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in mutande

benetton-clothes-for-humans-il-colloquio_o_vlOggi ho fatto il mio primo colloquio via Skype.
Arrivo a casa di corsa, preparo il set: un cartonato meraviglioso con una libreria più ordinata della mia (era l’allestimento di una vetrina) , il tavolo, l’altezza giusta della webcam.
Faccio la prova audio con diversi microfoni e auricolari che non si sa mai.
Mi pettino bene, trucco, camicia bianca, pullover colorato…e poi ero in mutande e calzettoni di lana.

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iperconnessione

Ieri ho lavorato per una nuova agenzia, facendo una passeggiata alternativa.
Ogni preoccupazione è svanita subito dopo aver cominciato, era un bel gruppo di donne e da parte mia ero preparata.
A parte una tizia che voleva farsi 4 km di passeggiata con il tacco 12 (e per fortuna in borsa aveva le ballerine), le altre erano tutte attaccate al cellulare e lo sono state dal principio fino alla fine.
E instagram e fb e twitter e 4square.
Occhi fissi sullo schermo (e forse sul non pestare escrementi) e basta, si taggavano vicendevolmente e si mettevano i “like” in diretta, erano molto social virtualmente e un po’ meno fisicamente.
A me non ha dato fastidio, il mio lavoro l’ho fatto, sono state tutte contente, ma sono cose che non capisco proprio.
Ma è noto: io non sono un animale sociale.


sai che esisto

I rapporti con il mio capo non sono idilliaci (e questo si sa, meno che meno oggi pomeriggio che mi ha rubato la merenda), però stamattina siamo andati insieme ad una riunione per l’implementazione del sito internet.
Da che è nato mi occupo io di lui, lo aggiorno, lo sistemo, lo modifico, è la mia creatura e più che l’amministratore io sono la sua mamma adottiva imperfetta.
Per carità, io non sono nata informatica e di programmazione html non so praticamente niente, ma qui sono l’esperta ICT (immaginiamo il livello…).
Durante la riunione ho discusso con un tecnico e buttavo lì la frase “ritengo che bla bla bla, Capo non ne abbiamo parlato ma penso tu sia d’accordo, bla bla bla…”
Uscendo mi dice: “per fortuna c’eri…”


dalla A alla Z: il mio 2015 telefilmico

A come Arrow
è iniziato tutto per colpa del mio amico di divano e ora è una passione per l’arciere con la sua gang in cui i crossover si fanno sempre emozionanti e gli spin off agguerriti
B come Bad Judge
perchè non posso guardare sempre cose serie
C come Costantine
“Esorcista, Demonologo e Maestro delle Arti Oscure”, perchè scrivere che è solo un praticante non fa comunque un bell’effetto sui clienti, o forse è un problema di accento inglese
D come Daredevil
ovvero Matt: l’avvocato non vedente più sexy, con i quattro sensi più allenati e atletico della storia.
E come…
non ho visto telefilm con la “E” perchè nel mio cuore c’è ancora E.R.
F come Forever
metti insieme un medical, un procedurale, un fantasy con un pizzico di storia dall’800 ad oggi e non puoi non innamorarti del britannico Henry Morgan, tutto accento e sex appeal.

G come Godd Witch
perchè ho smesso di vedere Grey’s Anatomy da quando se ne è andata Addison
H come Heading Out
storie di una veterinaria incasinata e lesbica. Sul serio con la H non c’era di meglio

I come Impastor
Prendi un tizio che perde troppi soldi al gioco, mettici un pastore protestante gay che sta andando in una nuova comunità e che muore per sbaglio cadendo da un ponte, metti che il tizio incasinato prende il suo posto. Aspetto la seconda stagione perché il finale è stato con il botto.

Y come You and me and the Apocalypse
ci ho scritto un post perché sul serio è troppo

L …
non pervenuto
M come Mozart in the jungle
La prima serie che ho visto in streaming che miscela ottima musica a follia

N come Night Shift
la delusione più cocente del 2015

O come Outlander
Una storia epica, nata sulla carta ormai un ventennio fa e che ora sta prendendo vita sullo schermo: amore, lotta, storia, intrighi, passioni, crudeltà, sangue, avventura, magia, destino. Inizi ad entrare in questo mondo e non ne puoi uscire.

