lunedì sono libera, e tu?”
“Io anche…”

E così con una collega e amica sono andata in gita a Milano: treno di andata all’alba e ritorno al tramonto.
Dovevamo fare una full immersion di musei, ma a quanto pare il lunedì mattina è quasi tutto chiuso e così abbiamo giocato con i gatti della colonia felina del castello sforzesco, abbiamo camminato, criticato il restauro delle guglie del duomo e visto la mostra di Frida.

Mentre eravamo in Piazza Duomo ci siamo rese conto quanto piccina sia Venezia e che, in fondo, per visitare un qualunque posto è meglio muoversi in bassa stagione.

conto alla rovescia

I telegiornali stanno facendo terrorismo psicologico sulle condizioni meteo: ma si sa che se a Roma ci sono 3 cm di neve è l’apocalisse.
In realtà qui c’è solo un forte vento “il burian” che noi chiamiamo “la buriana” e che come tutti quelli che abitano a nord est sappiamo che porta alla pazzia. Non a caso diciamo “ti gà perso ea buriana” per dire che sei andato fuori di testa…un motivo ci sarà.
Ma io conto perchè giovedì parto.
Mi ero programmata un viaggetto che avrebbe dovuto essere primaverile e invece mi sa che farà freddino, quindi: cioccolata calda, orologi a cucù, arte contemporanea e poi si vedrà.

social media manager di me stessa

Non sono mai stata particolarmente “social” né nella vita vera né in quella digitale.
Il mio angolino è questo blog che è nato tanto tempo fa su splinder, luogo nel quale ho un nick name e fondamentalmente autoreferenziale.
Il lavoro però sta cambiando, l’essere free lance mi impone una socialità più attiva e quindi, pur di evitare faccialibro, ben vengano i gruppi di whatsapp, i blog ufficiali di lavoro, i profili linkedin e poi anche instagram.
Un mio collega mi ha insegnato a modificare le immagini e a scegliere i # anche se secondo me si tende ad essere prolissi.
Un altro mi consiglia di accettare collegamenti e commentare tanto le immagini altrui.
La Bestiaccia invece dice “se è un profilo professionale posta almeno 3 volte al giorno” e al mio “ma che cosa interessa alla gente?” lei mi ha imposto un selfie.
Sul serio, ce la posso fare ad essere più “social”.