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piove

pioggiaPiove che è un piacere, siamo tutti rintanati all’imbarcadero in attesa che smetta un po’. Una signora si vanta del suo impermeabile tecnico, assolutamente resistente.
“E’ da alta montagna. L’ho comprato in libreria.”
Forse era vicino a “L’uomo della pioggia” di Grisham.


ogni tanto questa città mi delude

All’improvviso, stamattina, mi sono accorta che una delle storiche librerie specializzate in arte e architettura è stata sostituita (praticamente nella notte) da un pessimo negozio di vestiti cinesi.
Io amavo quella libreria…


i diritti del lettore

Un giorno Dave mi propone di leggere lo stesso libro.
Io arrivo a pagina 20 e lo lascio lì.
Lui lo finisce e mi dice che non è questo granchè.
Per mesi me lo tengo in borsa e per mesi non lo leggo.
Ieri sera, tornando a casa, mi metto a sfogliare il libro.
Salto tutto e arrivo all’ultimo capitolo.
Allora, se volete leggere “La ragazza del treno” sappiate che Megan è morta e che ad ucciderla è stato l’ex marito di Rachel.


sul filo delle parole

cardellino2Lo scorso natale ho divorato l’ultimo libro di Donna Tartt “Il cardellino” che mi ha coinvolto e stupito con un coup de théâtre pazzesco ambientato ad Amsterdam.

Tempo fa ho letto un articolo su una nuova attività didattica in un museo di Amsterdam: anziché fare selfie ti invitano a disegnare ciò che vuoi fotografare e ti forniscono di colori e blocchi da disegno.

E così ho preso il primo volo a basso costo per Amsterdam e ho coinvolto la mia compagna di viaggio prediletta.
Purtroppo non abbiamo trovato l’albergo dove alloggiava Theo (il protagonista), ma abbiamo comunque deciso per un giorno di deviare per Den Haag e andare a vedere questo dipinto che aveva ispirato la scrittrice.
Tram, treno, cartina in mano, una passeggiata ed entriamo in un museo bello e accogliente e andiamo dal nostro (ormai lo abbiamo adottato) goldfinch. Lo fissiamo, lo fotografiamo, lo analizziamo, ce ne innamoriamo, salutiamo la ragazza con l’orecchino di perla e usciamo felici e soddisfatte.
Al guardaroba l’addetta ci domanda perché siamo rimaste dentro solo un’ora.
“Perché siamo venute qui solo per due opere…e le abbiamo adorate.” Ho risposto.


ozio

1. il non far nulla per abitudine, per pigrizia o anche per malattia o altri impedimenti: stare in ozio dalla mattina alla sera; poltrire, vivere nell’ozio; un ozio forzato |tener in ozio la penna, (fig., lett.) non scrivere | (prov.) l’ozio è il padre dei vizi
2. riposo dalle occupazioni ordinarie, tempo libero; vita comoda e agiata: un bel libro da leggere nei momenti di ozio
(da Garzanti Linguistica)

Quando si vive una vita di corsa l’ozio sembra se non un miraggio, almeno qualcosa di improponibile. L’ozio non si può ottenere in una sola giornata, perchè richiede tempo e dedizione.
Dormire, fare colazione, leggere un libro, guardare un dvd, pranzare, giocare a scarabeo, leggere ancora, guardare un altro dvd, forse cenare, dormire, fare colazione , leggere un libro, guardare un dvd, pranzare, giocare a scarabeo, leggere ancora, guardare un altro dvd, forse cenare, dormire…e così per tre giorni.

Questo natale ho oziato e ora vado a dormire perchè sono stanca e domani si torna al lavoro.


oh, me tisica

Cercavo una malattia da signorina dell’800, qualcosa per cui starsene su una grande poltrona imbottita, con un gattino in braccio, una tazzina di tea, un libro,  ogni tanto sospirare per le pene d’amor perduto, un caminetto accesso, un poggiapiedi, una cameriera.
Avrei la vocazione per queste cose.
E, invece, non posso neanche godermi la mia influenza in santa pace.
Stanotte mi è salita la febbre e mi sono messa sotto l’acqua calda della doccia, peccato che una volta asciutta fossi stranamente iperattiva e abbia risposto a tutte le mail alle quali ieri non avevo avuto il tempo di prestare attenzione e poi ho visto una puntata di una serie che sto seguendo (You and me and the apocalypse) e poi mi sono addormentata proprio quando Claire ha incontrato di nuovo Geillis Duncan che avrebbe dovuto morire sul rogo ben 4 libri fa…


voli pindarici del mattino – Cesare

Sto andando in ufficio.
Penso ai fatti miei e che potrei leggere “Outlander” dal pc, anziché dal tablet oggi pomeriggio e che dovrò comprare anche gli altri libri e, cavolo, mi sono fermata all’incontro di Jack Randall con Claire ad Edimburgo e non ho fatto in tempo a finire il capitolo perché sono dovuta scendere dal vaporetto.
Sarebbe bello leggerselo in inglese.
Tyger tyger burning bright…
…come tradurre “burning bright”? L’avevo letto l’altro giorno su Wikipedia.
Poi, non so come, mi viene in mente che in quarta o quinta ginnasio, ora non ricordo, abbiamo tradotto un libro del De Bello Gallico.
Internet esisteva, ma non come oggi e trovare sul web una traduzione era un’impresa: ci si metteva meno a farsela con il dizionario, piuttosto che a cercarla sui motori di ricerca.
E così GA ed io abbiamo comprato in società il testo tradotto a fronte con le note grammaticali e abbiamo passato un anno copiando le versioni di latino a casa. Un giorno, durante un’interrogazione, abbiamo anche tradotto delle frasi che sul libro di testo non c’erano e la scusa fu: “abbiamo preso il testo integrale per capirlo meglio e abbiamo tradotto anche questa parte”.
Io rido ancora se ci penso.
E nel frattempo ho bevuto il cappuccino al bar.