questioni di apocalisse

La telefanatica che è in me quest’anno si è regalata l’adsl e solo grazie a questo è riuscita a trovare delle serie deliziose.
L’ultima in ordine di tempo, ad oggi, è la commedia sofisticata “You and Me and the Apocalypse” che è andata in onda su sky in inglese.
Il plot narrativo è basico: una cometa sta per candere sulla terra e sarà la fine del mondo, non c’è niente da fare, la vita si estinguerà.
Attenzione Spoiler!
Le vite di 9 personaggi principali (più tutti gli annessi e connessi) rispettivamente a Slough (Gran Bretagna), nella Città del Vaticano e a Washington, vengono raccontate e si incrociano negli ultimi 34 giorni della terra tutte ricostruendo un albero genealogico assurdo e meraviglioso che li farà rintanare nel bunker della matriarca. E nel frattempo abbiamo voci fuori campo divine, finti messia, gemelli che non si conoscono, un prete, una suora, un hacker pazzo…e un colpo di scena finale all’ultimo secondo assolutamente pazzesco.

p.s. e se avete amato Karen Walker in Will&Grace…qui restere basiti!
p.p.s. per lo streaming qui

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datemi del cioccolato! subito!

Come se tutti i casini al lavoro non bastassero, ho anche il ciclo.
Sono uscita a prendere aria e le scarpe mi hanno portato al supermercato a comprare cioccolata: l’estremo rimedio per non calpestare nessuno e per non crogiolarmi nella mia valle di lacrime ormonali.
Dietro di me, in coda, due donne di diverse età: assorbenti e cioccolato.
Deve esserci qualcosa nell’aria.

Sassenach

Un paio di giorni fa leggo sul blog di Emily di una saga ambientata in Scozia.
Lei è rimasta completamente coinvolta sia dai romanzi che dalla trasposizione televisiva, io leggo velocemente la trama e deduco che potrebbe piacermi, considerato che sono temporaneamente orfana di un buon prodotto nuovo.
Inizio dalla cosa più a portata di mano: la serie televisiva.
Ed è stato amore.
Anzi, restando in tema: puro rapimento.
Sarà la storia d’amore, l’ambientazione alla Walter Scott, le armi, il sangue, quest’eroina perfetta, i dialoghi, la fotografia (meravigliosa), la musica (pazzesca), la regia impeccabile, la recitazione e in v.o. gli accenti sono a dir poco perfetti…quello che so è che mi piace veramente molto.
E ora non mi resta che finire di vedere la serie (comprarmi i dvd) e trovare i libri che le biblioteche della città hanno il buon gusto di non avere a catalogo.

alla fine abbiamo bisogno di un uomo

Devo cambiare la guarnizione della lavatrice.
Quanto ci vuole?
Penso di comprarla on-line ma pare troppo complesso.
Mando mia madre a cercarla da un rivenditore di pezzi di ricambio e le comunico modello e marca della lavatrice.
Ma no…serve un codice a duemila cifre scritto in piccolissimo in un remoto angolino dell’oblò.
Acquistata la guarnizione i giochi sembrano fatti…ma che ci vuole a cambiarla?
Chiamo la Bestiaccia.
1 master, 2 cervelli, 3 lauree e 4 braccia riusciranno a farcela?
Fissiamo inebetite l’oblò.

Ecco, ora chiamo l’idraulico.

in un nuovo loop televisivo

Perdonate la telefanatica che è in me e che ogni tanto prende il sopravvento.

Non so per quale motivo, ma mi sto appassionando sempre di più ad un telefilm che mi sta facendo entrare giocoforza in un mondo che non ho mai frequentato: quello dei supereroi DC comic.
Ora, per essere al passo ed essere aggiornata, avrei bisogno di una bella lezione di recupero, una schema sintetico delle relazioni tra i personaggi, una timeline fatta bene, schede per ogni personaggio, sintesi dei fumetti e delle versioni cinematografiche…perché quando valuto di entrare in un universo lo vorrei fare bene.
Intanto, come tutte le fanciulle, mi faccio incantare dai video…come questo…

quel mio secondo primo amore

Non so dire perché ci stia pensando proprio ora. Non è colpa di San Valentino, né delle coppie sbaciucchiose, né dei filmacci in giro, né dei libri; forse è qualcosa che ha la sua ragione profonda negli istinti primordiali, nei bisogni di un essere umano, nel tempo che passa e scandisce gli anniversari più improbabili.

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mi piacciono le scarpe perchè sono sempre in coppia, come sull’arca

Devo partire dal principio: ho perso la mia sveglia (e l’ho anche ritrovata).
La mia sveglia rosa è con me dal primo anno di scuola media, quindi…vent’anni.
E’ l’unica che riesce a svegliarmi, non ci sono altre sveglie o cellulari che tengano.
Un giorno non la trovo più.
E come mi si confà vado in paranoia.
Devo alzarmi presto per andare in aeroporto e scomodo mia mamma perché mi telefoni e mi parli alle 5 del mattino.
Dormo male sapendo che potrei non alzarmi in tempo.
Sono giorni duri.
Poi decido: è il momento di affrontare il lutto.
La mia sveglia non la producono più, ma c’è sua cugina: stessa marca, stesso modello, un colore leggermente diverso, le solite funzioni base, ma soprattutto lo stesso suono.
Amazon me la consegna in un lampo.
Due giorni dopo spostando una bolletta da pagare in cucina ritrovo la mia sveglia.
Ora ne ho due: come a dire che prima o poi tutti sono destinati ad accoppiarsi.