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gli esami non finiscono mai

E neppure le buone abitudini, vorrei dire.
Sto dando l’affondo finale allo studio per l’esame da guida, per fortuna un’agenzia mi ha disdetto questa domenica lavortiva e quindi ho 24 ore quasi ininterrotte per studiare o per lo meno per arrivare al punto di svolta.
Una delle strategie che ho per studiare bene è: non essere immersa nel silenzio e cucinare.
La cucina impone un tempo di attesa, alzarsi, controllare, lasciar riposare e poi c’è il profumo.
Inizia il freddo e con l’occasione di questa giornata studiosa ho messo in forno una ciambella senza tutto (senza uova, senza latte, senza burro…) che probabilmente non mangerò, perchè a me basta cucinare, e che porterò in ufficio domani.

Purtroppo per gli esami medici cucinare non serve.

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perseverare è diabolico

Dopo il fallimentare viaggio in Sicilia per prendere un’abilitazione da guida, ci riprovo in un’altra regione, insieme ad una masnada di gente che ha capito che è inutile attraversare l’Italia per farsi del male, ma conviene stare vicino a casa.
Qui sì ho l’ansia da prestazione.
Per fortuna questo viaggio – oggi – è solo esplorativo.


cambiamenti

I cambiamenti non mi piacciono, ma cerco di affrontarli, sto imparando ad affrontarli.

LaStrizza ha cambiato studio e ieri ho conosciuto la sua sostituta. Non è stato facile, ma ho pianto ugualmente bene.

L’esame è stato un fallimento, non per questo non tornerò mai più in Sicilia (forse a Messina no), ma ho il piano B e C per prendere questa maledetta abilitazione come guida.

Il lavoro sta cambiando: mi hanno chiesto di dimettermi per poi riassumermi a settembre. Tecnicamente sono disoccupata ma l’ufficio ha un diritto di prelazione su di me. Non mi sento in vacanza, ma neppure disoccupata.

La bestiaccia ha problemi al lavoro, forse andrà via da Venezia e io sarò un po’ più sola o forse definitivamente sola.

Sto affrontando una grande paura che potrebbe portare ad una svolta nella mia salute.


La debacle

A volte, anzi spesso, le cose non vanno come dovrebbero, o meglio come vorremmo. Sfidiamo la sorte, le nostre capacità e succede che il mondo ci è contromano e si fa un tonfo. Io ho fatto un grande tonfo, c’è ancora il buco per terra, cerco di analizzare dove ho sbagliato, perché nel momento topico mi sono fatta travolgere da un attacco di panico che mi ha bloccato il respiro, la voce, gli occhi, la mente. Cerco di non incolparmi degli errori, delle mie debolezze, del flusso della vita. Mi ripeto che è solo un momento della vita, che le persone che mi hanno esaminato non le rivedrò mai più, ch può succedere, che io non sono questo momento. Però non è facile, per lo meno non di fronte alle sfide che ho di fronte.

E vorrei solo dormire e non svegliarmi per non pensarci mai più.


Una grande verità

Purtroppo siamo famosi nel mondo anche per qualcosa di negativo, quelle che voi chiamate piaghe. Una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco…. è L’Etna, il vulcano che quando si mette a fare i capricci distrugge paesi e villaggi. Ma è una bellezza naturale…… eee ma c’è un’altra cosa, e questa è veramente una piaga grave che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito… è La Siccità… da queste parti la terra d’estate brucia… è sicca, una brutta cosa… Ma è la natura… e non ci possiamo fare niente… Ma dove possiamo fare e non facciamo perchè, in buona sostanza purtroppo non è la natura ma l’uomo… dov’è?? E’ nella terza e più grave di queste piaghe, che veramente diffama la Sicilia ed in particolare Palermo agli occhi del mondo….eee lei ha già capito, è inutile che io glielo dico, mi vergogno a dirlo…….. è Il Traffico… troppe macchine… è un traffico tentacolare, vorticoso che ci impedisce di vivere e ci fa nemici famiglia contro famiglia…..».

Da Johnny Stecchino (1991)


due settimane

Ho due settimane per recuperare un anno di studio e appunti che sono finiti nel dimenticatoio della mia mente che straborda come il magazzino di un accumulatore compulsivo.

Mi sento come a scuola, quando l’ultimo mese si cercava di recuperare un annata bruttina o come alla fine delle vacanze in cui si copiavano tutte le versioni di latino e greco che non erano state fatte.

Mi domando perchè non ho seguito la strada già battuta dai miei colleghi.

Oggi ho troppo mal di testa per piangermi addosso, devo solo sperare di non avere un attacco di panico come l’altra volta e di non avere troppe aspettative.
In fondo è solo un altro esame.


scialla

O meglio svaccata tranquillità.
L’altro giorno sono andata a fare una specie di concorso: 2300 persone per 100 posti.
Ci sono andata serenamente, quasi come fosse una giornata di ferie, quasi come un abituale esperimento sociologico e per tenermi in allenamento con la consapevolezza che, comunque vada, non cambierà nulla. Un’ora e un quarto per le registrazioni manuali dei partecipanti (nei quali ho effettivamente dormito su un tavolo) e poi equazioni, divisioni, percentuali, logica matematica, logica e basta e altre sciocchezze che i moderni selezionatori delle risorse umane propinano alle aziende. L’unica prova per la quale non dovrebbero esserci problemi è stata la comprensione del testo in lingua inglese.
Mi piace la sensazione di “sciallitudine” che ho provato.