aneddoti lavorativi

Sono stata talmente tanto concentrata su questioni contingenti che non mi sono goduta gli aneddoti quotidiani.

E così una signora mi chiama per lamentarsi perchè non riesce a fare un bonifico, la colpa ovviamente è mia: sicuramente le ho dato i dati sbagliati o ho fatto qualcosa per impedirglielo.
Fatto sta che mi prendo parole da lei e dal marito in viva voce per una ventina di minuti.

Dopo un po’ mi richiama sottovoce…
“mi scusi, sa, ma mio marito metteva gli spazi nell’IBAN”
“Signora, può capitare”

In realtà il mio sottotesto era: può capitare di essere così idioti a non riuscire a fare un bonifico con l’home banking nel 2018.

Mi avrà creduto?

mai essere troppo ottimisti

Vado in farmacia ormai tutti i giorni.
E nel mentre di questa splendida convalescenza mi è venuta una laringite batterica.
Il che ha voluto dire: febbre, muco, linfonodi del collo e gola ingrossati, mal di gola, ma soprattutto sono stata afona.
Appunto, vado in farmacia perchè ho finito le fialette per l’aerosol.
Indico al mio AmatoFarmacista cosa mi serve.
“Ancora senza voce?” Io annuisco “Sei praticamente la donna perfetta da sposare”
Allora, lui sa che rimango senza voce almeno tre volte l’anno, non porto una fede al dito, forse siamo fatti per vivere felicemente insieme?

il mio piede sinistro (cit.)

Questa mattina non avevo voglia di alzarmi, ho commesso un errore imperdonabile: ieri gli ho chiesto di uscire e mi sono dimenticata che, intanto, c’è la champions ma soprattutto è san valentino. 
Passi per il calcio che semplicemente mi fa passare per una donna che non si interessa del calendario delle partite, ma l’impressione che rischio di dare è quella di una pazza che vuole fiori e cioccolatini e amore eterno. 
Giuro, per me oggi è solo mercoledì. Anzi, sono le ceneri, diciamocela tutta.
Mi ero completamente dimenticata.
E quindi, con questa consapevolezza, sono rimasta cinque minuti in più a letto e ho visto l’inizio di un programma politico.

La domanda è: perché quando sono arrabbiata mi viene voglia di votare Adinolfi?
Speriamo mi passi entro il 4 marzo.

tornare con i piedi per terra

Seduta da LaStrizza, le dico che è stata una settimana buona, di questa nuova liaison e lei prontamente mette il dito nella piaga (perchè è il suo lavoro).

Io ho la ferma convinzione che quelli che dimostrano un interesse per me devono avere un problema, una parafilia di qualunque tipo.
Fondamentalmente credo di non avere il diritto di essere apprezzata così come sono e diciamocelo: anni di terapia, di disturbi alimentari, di depressione.
Neanche io uscirei con me.

E poi mette in discussione due grandi cose: mangiare insieme e il tema del rifiuto.
Sulla prima questione servirà un post ad hoc, sulla seconda ci sto facendo il callo.
Non voglio essere assillante, non ho 15 anni, devo accettare il fatto che se non mi richiama è perchè non mi vuole.
Punto.
Quindi torno con i piedi per terra, metto in stand-by le farfalle nella pancia, respiro, mi concentro sul lavoro e cerco di non generalizzare questo rifiuto, anche se dimostra che quello che io penso ha delle basi di profonda verità.

al negozio bio

Una collega, durante una cena, raccontava che aveva trovato uno spasimante davanti alle carote al supermercato bio.

Oggi ero al supermercato bio, stavo comprando la tapioca, quando un bel tizio domanda alla commessa se c’è un tipo particolare di avena per il porridge.
Io: “anche questo è buono…io lo faccio…”Lui: “questa roba è per mia moglie”

Colpita e affondata.
Megli ritorni nel mio guscio.

questa cose ha un nome

Poco prima dell 17 sto per prendere l’autobus.
Una mandria di persone scende e altrettante sgomitano per entrare e trovare un posto.
Solo un signore rimane a bordo.
Trovo un posto rialzato e mi metto a leggere.
Il bus parte.
Pieno ma non troppo.
Il signore è leggermente appoggiato contro di me.
Può essere normale quando c’è tanta gente.
Ma c’è qualcosa di strano.
Provo a spostarmi leggermente.
Cerco di mettere l’ombrello tra me e il signore.
“Mi scusi è pieno” Mi dice.
Non mi sento a mio agio.
Sono infastidita e mi sta veramente attaccato.
Dopo avergli fatto notare che c’è spazio mi alzo.
“Senta, si sieda al mio posto.”
Per farla breve: aveva un’erezione e si stava masturbando sulla mia gamba.
Ci ho messo due giorni a farmi passare la sensazione di schifo e di impotenza che ho provato e la paura quando sono scesa dal bus, in pieno centro a Mestre, in pieno pomeriggio.

il mio primo reclamo

Vediamo, sono circa tre anni che lavoro con i turisti.
Tre anni di aneddoti, mal di pancia, felicità, alcune cose per il verso giusto e altre un po’ meno.
Tre anni nei quali, comunque, nessun turista ha mai avuto nulla da ridire sul mio operato.
Tranne ieri, quando un turista tedesco è sceso dall’aereo con il piede sinistro e si è lamentato con me di qualunque cosa, ma soprattutto si è lamentato di me.
“Farò un reclamo alla compagnia!” Mi ha urlato salendo sull’autobus.
Io me ne sono fatta una ragione e quando il bus è partito io ho festeggiato con i miei colleghi il mio primo complain.

Era ora.

sei meravigliosa ma…

Dopo un lungo scambio di e-mail con un tizio dall’estero per dei documenti che non mi vuole mandare, mi arriva l’ennesima missiva.

“Cara AmandaBlack,
che bel nome che hai, è una bella combinazione di suoni che si addice ad una persona empatica, intelligente e forse un po’ troppo autoritaria a volte. Io non ti mando quei documenti!” (e prosegue per altre dieci righe)