torneresti mai indietro?

E’ una domanda che ci si fa spesso.
Non tornerei agli anni della mia adolescenza neanche se mi pagassero.
Anni bui, difficili, tristi, pesanti.

La maternità mi ha cambiata?
Ovvio.
Voglio bene a the rugrat?
Certamente.
Tornerei indietro?
No. Quel 18 aprile avrei declinato l’invito, oppure avrei agito diversamente dopo, oppure…con il senno di poi avrei fatto mille cose diverse e ora, nel mio mondo parallelo, sono una donna single, felice, che lavora serenamente con i suoi turisti.
Nella realtà sono una madre sola, che deve cambiare casa, sopraffatta dalla burocrazia e dall’acqua alta, spesso stanca, un po’ triste, che lotta con un dca che si fa risentire.

Ecco, mi manca la lieta serenità di quei giorni perfetti.

arancione

Stamattina mi chiama l’idraulico e mi dice perentorio: “Arrivo alle 9. Ci sei? Oppure ci vediamo a settembre.”
Ce la posso fare.
E per farlo mi metto lo smalto: arancione.
Due mani di smalto.
Una di top coat.
E nel frattempo l’idraulico dichiara la morte e la possibile resurrezione della lavastoviglie.
Tra 10 giorni.
In 3 giorni solo a Pasqua, a quanto pare.

io non ho pazienza

Arriva in ufficio uno che si spaccia per tecnico informatico.
Decanta le sue doti, è logorroico e già mi irrita.
“Allora, avrei bisogno di un database. Puoi farmelo in access o con qualunque programma preferisci, anche con mac o opensource.”
“…”
“se preferisci lavorare in html, va benissimo, restiamo offline.”
“…”
“Veramente, sentiti libero di scegliere lo strumento che ritieni più opportuno.”
“…”
“Che c’è?”
“Se vuoi ti faccio un foglio word.”

E da qui è andata sempre peggio.

conta fino a 11

Mentre preparo la valigia per partire si blocca la caldaia.
Niente acqua calda e niente riscaldamento.
Neanche male finche sono via, peggio quando torno e vorrei lavarmi.

Sono altrove, devo andare ad una fiera.
Sciopero dell’unica linea che collega il centro alla fiera.
Seguo l’orda di persone che come me stanno andando, con qualcuno chiacchiero e con qualcun altro no, ma soprattutto non mi perdo.

Compro una tazza bellissimissima.
La metto male in valigia e mi arriva frantumata.
Vado sul sito del negozio dove l’avevo acquistata e ne compro un’altra che arriverà via posta e ben imballata.

chi ha tempo non aspetti tempo

Nel corso degli ultimi anni sono diventata molto flessibile con chi è in ritardo, sarà che per non impazzire definitivamente ho dovuto esercitare questa virtù.
Non che non mi lamenti: minaccio sempre sottovoce ritorsioni che non avranno mai seguito, mi arrabbio e mi faccio venire la gastrite, ma ufficialmente lascio correre.
C’è una coda? Mi metto lì e aspetto.
Un tecnico è in ritardo? Aspetto.
Il vaporetto non passa? Continuo a leggere.
Però oggi no.
Sono stanca di avere pazienza.
E sono arrivata ad un centimetro dal mollare tutto a male parole.
Ora mi concentro e cerco di recuperare la donna paziente/accondiscendente/disponibile che la gran parte delle persone credono che io sia.