P come Kevin Pacalioglu
ovvero il protagonista di Deadbeat, il medium più incasinato e squattrinato della storia.

Q …
…dopo Quantum Leap e Queer as Folk hanno fatto altro con la Q? 

R come Ruga Giuffa
la web serie veneziana che purtroppo ha perso smalto nella seconda stagione, ma come si dice in questi casi: “Castello indipendente, Ruga Giuffa capitale!”

S come Sean saves the world
Niente a che vedere con Will&Grace, ma Sean Hayes se la cava lo stesso con uno show tutto suo anche se talvolta un po’ banale

T come The Flash
no, sul serio, che dire del velocista e analista forense Barry Allen?

U …come
…mi pento, ma mi è piaciuto Un medico in famiglia 9, ormai così soap-irreale da essere accettabile

V…
non pervenuto
Z …
non pervenuto


questioni di apocalisse

La telefanatica che è in me quest’anno si è regalata l’adsl e solo grazie a questo è riuscita a trovare delle serie deliziose.
L’ultima in ordine di tempo, ad oggi, è la commedia sofisticata “You and Me and the Apocalypse” che è andata in onda su sky in inglese.
Il plot narrativo è basico: una cometa sta per candere sulla terra e sarà la fine del mondo, non c’è niente da fare, la vita si estinguerà.
Attenzione Spoiler!
Le vite di 9 personaggi principali (più tutti gli annessi e connessi) rispettivamente a Slough (Gran Bretagna), nella Città del Vaticano e a Washington, vengono raccontate e si incrociano negli ultimi 34 giorni della terra tutte ricostruendo un albero genealogico assurdo e meraviglioso che li farà rintanare nel bunker della matriarca. E nel frattempo abbiamo voci fuori campo divine, finti messia, gemelli che non si conoscono, un prete, una suora, un hacker pazzo…e un colpo di scena finale all’ultimo secondo assolutamente pazzesco.

p.s. e se avete amato Karen Walker in Will&Grace…qui restere basiti!
p.p.s. per lo streaming qui


oh, me tisica

Cercavo una malattia da signorina dell’800, qualcosa per cui starsene su una grande poltrona imbottita, con un gattino in braccio, una tazzina di tea, un libro,  ogni tanto sospirare per le pene d’amor perduto, un caminetto accesso, un poggiapiedi, una cameriera.
Avrei la vocazione per queste cose.
E, invece, non posso neanche godermi la mia influenza in santa pace.
Stanotte mi è salita la febbre e mi sono messa sotto l’acqua calda della doccia, peccato che una volta asciutta fossi stranamente iperattiva e abbia risposto a tutte le mail alle quali ieri non avevo avuto il tempo di prestare attenzione e poi ho visto una puntata di una serie che sto seguendo (You and me and the apocalypse) e poi mi sono addormentata proprio quando Claire ha incontrato di nuovo Geillis Duncan che avrebbe dovuto morire sul rogo ben 4 libri fa…


Sassenach

Un paio di giorni fa leggo sul blog di Emily di una saga ambientata in Scozia.
Lei è rimasta completamente coinvolta sia dai romanzi che dalla trasposizione televisiva, io leggo velocemente la trama e deduco che potrebbe piacermi, considerato che sono temporaneamente orfana di un buon prodotto nuovo.
Inizio dalla cosa più a portata di mano: la serie televisiva.
Ed è stato amore.
Anzi, restando in tema: puro rapimento.
Sarà la storia d’amore, l’ambientazione alla Walter Scott, le armi, il sangue, quest’eroina perfetta, i dialoghi, la fotografia (meravigliosa), la musica (pazzesca), la regia impeccabile, la recitazione e in v.o. gli accenti sono a dir poco perfetti…quello che so è che mi piace veramente molto.
E ora non mi resta che finire di vedere la serie (comprarmi i dvd) e trovare i libri che le biblioteche della città hanno il buon gusto di non avere a catalogo.