a piedi nudi

Ieri abbiamo fatto una inaugurazione serale.Tutti avevamo sulle spalle una giornata di lavoro di circa 11 ore ed eravamo stanchini.
Io indossavo un vestitino nero, carino, nuovo, leggero ma con le maniche lunghe e i leggins…un caldo atroce.
Però…però io, a differenza delle squinzie e della stronza, non ero sui tacchi.
Ho scelto di fare la guardiasala nell’unica stanza della mostra in cui si doveva entrare senza scarpe.
Io e i miei piedi siamo stati felici.
Stanchi, ma sicuramente più felici di quelli con le scarpe!

a volte sono anche buona

Oggi ho fatto, oltre al mio lavoro, la guardiasala in prestito e già mi immaginavo in vacanza.
Entra in mostra un ragazzo e paga il biglietto.
Poi mi chiede se può fare delle foto perchè ha fatto lo stagista per la galleria dell’artista e l’artista e ora sta facendo un altro stage in un’importantissima collezione a Venezia.
Mi ha fatto tenerezza.
Anche io mi commuovo quando trovo i miei artisti “altrove”, in altre città, in altri musei, vedi i lavori e la fatica di quello che ti hanno fatto passare viene mitigata.
E mi ha fatto tenerezza ‘sto ragazzetto che ha scelto di venire a vedere la mostra anzichè andare in spiaggia o altrove.
Allora gli ho regalato un catalogo della mostra.
E lui è stato felice, forse se lo sarebbe anche comprato, ma aiutiamoli ‘sti poveri stagisti altrui che lavorano gratis.
E io mi sono sentita un po’ più leggera.

 

amandablack e la misantropia

Ci hanno mandato una nuova guardiasala che sembra una diciottenne spersa, piccina, inconcludente, una moderna adolescente tutta rosa (che ha risposto agli sms finche le parlavo…per dire).

Tizia: il giorno X devo andare ad un matrimonio
AB: hai diritto alle ferie? Per un contratto di 10 giorni non penso siano maturate, però ci informiamo
Tizia: eh, perchè proprio non ci ho pensato quando ho firmato il contratto
AB: eh…succede. Comunque, aspettiamo fine mese e poi ci preoccupiamo della cosa

Come sarebbe dovuta andare: tizia chiede di andare al matrimonio e AmandaBlack in piena misantropia da cuore infranto e non sono risponde:
“Sai quanto me ne può fregare del matrimonio? Non sei tu a sposarti. Hai firmato un contratto capestro senza diritti e ti arrangi. Fine.”

Io non ho intenzione di coprire il turno della guardiasala-rosa-pro-tempore (anche perchè forse sarò nello sgabiosso)

 

 

giovedì

Un delirio di giornata.
In piedi dalle 8, al lavoro dalle 9 e fino alle 20.45 in un unico grande dritto.
Quelli della conferenza hanno chiamato il catering ma non il cameriere.
Indovinate chi ha preparato?
Ma non hanno voluto il microfono.
Gente che va e che viene.
Gente antipatica.
La guardiasala ipocondriaca e in crisi.
La bocconiana stronza che se la tira.
Altra conferenza.
Altre sedie da tirare fuori.
Poi alle 19.45 un’intervista e poi un’altra senza chiedere per piacere, per favore, grazie.
Due palle.

quelle ordinarie giornate di sca@@o

Oggi è una di quelle giornate pesanti…sarà che è venerdì o sarà che sono proprio stanca: fisicamente e intellettualmente.
Anzi di intellettuale c’è ben poco…mi sono rotta di questo lavoro, del non affrontare mai i problemi direttamente, nel parlarsi alle spalle, nel costante senso di inutilità tranne quando ci sono dei casini, nell’incapacità collettiva di far fronte ad una programmazione e di lasciar scorrere finche il problema non si presenta bello e grande. E se penso che tra poco c’è la biennale…
E allora mi è venuto un pensiero random finche pranzavo con C., in una mezz’ora d’aria a cui pare non si abbia mai diritto: e se mollassi tutto a metà maggio e andassi a fare la guardiasala per sei mesi di biennale? Sarebbe bello solo per li lascerei veramente in balia degli eventi, praticamente sguarniti di personale zerbino.
E’ anche vero che fare la guardiasala è aberrante: tutti i giorni, 8 ore, un solo giorno di pausa alla settimana, zero vita sociale, zero mare.
Se invece mi tengo questo lavoro e annessi mal di pancia posso pensare ad una settimana di ferie, al mare dopo le 3 del pomeriggio, ai fine settimana liberi…posso fare le visite guidate quando voglio, studiare e perchè no ballare il tango.
Che poi perchè mi pongo certe domande?
Una persona sana di mente si tiene i mal di pancia…soprattutto a fronte di un guadagno misero, praticamente equivalente

la guardiasala silenziosa

Le guardiasala per principio devono stare zitte e rispondere solo quando interpellate.
Chissà perchè i visitatori pensano che le guardiasala siano idiote.
Mah…
Il punto è che io non mi sento dentro guardiasala.
Stanno cominciando a pensare al disallestimento del Pad Mex e  i membri dello staff curatoriale parlavano di trasporti, in particolare di un trasportatore ma senza ricordarsi il nome.
Mi sono trattenuta.
Poi quando tutti se ne erano andati ho preso da parte il General Manager e gli ho chieste se poteva interessargli il contatto e il nome del trasportatore.
Per fortuna da gennaio io e il General Manager organizzeremo una mostra insieme (ammesso e non concesso che la mia domanda di fondi europei venga accettata…)

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lontano dal cuore lontano dagli occhi

Fine settimana casalingo, dopo tanto tempo in perfetta singletudine.
Peccato che questo stato di pace sia dettato da un Influenza Maschile (ovvero assenza di ogni ritegno per la lamentazione) e da un accenno di stanchezza e voglia di casa da  parte mia.
Ma si sta bene, la mia pigrizia trova la giusta collocazione visto che, comunque, domani si fa la guardiasala in prestito.

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i difetti degli altri

Non mi piace fare la guardiasala.
Non mi piace perchè non si può avere un rapporto con il visitatore, perchè sei invisibile e perchè – fondamentalmente – ti annoi a morte.
Non mi piace mettermi una divisa, anche se tutti inconsciamente la portiamo.
A me piace fare le visite guidate, i laboratori con i bambini, sedermi per terra o in cerchio, le conferenze, sorridere, parlare, salutare…
Oggi riunione con le guardiasala in ufficio: non si legge, ci si mette in divisa, si saluta sempre, non si va in bagno se non si ha un cambio, se mancano dei soldi paga di tasca propria chi è in cassa…
Tutte cose che io, nellaltra vita di guardiasala, faccio e in più dormo anche.
A volte è bello essere dallaltra parte.

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la deresponsabilizzazione a volte è bella

Oggi ho fatto la guardiasala in prestito.
Alle 17.55 chiudo il portone e bussa un gruppo di americani: "noi vogliamo entrare" urlano. E io chiamo il responsabile del padiglione e cominciano a litigare.
Nulla vale la nostra spiegazione: in 3 minuti non vedi la mostra e in tutti i musei e i padiglioni se la chiusura è alle 6 gli ultimi ingressi sono alle 5.45-
A nulla è valso sentirsi dire che aveva fatto 20 mila km per venire a Venezia, che aveva un programma da rispettare e che soprattutto era un giornalista.
Di solito queste beghe me le prendo io (oltre che tutta una serie di improperi), oggi no: ero solo una guardiasala in prestito.

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