Cinquanta

Non gli anni, ma i kili buttati giù a suon di terapia, chirurgia bariatrica, sana alimentazione, movimento, maternità. È un percorso lento, forse più del previsto a causa di rugrat, ma la meta è meno lontana per me. 

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quello che mi manca

Gli aperitivi.
Le cene fuori.
Poter scegliere cosa fare senza programmare con settimane d’anticipo.
Uscire di casa solo con una borsa piccola e leggera.
Viaggiare.
Il silenzio.
Andare al cinema.
Lavorare tanto.
Le camicie accollate.
Le collane.
Leggere.
Andare in terapia.
La pasta e fagioli, l’hummus e le fave.
I miei antidepressivi.

E non solo questo e non necessariamente in quest’ordine,

La vita non è solo maternità

Ricominciare a lavorare non è facile, per lo meno da quando esco di casa fino al vaporetto. Per carità, the rugrat mi manca, però il mio lavoro mi piace anche di più quest’anno che lo prendo con più lentezza. Ho la fortuna di poter scegliere quando e con chi lavorare. La difficoltà sta nel passare dalla modalità “mamma” a quella “sono una guida preparata”.

Ho fatto un tour per i rappresentanti di un importante hotel e mi hanno richiamata perché devono promuovere la loro struttura con la stampa e non immaginavano che il mio tour fosse così bello e perfetto per loro e anche perché “non sto mai zitta”.

Ho fatto una visita guidata con una collega che mi ha ringraziata perché “ho dei gruppi belli con cui è piacevole lavorare” e si è divertita nonostante fosse il 1 maggio.

Per carità, sono bazzecole, ma è quello che mi fa andare avanti in questo momento.

Cose che non si dimenticano

Esattamente un anno fa accettavo un invito per un aperitivo che si concludeva con un addio senza rimpianti, senza lacrime, senza troppe ansie.

Esattamente un anno fa the rugrat veniva concepito.

Resta la grande domanda: come saremmo noi ora se, per caso, fossi andata al cinema?

non si nasce imparati

Non sono diventata figliocentrica, ma quando trascorri 7 giorni su 7, 24 ore su 24 con un neonato parlando con questa “cosa” di tutto e di niente…finisce che quando incontri degli adulti non ti metti a discutere di politica internazionale, bensì di tutto quello che ruota attorno al neonato.
In più, nonostante tutte le informazioni raccolte e la conoscenza reciproca, ogni giorno è diverso e si va a tentoni verso le esigenze di the rugrat che più che strillare non può fare.
Per dire che per la prima volta ha passato una notte in bianco urlando (secondo me di dolore) e io sono uno straccio.
Ecco.

rientro al lavoro

La settimana scorsa ho avuto un gruppo in visita a Venezia e il mio più grosso problema è stato recuperare un linguaggio formale visto che passo le mie giornate a parlare con un neonato di 3 mesi, non dove fosse the rugrat (che stava con la nonna).
Per fortuna il gruppo era una terza media e non ha richiesto un salto linguistico notevole.
Il problema, contro ogni previsione, è stato con the rugrat che per tutta la mattina ha pianto e ha rifiutato il biberon.
Perchè, come al solito, faccio i conti senza l’oste.