arancione

Stamattina mi chiama l’idraulico e mi dice perentorio: “Arrivo alle 9. Ci sei? Oppure ci vediamo a settembre.”
Ce la posso fare.
E per farlo mi metto lo smalto: arancione.
Due mani di smalto.
Una di top coat.
E nel frattempo l’idraulico dichiara la morte e la possibile resurrezione della lavastoviglie.
Tra 10 giorni.
In 3 giorni solo a Pasqua, a quanto pare.

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la prossima volta ti invito a cena

Ennesimi problemi idraulici nella magione.
Chiamo il fidato tecnico della caldaia, carino, gentile, simpatico e finiamo a parlare dei suoi suoceri dopo che ha smontato e cambiato pezzi per un’ora.
La prossima volta mi costa meno invitare tutta la sua famiglia a cena.

delle frittate

C’è un detto (o forse è solo una ricetta) che dice che per fare una frittata bisogna rompere delle uova.
Cioè per raggiungere un risultato bisogna rompere qualcosa (gli schemi?).

Ho messo ordine a casa, o meglio ci ho provato.
Credo di avere la vocazione dell’accumulatore compulsivo o forse del disordinato cronico e probabilmente esiste una definizione su qualche librone di medicina e magari qualcuno sta anche studiando la cura.
Nel mentre, ogni tanto, riprendo il controllo della situazione e metto ordine partendo dalle piccole cose: i dvd e i libri.
Solo che per fare tutto il resto creo disordine.
E il disordine diventa un nuovo ordine.
E il decluttering diventa una necessità (sì, in effetti, perché tenere un salvadanaio rotto?) e una soluzione.
Ma in realtà vorrei che i piatti cantassero e danzando andassero da soli dentro la lavastoviglie, che la lavatrice oltre ad impazzire si caricasse da sola, che le magliette fossero autopieganti, le scarpe andassero da sole nella scarpiera a suon di tip tap…o forse vorrei la borsa di Mary Poppins dove mettere tutto dentro e dimenticare persino la poltrona.

conta fino a 11

Mentre preparo la valigia per partire si blocca la caldaia.
Niente acqua calda e niente riscaldamento.
Neanche male finche sono via, peggio quando torno e vorrei lavarmi.

Sono altrove, devo andare ad una fiera.
Sciopero dell’unica linea che collega il centro alla fiera.
Seguo l’orda di persone che come me stanno andando, con qualcuno chiacchiero e con qualcun altro no, ma soprattutto non mi perdo.

Compro una tazza bellissimissima.
La metto male in valigia e mi arriva frantumata.
Vado sul sito del negozio dove l’avevo acquistata e ne compro un’altra che arriverà via posta e ben imballata.

io e i tecnici: empatia al minimo

Dopo aver annullato 5 (cinque!!!!) appuntamenti arriva il tecnico per installare la linea. Mi fa quasi tenerezza: mingherlino, affannato, ansioso, borbottante (forse sottopagato come molti di noi). E l’elettricista non ha fatto una buona predisposizione (non, non chiedermelo, non lo chiamo, piuttosto vado in clausura), la scala è troppo bassa, va da un vicino, no, anche quella è bassa, va in un cantiere ma gliela prestano per 5€, apre, fa briga, impreca, fuma, mi chiede dell’acqua, pensa, passa…bene, alla fine, dopo quasi due ore pare che i lavori siano conclusi. Forse dalla settimana prossima sarò dotata di internet. Forse.