Non mi lamento

Oggi avrei voluto scrivere di come si è comportato un tizio che frequento (anzi, frequentavo), ma ho deciso che per dimostrare la mia superiorità non dirò che pezzo di me*da è stato.

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mai essere troppo ottimisti

Vado in farmacia ormai tutti i giorni.
E nel mentre di questa splendida convalescenza mi è venuta una laringite batterica.
Il che ha voluto dire: febbre, muco, linfonodi del collo e gola ingrossati, mal di gola, ma soprattutto sono stata afona.
Appunto, vado in farmacia perchè ho finito le fialette per l’aerosol.
Indico al mio AmatoFarmacista cosa mi serve.
“Ancora senza voce?” Io annuisco “Sei praticamente la donna perfetta da sposare”
Allora, lui sa che rimango senza voce almeno tre volte l’anno, non porto una fede al dito, forse siamo fatti per vivere felicemente insieme?

il mio piede sinistro (cit.)

Questa mattina non avevo voglia di alzarmi, ho commesso un errore imperdonabile: ieri gli ho chiesto di uscire e mi sono dimenticata che, intanto, c’è la champions ma soprattutto è san valentino. 
Passi per il calcio che semplicemente mi fa passare per una donna che non si interessa del calendario delle partite, ma l’impressione che rischio di dare è quella di una pazza che vuole fiori e cioccolatini e amore eterno. 
Giuro, per me oggi è solo mercoledì. Anzi, sono le ceneri, diciamocela tutta.
Mi ero completamente dimenticata.
E quindi, con questa consapevolezza, sono rimasta cinque minuti in più a letto e ho visto l’inizio di un programma politico.

La domanda è: perché quando sono arrabbiata mi viene voglia di votare Adinolfi?
Speriamo mi passi entro il 4 marzo.

tornare con i piedi per terra

Seduta da LaStrizza, le dico che è stata una settimana buona, di questa nuova liaison e lei prontamente mette il dito nella piaga (perchè è il suo lavoro).

Io ho la ferma convinzione che quelli che dimostrano un interesse per me devono avere un problema, una parafilia di qualunque tipo.
Fondamentalmente credo di non avere il diritto di essere apprezzata così come sono e diciamocelo: anni di terapia, di disturbi alimentari, di depressione.
Neanche io uscirei con me.

E poi mette in discussione due grandi cose: mangiare insieme e il tema del rifiuto.
Sulla prima questione servirà un post ad hoc, sulla seconda ci sto facendo il callo.
Non voglio essere assillante, non ho 15 anni, devo accettare il fatto che se non mi richiama è perchè non mi vuole.
Punto.
Quindi torno con i piedi per terra, metto in stand-by le farfalle nella pancia, respiro, mi concentro sul lavoro e cerco di non generalizzare questo rifiuto, anche se dimostra che quello che io penso ha delle basi di profonda verità.

al negozio bio

Una collega, durante una cena, raccontava che aveva trovato uno spasimante davanti alle carote al supermercato bio.

Oggi ero al supermercato bio, stavo comprando la tapioca, quando un bel tizio domanda alla commessa se c’è un tipo particolare di avena per il porridge.
Io: “anche questo è buono…io lo faccio…”Lui: “questa roba è per mia moglie”

Colpita e affondata.
Megli ritorni nel mio guscio.

questa cose ha un nome

Poco prima dell 17 sto per prendere l’autobus.
Una mandria di persone scende e altrettante sgomitano per entrare e trovare un posto.
Solo un signore rimane a bordo.
Trovo un posto rialzato e mi metto a leggere.
Il bus parte.
Pieno ma non troppo.
Il signore è leggermente appoggiato contro di me.
Può essere normale quando c’è tanta gente.
Ma c’è qualcosa di strano.
Provo a spostarmi leggermente.
Cerco di mettere l’ombrello tra me e il signore.
“Mi scusi è pieno” Mi dice.
Non mi sento a mio agio.
Sono infastidita e mi sta veramente attaccato.
Dopo avergli fatto notare che c’è spazio mi alzo.
“Senta, si sieda al mio posto.”
Per farla breve: aveva un’erezione e si stava masturbando sulla mia gamba.
Ci ho messo due giorni a farmi passare la sensazione di schifo e di impotenza che ho provato e la paura quando sono scesa dal bus, in pieno centro a Mestre, in pieno pomeriggio.