le foto

Sono appena tornata da un fine settimana vacanziero costellato da diversi strani pensieri, ma fondamentalmente la prima vacanza dopo l’intervento di marzo.
Cos’è cambiato?
Non bevo più alcolici e divido le porzioni al ristorante con chi è con me che quindi si ritrova a mangiare più di una porzione e mezza. 
Ma soprattutto è cambiata la forma del mio viso.
Ho rivisto due foto: una di circa 3 anni fa e una di ieri.
Sono passati 3 anni e più di 30 kg.
E sorrido.
Ma forse anche per altri motivi.

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di gite

“Non andiamo mai da nessuna parte.”
“Lunedì sono libera, e tu?”
“Io anche…”

E così con una collega e amica sono andata in gita a Milano: treno di andata all’alba e ritorno al tramonto.
Dovevamo fare una full immersion di musei, ma a quanto pare il lunedì mattina è quasi tutto chiuso e così abbiamo giocato con i gatti della colonia felina del castello sforzesco, abbiamo camminato, criticato il restauro delle guglie del duomo e visto la mostra di Frida.

Mentre eravamo in Piazza Duomo ci siamo rese conto quanto piccina sia Venezia e che, in fondo, per visitare un qualunque posto è meglio muoversi in bassa stagione.

di porte e opportunità

Non ho un buon rapporto con i social media, però pare siano l’unico veicolo per lavorare oggi, soprattutto nel turismo: colleghi che ti danno contatti e che ti passano servizi.
Oggi vengo cancellata da una chat perchè lavoro con un’agenzia che all’amministratore del gruppo non va a genio.
Divento triste, poi mi arrabbio, poi mi sento in colpa per essermi arrabbiata, poi mi arrabbio ancora di più.

Un’ora dopo una nuova agenzia mi chiama (perchè una collega ha fatto il mio nome), mi propone buone tariffe, un calendario e io sono abbastanza felice.

Poi un’altra collega mi chiede se sono libera il 12 ottobre per un lavoro.

Per carità non si stanno spalancando portoni, bensì porticine, ma questo mi fa essere un po’ ottimista e, ovviamente, mi ritrovo a pensare…

c’era una volta un blog…

…in cui mi sentivo libera di scrivere, di raccontarmi, di parlare delle sciocchezze e delle cose importanti.
Sono passata dalla tesi alle lamentele sul lavoro, dalle delusioni per un’ansia perenne agli amori tormentati, dalla depressione all’intervento, dalle mie questioni con LaStrizza a tutto il resto.
E’ da un po’ che non mi sento libera di scrivere ma ho deciso che, passato questo momento critico di indecisione, dopo la bella gita che ho in previsione a Berlino, superato l’orrendo scoglio dei 35 anni, ricomincerò a scrivere a getto continuo.
Perchè questo blog è ancora mio, ancora il mio spazio, ancora il mio diario.

il tempo

In ufficio mi hanno proposto un rinnovo temporaneo del contratto e io ho chiesto di poter avere un par-time.
Perchè?
Perchè voglio dedicarmi del tempo, mantenere i contatti con le agenzie con cui già lavoro, visitare mostre, formarmi, riposarmi.
Voglio imparare a gestire il mio tempo, godermi il vuoto, imparare a gestirlo senza paura.
Si cambia.
Si cresce.

mai essere troppo ottimisti

Vado in farmacia ormai tutti i giorni.
E nel mentre di questa splendida convalescenza mi è venuta una laringite batterica.
Il che ha voluto dire: febbre, muco, linfonodi del collo e gola ingrossati, mal di gola, ma soprattutto sono stata afona.
Appunto, vado in farmacia perchè ho finito le fialette per l’aerosol.
Indico al mio AmatoFarmacista cosa mi serve.
“Ancora senza voce?” Io annuisco “Sei praticamente la donna perfetta da sposare”
Allora, lui sa che rimango senza voce almeno tre volte l’anno, non porto una fede al dito, forse siamo fatti per vivere felicemente insieme?

ogni giorno meglio

Ieri sono rientrata in ufficio dopo due settimane di malattia.
Concentrazione pari a zero, stanchezza infinita, un’ora per trascinarmi a casa, mi sentivo un lumino consumato.
Una cosa ho imparato dal mio corpo in questi anni: io ho bisogno di idratarmi costantemente e di integrare i sali minerali.
Sembra un’emerita sciocchezza, ma io funziono così se voglio stare in piedi.
E in effetti ieri sera ho comprato un energade (piuttosto che l’unica marca presente al supermercato) e mi ha restituito lucidità.
Tant’è che oggi quello diluito in acqua sciéta (in dialetto vuol dire liscia-inodore-incolore-insapore) mi ha cambiato la giornata.
Per carità, dopo il lauto pranzo a base di vellutata di zucca mi sono comunque addormentata in sala ristoro vicino al mio collega che giocava con la playstation e se fosse stato per me mi sarei accoccolata sulla sua spalla e avrei tirato almeno le 16.
E poi Lui mi ha detto che gli manco.
Ecco, forse è stato questo a migliorare il pomeriggio.