salutisti alla riscossa

L’ufficio è al terzo piano e così perchè non fare le scale?
Una mela campeggia sulla mia scrivania e mi guarda torva.
Il caffè dovrebbe essere decaffeinato, ma c’è un limite a tutto.
Ho cambiato la palestra e ieri mi sono dedicata a fit-boxe (coinvolgendo la Bestiaccia).
Oggi la pago: contro ogni previsione mi fanno male le ginocchia e gli addominali.

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oggi tutto bene

Ho paura a dirlo a voce alta ma: non sto male.
Erano mesi che non mi sentivo così possibilista: questa pausa momentanea dal lavoro, dalla mia vita, dagli amici può essere solo positiva.
Non solo per ricaricarmi, ma anche per ritrovare un equilibrio perso tanto tempo fa, per seguire l’istinto, per ritrovare il ritmo della vita e la voglia di fare le cose con entusiasmo.
E’ il periodo sabbatico che sognavo dall’università.
Devo però fare i conti con la pigrizia.
Ma questa è un’altra storia.
E per cominciare oggi sono a lavorare e studiare per il mio corso in biblioteca, come i gggiovani.
E sento che ce la posso fare ad affrontare il prossimo futuro.

il rito delle chiavi

I grandi cambiamenti belli e brutti hanno tutti una costante: le chiavi.
Cambiare le chiavi di casa dopo una separazione.
Avere delle chiavi nuove quando si entra in una nuova abitazione.
Farsi restituire le chiavi quando le cose cambiano.
Restituire le chiavi per andare avanti e aprire nuove porte.

Oggi ho restituito le chiavi dell’ufficio.
Se da un lato mi sento finalmente leggera dall’altro ho una paura che è difficile descrivere.

per fortuna non scrivo recensioni

Ieri mi armo di pazienza, mamma e scarpe buone e sono andata per isole a camminare e con l’intento di vedere una mostra.
Un’ora e mezza per arrivare…(a fine giornata avevo cambiato 6 mezzi e la maggior parte con turisti insofferenti)
Entro nello spazio…
Tutto vuoto…
Domando all’annoiato guardiano dov’è la mostra e mi risponde sbadigliando che per problemi conservativi è stata chiusa un mese prima.
Vorrei battere i piedi a terra e arrabbiarmi con qualcuno.
Poi capisco che è una scusa come un’altra, che forse la chiusura anticipata della mostra coincide con eventi poco piacevoli accaduti in seno all’amministrazione della città, che probabilmente c’erano due visitatori al giorno e la sostenibilità economica ha preso il posto della “ragione culturale”.
A volte mi domando come fare a resistere in questa città.

la lunga estate

Non vedevo l’ora che arrivasse l’estate: giornate lunghe, colleghi in ferie, turni di lavoro diversi e anche più leggeri, tempo, riposo.
E, invece, l’unica cosa confermata sono le ore di sole.
Tutto il resto è in discussione.
E non mi resta che sperare nell’autunno, che sia meno brutto di quest’estate.

la regina è morta

E’ stato difficile trovare un titolo a questo post.
Sono stata alla tappa italiana di Queen + Adam Lambert e questo concerto ha avuto tanti significati: realizzare un sogno, fare pace con il mio passato, affrontare la folla…
Mio padre adorava i Queen e anche a me piacciono da morire, li ascolto da tempo immemore, ricordo come fosse ieri quel giorno di novembre quando annunciarono la morte di Freddy Mercury, ho quasi tutti i cd, adoro il Live at Wembley, so quasi tutte le canzoni (dall’84 in poi) a memoria, i Queen sono la mia suoneria sul cellulare, sono nella mia top list sull’ipad…insomma, fanno parte della mia vita.
Queen + Adam Labert non è andare a sentire i Queen.
Su questo non ci piove.
Brani riarrangiati, estensioni vocali diverse, uno sfruttamento della figura di Mercury.
Adam Lambert è una discreta imitazione di un genio, non un genio lui stesso.
Però c’era tanto tanto cuore…e le emozioni sono arrivate dritte lì, dove dovevano essere.

 

Amanda va in bicicletta

gita1La settimana scorsa ho attivato il bike sharing.
Se non fosse che vivo in centro storico a Venezia avrebbe senso, tant’è che neppure quando vivevo a Bologna avevo una biciletta.
Ma si sà, a volte il buon senso alberga altrove.
Dicevo, attivo il bike sharing e finalmente oggi pomeriggio mi concedo una gita con la Bestiaccia al Lido.

Cosa abbiamo imparato:
che la sella fa male (il mondo si è evoluto, ma i sellini delle bici sono ancora una tortura)
al Lido esiste una sola lunga strada dritta, se giri ti troverai dopo dieci minuti nello stesso punto
la pista ciclabile è una fuffa
se c’è un’ora di strada all’andata ci sarà un’ora e mezza di strada al ritorno
le mani vanno tenute sul manubrio anche se non c’è l’acceleratore

Ora mi godo le mie gambe stanche guardando la tv distesa a pancia in giù.