oh, me tisica

Cercavo una malattia da signorina dell’800, qualcosa per cui starsene su una grande poltrona imbottita, con un gattino in braccio, una tazzina di tea, un libro,  ogni tanto sospirare per le pene d’amor perduto, un caminetto accesso, un poggiapiedi, una cameriera.
Avrei la vocazione per queste cose.
E, invece, non posso neanche godermi la mia influenza in santa pace.
Stanotte mi è salita la febbre e mi sono messa sotto l’acqua calda della doccia, peccato che una volta asciutta fossi stranamente iperattiva e abbia risposto a tutte le mail alle quali ieri non avevo avuto il tempo di prestare attenzione e poi ho visto una puntata di una serie che sto seguendo (You and me and the apocalypse) e poi mi sono addormentata proprio quando Claire ha incontrato di nuovo Geillis Duncan che avrebbe dovuto morire sul rogo ben 4 libri fa…

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Sassenach

Un paio di giorni fa leggo sul blog di Emily di una saga ambientata in Scozia.
Lei è rimasta completamente coinvolta sia dai romanzi che dalla trasposizione televisiva, io leggo velocemente la trama e deduco che potrebbe piacermi, considerato che sono temporaneamente orfana di un buon prodotto nuovo.
Inizio dalla cosa più a portata di mano: la serie televisiva.
Ed è stato amore.
Anzi, restando in tema: puro rapimento.
Sarà la storia d’amore, l’ambientazione alla Walter Scott, le armi, il sangue, quest’eroina perfetta, i dialoghi, la fotografia (meravigliosa), la musica (pazzesca), la regia impeccabile, la recitazione e in v.o. gli accenti sono a dir poco perfetti…quello che so è che mi piace veramente molto.
E ora non mi resta che finire di vedere la serie (comprarmi i dvd) e trovare i libri che le biblioteche della città hanno il buon gusto di non avere a catalogo.

bocca mia, tasi

Ah, sì, ho visto “Inside out”.

Sto tenendo a freno le dita quando scrivo su skype, conto sempre fino a 10 prima di premere invio e così cancello e mi calo in un discreto silenzio.
Meglio essere taciturne che palesemente aggressive.

Il mio capo, che mi fa periodicamente arrabbiare (e per periodicamente intendo ciclicamente ogni ora), mi dice una cosa. Sento la battuta da nervosetta/isterica/poco gentile nel mio cervello, è lì che sta per uscire, ma deglutisco e non la dico.
Ce la posso fare per un po’ ancora.
Ma poco, sia chiaro.
Forse solo per oggi.

caldo per chiunque

L’altro giorno si blocca il telefono e perdo tutte le conversazioni di wattsup. Inizio a temere che il telefono mi voglia abbandonare, penso che non ho il tempo e i soldi per comprarne un altro. Ieri non riuscivo a rispondere alle chiamate e un collega mi dice che a volte il touch screen soffre il caldo. Oggi stessa storia. ho appena messo il cellulare in frigo e ha ricominciato a funzionare…sono senza parole e, a differenza del mio telefono, ho caldo.

Il resoconto di una settimana

Mettiamo insieme: un caldo afoso e umido, una valanga di turisti, un aeroporto in ristrutturazione, un sacco di lavoro, l’elettricista che dopo tre anni monta un lampadario, il Redentore, la cena del Redentore (e per fortuna non cucino io), una manciata di stanchezza, un telefono che ha caldo e pertanto smette di funzionare, la linea nternet della fastweb che ancora non funziona, una vita sociale che latita e qualcos’altro che sicuramente mi sfugge.

la fibra che svola…fuori dalla porta

Un giorno, consapevole che mi serve, faccio un abbonamento fastweb on-line.
Basta una scansione o una foto dei documenti firmati e li mando via mail.
Il profilo sul sito e la linea vengono attivate.
Wow, figo, veloce!

Però aspetto 3 mesi per un appuntamento con il tecnico Telecom che rimanda e rimanda e rimanda.
Dopo oltre 3 mesi arriva il modem.
Lo installo, seguendo le istruzioni e la linea non va.
Trascorro le mie serate al telefono con il call center di fastweb che è diventato quasi un coinquilino e con il quale, tra un po’, parleremo anche di trucchi e parrucchi.
Ogni operatore mi dà una sua versione dei fatti (colpa della presa, devo collegare il pc via cavo, devo/non devo mettere il filtro) e forse la linea non va perché non sono cuspide capricorno, bensì solo gemelli. Ma magari anche fossi stata cuspide era l’anno sbagliato.
Mi arrivano simpatici sms che dicono “stiamo lavorando per te”.
Un lunedì mattina mi chiama un tecnico Telecom quando sono al lavoro, perché devo assolutamente tornare a casa.
Appura che il problema non è dentro a casa, bensì fuori e forse domani o dopodomani o la settimana prossima qualcuno risolverà.
O forse mai…penso io.
E nel frattempo scopro che mi hanno venduto la fibra, ma non c’è ancora.
Scopro che sono depotenziata, ma anche un po’ inviperita.
Ma l’unica cosa che vorrei è che funzionasse quello stramaledetto modem e che la smettesse di lampeggiare.
Giusto per connettermi e mandare l’ennesimo reclamo.