Archivi categoria: cuore infranto

I nodi

Da diverse settimane ho ricominciato ad andare da LaStrizza regolarmente, mi sono detta che andava bene lo stacanovismo ma dovevo a me stessa qualcosa. Stiamo affrontando dei temi “caldi” dei quali non ho mai parlato e che sono lì che premono e chiedono di essere tenuti in considerazione. In questo marasma di idee, sentimenti, emozioni e necessità le ho detto che sono molto sola, non ne soffro, ma letteralmente: se dovessi fare gli inviti per una festa la mia lista sarebbe piuttosto scarna. Da lì siamo partite per capire come mi proteggo da alcune paure e “nodi” e l’isolamente affettivo e sociale è uno di questi. Secondo lei saperlo, in teoria, dovrebbe aiutarmi a mettere delle pezze e a impare a tessere lentamente e di nuovo dei rapporti che siano sulla mia misura. Una volta i miei nodi erano solo quelli che avevo con i capelli lunghi.

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fine di una convivenza

Lutto nella vasca. È passato oltre il mio pesce rosso, anzi quello che era il pesce mio e del tatuatore. Stamattina, dopo aver “dato degna sepoltura” ho buttato via la vasca. Ora è tempo di riordinare la cucina.


nella rinuncia c’è una nostalgia

Stanotte mi stavo rigirando nel letto, incapace di prendere sonno.
Con il ventilatore acceso avevo freddo, spento avevo caldo e alla fine ho optato per la coperta e il ventilatore insieme.
Comunque, in un momento estremo di lucidità ho sentito che mi mancava l’insonnia d’amore.

Quando si è all’inizio di una storia si dorme poco, si sta fuori fino a tardi, si chiacchiera finche si fa mattina, ci si fa le coccole, ci si rotola nel letto e si fa tutto meno che dormire e poi ci si appisola mano nella mano.
E’ un’insonnia bella che vive di progetti, di futuro, di sogni, di passione.
E la mattina ha quel mal di testa da poche ore di sonno, una leggera fotofobia e la gioia che è meglio di un triplo espresso.
Ecco, mi manca questa insonnia.
Nel frattempo mi adeguo con una camomilla e un po’ di chimica, perché qui non è più tempo di cuori che battono, la mattina serve lucidità e prima o poi tutto questo sonno, da qualche parte, devo recuperarlo.


i promessi

Sono nello stanzone, c’è pochissima gente anche se è domenica pomeriggio e un tenue sole, così sbircio fuori dalla porta a vetri.
Ci sono due ragazzi che guardano la laguna.
Lui le prende la mano.
Lei è felice, si vede.
Lui si inginocchia come un principe e le infila un anello.
Lei piange e ride.
Lui si alza e si baciano.
Sono rimasti abbracciati lì, da soli, almeno venti minuti.
E, una volta tanto, non ho pensato a quale sarebbe stata la loro data di scadenza, ma che erano dolcissimi e che il primo giorno di primavera è sempre magico.
Così come le proposte di matrimonio.
La mia l’ho avuta in una notte di neve bellissima.
Questa ormai è un’altra storia, finita nel cassettone dei ricordi insieme ai pezzi del mio cuore e non mi resta che guardare gli altri e cercare sul fondo della borsa non un fazzoletto bensì un po’ di sano sarcasmo per affrontare la vita.


quel mio secondo primo amore

Non so dire perché ci stia pensando proprio ora. Non è colpa di San Valentino, né delle coppie sbaciucchiose, né dei filmacci in giro, né dei libri; forse è qualcosa che ha la sua ragione profonda negli istinti primordiali, nei bisogni di un essere umano, nel tempo che passa e scandisce gli anniversari più improbabili.

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questo cuore che non batte

Se mi chiedete se sto bene vi risponderò di sì, perché sto effettivamente bene.
Sono solo molto stanca, ma è una stanchezza fisica dovuta agli orari di lavoro e all’assenza di pause.
A volte sono anche un po’ assente, ma solo perché concentro le mie energie su un progetto piuttosto che su un’altra cosa.
Mi agito facilmente, ma non è una novità quindi il quadro generale è positivo.
Ho notato che a settembre ultimamente faccio sempre il punto sulla mia vita sentimentale e quest’anno il punto è che non c’è una vita.
Conosco persone e ci parlo, aver diversificato l’ambiente di lavoro ha aiutato, però mancano le farfalle nello stomaco, manca quel pensiero tipo “che bello lo rivedrò”, manca proprio lo stimolo, mancano i pensieri rosa di futuri radiosi.
Una volta all’invito ad un aperitivo avrei fatto mille film nella mia testa, oggi invece è solo un aperitivo.
E fine.
Questo cuore non batte più da molto tempo.
Mi viene il dubbio che Lui, dopo averlo frantumato, se ne sia portato via un pezzo.
O forse, semplicemente, una volta capito che da soli è tutto più facile ho chiuso irrimediabilmente una porta.
Potremo addurlo anche alla stanchezza: l’amore richiede energie e io non ne ho da sprecare.
Però, come si direbbe in matematica, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. 


quello che mi frega

Stamattina mi lavo i denti e vedo lo spazzolino che gli avevo dato una mattina, la settimana scorsa.
L’ho preso.
“Vaffa#%&!# spazzolino!”
E l’ho buttato via.
Ma mica è colpa dello spazzolino, ci mancherebbe.
Però è stato un momento assolutamente catartico.
E io oggi sto bene.
Certo non dormo ancora bene.
Ma sorrido, parlo, interagisco e non grugnisco e non piango.
Ho un velato senso di inadeguatezza che non conoscevo, ma dipende dall’essere stata scaricata e così la mia mente dice: se non piaci a lui non piacerai a nessuno.
Ma sai che ti dico cervello?
Vaffa@#€!
Per colpa sua mi sento brutta e inadeguata?
Ah! Mi sono comprata un vestito!
Stasera cercherò di farmi i boccoli e al diavolo.

Se lui non è abbastanza per me, io lo sono per me stessa.

Giusto per dire che adoro lo shopping on line che non prevede l’incontro con le commesse e che posso fare quando non dormo.