non so(n/l)o false partenze

Avrei voluto fare un riepilogo 2016 basato sui numeri (ad esempio: 38 ore di psicoterapia con LaStrizza, 1 lavoro perso, 2 lavori tenuti, 3 viaggi, 27 serie televisive viste, 18 libri letti, i chili persi…) e sarebbe stato divertente.
Poi ho pensato che tutta la fatica fatta nel 2016 per trovare un equilibrio è stata propedeutica al 2017 e quindi ci ho ripensato, anche perchè il nuovo inizio ci deve essere nella mia testa e cerco di ripetermi che questo nuovo lavoro è uno dei tanti tasselli che compongono la mia vita.
Intanto mi agito e compro mutande e pantaloni perchè, comunque, lunedì sarà il mio “nuovo primo giorno di scuola”.

Annunci

di prospettive

Se mi domandaste com’è andata oggi vi risponderei che è andata bene: ho pianto tantissimo.
Merito della Strizza che da una semplice domanda su come va il mio sonno, scava e scava e tira fuori cose che conosco ma che fanno male, lutti elaborati ma che hanno comunque segnato il mio percorso, paure, dubbi.
Piango e cerco di andare avanti, di non dare la colpa a nessuno, neppure a me stessa, di trovare un angolino di serenità, di accettare e andare avanti perchè è inutile recriminare e di cogliere questo periodo di “pausa” per imparare a darmi nuovi obiettivi, per permettere alle cose di acquietarsi e io non devo nè catastrofizzare nè estremizzare questo momento di “pausa lavorativa”.
Detto così sembra che io sia particolarmente infelice, in realtà non più della mia media e mi rendo conto che sono sempre più emozionata per il grande progetto del 2017.

con passo lento

Faccio tutto con molta lentezza.
Mi riapproprio del mio tempo e della mia salute.
Guardo al futuro.
Progetto.
Cerco di non innamorarmi.
Lavoro.
Vado in palestra.
Studio.

Tutto lentamente, assaporando il minuto che scorre. Peccato che a farne le spese siano i miei capelli.

per fortuna non scrivo recensioni

Ieri mi armo di pazienza, mamma e scarpe buone e sono andata per isole a camminare e con l’intento di vedere una mostra.
Un’ora e mezza per arrivare…(a fine giornata avevo cambiato 6 mezzi e la maggior parte con turisti insofferenti)
Entro nello spazio…
Tutto vuoto…
Domando all’annoiato guardiano dov’è la mostra e mi risponde sbadigliando che per problemi conservativi è stata chiusa un mese prima.
Vorrei battere i piedi a terra e arrabbiarmi con qualcuno.
Poi capisco che è una scusa come un’altra, che forse la chiusura anticipata della mostra coincide con eventi poco piacevoli accaduti in seno all’amministrazione della città, che probabilmente c’erano due visitatori al giorno e la sostenibilità economica ha preso il posto della “ragione culturale”.
A volte mi domando come fare a resistere in questa città.