lontano dal cuore lontano dagli occhi

Fine settimana casalingo, dopo tanto tempo in perfetta singletudine.
Peccato che questo stato di pace sia dettato da un Influenza Maschile (ovvero assenza di ogni ritegno per la lamentazione) e da un accenno di stanchezza e voglia di casa da  parte mia.
Ma si sta bene, la mia pigrizia trova la giusta collocazione visto che, comunque, domani si fa la guardiasala in prestito.

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i difetti degli altri

Non mi piace fare la guardiasala.
Non mi piace perchè non si può avere un rapporto con il visitatore, perchè sei invisibile e perchè – fondamentalmente – ti annoi a morte.
Non mi piace mettermi una divisa, anche se tutti inconsciamente la portiamo.
A me piace fare le visite guidate, i laboratori con i bambini, sedermi per terra o in cerchio, le conferenze, sorridere, parlare, salutare…
Oggi riunione con le guardiasala in ufficio: non si legge, ci si mette in divisa, si saluta sempre, non si va in bagno se non si ha un cambio, se mancano dei soldi paga di tasca propria chi è in cassa…
Tutte cose che io, nellaltra vita di guardiasala, faccio e in più dormo anche.
A volte è bello essere dallaltra parte.

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la deresponsabilizzazione a volte è bella

Oggi ho fatto la guardiasala in prestito.
Alle 17.55 chiudo il portone e bussa un gruppo di americani: "noi vogliamo entrare" urlano. E io chiamo il responsabile del padiglione e cominciano a litigare.
Nulla vale la nostra spiegazione: in 3 minuti non vedi la mostra e in tutti i musei e i padiglioni se la chiusura è alle 6 gli ultimi ingressi sono alle 5.45-
A nulla è valso sentirsi dire che aveva fatto 20 mila km per venire a Venezia, che aveva un programma da rispettare e che soprattutto era un giornalista.
Di solito queste beghe me le prendo io (oltre che tutta una serie di improperi), oggi no: ero solo una guardiasala in prestito.

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vuoti di memoria o gocce di memoria?

Oggi, mentre ero di turno al Pad Mex penso: umh…tra due settimane devo farmi un esame…lultima volta che lho fatto avevo 23 anni…umh…quindi sono passati…uhm…

Non ricordarsi quanti anni si hanno e soprattutto prendere il cellulare per scoprire che 2009-1982=27 è deprimente.

Torno a credere di averne 25. Tanto non fa differenza.

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sulle guardiasala

Lo so, faccio anche io la guardiasala partime e questo mi permette di scrivere il seguente post sullonda di unarrabbiatura colossale.

Le nostre guardiasala in fondazione sono persone altamente inconcludenti, problematiche, pigre, fancazziste. Dai loro un dito e si prendono il braccio e ben oltre. Lultima di oggi: una pausa pranzo eterna (non prevista) con il mio pranzo, ovvero con la pizza acquistata da me, per me e il curatore nuovi media. Poi mi viene fuori con "non riesco a capire cosa ho scritto sulla ricevuta" e quindi non sappiamo cosa abbia venduto e soprattutto se siano 3€, 13€ o 29€. Mi sono incazzata. Giustamente. Unaltra pur di non fare una rampa di scala e prendere i cataloghi in magazzino mette fuori un cartello dicendo che i cataloghi sono finiti. E se le chiedi perchè prima ti dice che non sapeva che potessero essere lì (certo, la prossima volta guarderemo se sono sul tetto) e poi che è faticoso con questo caldo (e con laria condizionata a mille). E dulcis in fundo la guadiasala logorroica e ipocondriaca che se qualcuno le fa peccato gli regala cataloghi e quantaltro o li svende e si lamenta se la riprendiamo oppure che non vuole accendere le apparecchiature in mostra, che ammorba tutti (visitatori compresi) con i suoi problemi…se potessi detrarre un centesimo per ogni cosa a questora sarebbero decisamente prese male. E poi guardo a me e a quelli del padiglione o di quando ero alle Gallerie dellAccademia dove addirittura non cera pausa per nulla, non potevi stare seduta, niente libri nè telefoni, niente parole oltre il "buongiorno" e qualche stretta informazione.

Fine dello sfogo. Oggi mi girano. 

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la pazienza (non) è una virtù

Oggi giornata di turno al Padiglione Messico per una sostituzione volante (pratica che mi va decisamente a genio perchè molto meno stressante ed economicamente più appagante). Il lato negativo del non aver lavorato per 15 giorni è che sono diventata insofferente allimbecillità umana. Quando ci hai a che fare regolarmente cercho di essere pacata, non te ne accorgi, ci passi sopra. Bene, io oggi ero un po più "sul piede di guerra" e ho mandato a quel paese il ragazzotto e linglese che ironizzavano sulla mostra (hanno ragione, è orrenda e povera, ma lavorandoci devo dire che mi piace), le signore che non mi salutavano, i francesi che facevano finta di non capirmi…ho anche ripreso una buona abitudine: la nanna dopo pranzo. Almeno cè laria condizionata.

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