Archivi categoria: libri

il mondo è un po’ strano

Oggi fa un po’ meno caldo e così sono andata in ufficio a piedi.
Mi fermo in piazza San Marco per fare una telefonata e mi imbatto in questa tizia giapponese:
ImmagineRimango ovviamente perplessa, la osservo attentamente: ha un pupazzo in braccio e ogni tanto lo posa davanti ad una gondola o davanti ad una colonna e lo fotografa. 
Mi avvicino: ha pure una parrucca e un’aria assolutamente felice.
Arrivata in ufficio il mio collega (laureato in giapponese) mi dice che esiste un manga che si chiama Aria e Aqua.
Leggo da wikipedia: “Anno terrestre 2301: sono ormai passati 150 anni da quando Marte è stato terraformato. Al pianeta è stato dato il nuovo nome di Aqua a causa dello scioglimento della quasi totalità dei suoi ghiacci, cosa che gli ha anche portato il soprannome di “pianeta dell’acqua”, mentre alla Terra è stato dato il nuovo nome di Man-Home. Akari Mizunashi è una giovane terrestre che si trasferisce su Aqua per imparare il mestiere di Undine, le gondoliere che fanno da guida turistica a Neo Venezia, riproduzione dell’antica Venezia terrestre ormai completamente sommersa. 
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bookcrossing

Non trovo corretto condividere libri “brutti”, ma è ancora più scorretto buttare via un libro, anche se scritto male.
E così, dopo aver letto “Ischia” di Gianni Mura ho deciso che quel libro l’avrei lasciato sull’autobus che porta in aeroporto, con la speranza che lo trovi qualcuno che ha dimenticato le parole crociate a casa.
Però ho deciso anche di appuntare qualcosa, per lo meno chi lo avrà in mano è avvisato.
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piove

pioggiaPiove che è un piacere, siamo tutti rintanati all’imbarcadero in attesa che smetta un po’. Una signora si vanta del suo impermeabile tecnico, assolutamente resistente.
“E’ da alta montagna. L’ho comprato in libreria.”
Forse era vicino a “L’uomo della pioggia” di Grisham.


ogni tanto questa città mi delude

All’improvviso, stamattina, mi sono accorta che una delle storiche librerie specializzate in arte e architettura è stata sostituita (praticamente nella notte) da un pessimo negozio di vestiti cinesi.
Io amavo quella libreria…


i diritti del lettore

Un giorno Dave mi propone di leggere lo stesso libro.
Io arrivo a pagina 20 e lo lascio lì.
Lui lo finisce e mi dice che non è questo granchè.
Per mesi me lo tengo in borsa e per mesi non lo leggo.
Ieri sera, tornando a casa, mi metto a sfogliare il libro.
Salto tutto e arrivo all’ultimo capitolo.
Allora, se volete leggere “La ragazza del treno” sappiate che Megan è morta e che ad ucciderla è stato l’ex marito di Rachel.


sul filo delle parole

cardellino2Lo scorso natale ho divorato l’ultimo libro di Donna Tartt “Il cardellino” che mi ha coinvolto e stupito con un coup de théâtre pazzesco ambientato ad Amsterdam.

Tempo fa ho letto un articolo su una nuova attività didattica in un museo di Amsterdam: anziché fare selfie ti invitano a disegnare ciò che vuoi fotografare e ti forniscono di colori e blocchi da disegno.

E così ho preso il primo volo a basso costo per Amsterdam e ho coinvolto la mia compagna di viaggio prediletta.
Purtroppo non abbiamo trovato l’albergo dove alloggiava Theo (il protagonista), ma abbiamo comunque deciso per un giorno di deviare per Den Haag e andare a vedere questo dipinto che aveva ispirato la scrittrice.
Tram, treno, cartina in mano, una passeggiata ed entriamo in un museo bello e accogliente e andiamo dal nostro (ormai lo abbiamo adottato) goldfinch. Lo fissiamo, lo fotografiamo, lo analizziamo, ce ne innamoriamo, salutiamo la ragazza con l’orecchino di perla e usciamo felici e soddisfatte.
Al guardaroba l’addetta ci domanda perché siamo rimaste dentro solo un’ora.
“Perché siamo venute qui solo per due opere…e le abbiamo adorate.” Ho risposto.


ozio

1. il non far nulla per abitudine, per pigrizia o anche per malattia o altri impedimenti: stare in ozio dalla mattina alla sera; poltrire, vivere nell’ozio; un ozio forzato |tener in ozio la penna, (fig., lett.) non scrivere | (prov.) l’ozio è il padre dei vizi
2. riposo dalle occupazioni ordinarie, tempo libero; vita comoda e agiata: un bel libro da leggere nei momenti di ozio
(da Garzanti Linguistica)

Quando si vive una vita di corsa l’ozio sembra se non un miraggio, almeno qualcosa di improponibile. L’ozio non si può ottenere in una sola giornata, perchè richiede tempo e dedizione.
Dormire, fare colazione, leggere un libro, guardare un dvd, pranzare, giocare a scarabeo, leggere ancora, guardare un altro dvd, forse cenare, dormire, fare colazione , leggere un libro, guardare un dvd, pranzare, giocare a scarabeo, leggere ancora, guardare un altro dvd, forse cenare, dormire…e così per tre giorni.

Questo natale ho oziato e ora vado a dormire perchè sono stanca e domani si torna al lavoro.