il buon proposito

pugniPer questa stagione turistica ho preso una decisione: lavorare mrosaa non arrivare al punto di rottura o al punto in cui sono talmente stanca da non riuscire ad alzarmi dal letto.
Voglio avere il tempo per vivere e vedere Venezia anche quando il cielo è rosa fashion, per tutti i miei lavori, per i miei turisti, per la famiglia, per il volontariato culturale, per la mia salute, per le gite in montagna.
E i buoni propositi si pagano: con un male alle gambe atroce per essere stata troppo spavalda su un sentiero. In confronto la palestra è una sciocchezza. 

una dietro l’altra

Ieri, ore 14.15 circa.
Io, Tina e Sindacalista stavamo per bere il caffè.
Il mio cactus è stato posizionato da qualcuno (non so chi) sopra la stampante. Sta bene lì, è bello in alto.
Sindacalista stampa.
Fa per prendere i fogli e cactus cade sul mio telefono.
Terriccio ovunque.
Io presa alla sprovvista rovescio la tazzina di caffè sulla scrivania…e io non ho una scrivania in ordine.
Disaster.

 

la consapevolezza

Mi ha fatto riflettere il post di Emily che si domanda se sia giusto educare i figli alla felicità o al dolore.
Mi sono riletta i miei dicembre da quando ho aperto questo blog e sono giunta alla conclusione personalissima che nessuno può educarti al dolore, al massimo ti possono prendere per mano quando stai male e camminare insieme a te. Io mai avrei immaginato di poter provare il dolore del cuore, il dolore del fisico, la paura…so che non ho provato tutto il male possibile, ma ho imparato che posso affrontarlo.
Se qualcuno me lo avesse detto a 14 anni o anche a 18 non ci avrei creduto e avrei continuato a credere nelle mie favole perfette.
Ed educare alla felicità? Mah, forse educare a godere delle cose e della vita e non c’è niente di male ad essere felici per un paio di scarpe nuove o per un lavoro o semplicemente perchè c’è il sole e va tutto bene.
Fine dei miei sproloqui.
Io mi propongo di affrontare queste festività con serenità, anche se piove.

 

le tradizioni vanno rispettate

Da quando la vita ha sbattuto contro di me in un assordante crash-catabuuuummm ho perso un po’ lo spirito delle feste, anzi se devo essere sincera mi irritano anche un po’.
Comunque, io sono convinta che le tradizioni vadano rispettate, quindi:
ho finalmente comprato il calendario dell’avvento
e ho fatto un presepe folle con una casina fosforescente, due dinosauri, una capra di plastica abbandonata sulla mia finestra due mesi fa, Burt Simpson sullo skateboard, un topo di peluche, un gatto…
Va be, quello che conta è il messaggio di presunta fratellanza.
E quindi ci sarà la cena della vigilia, il pranzo di natale, quello di Santo Stefano, forse un mini albero da uccidere, qualche regalo.
Le tradizioni vanno rispettate.

 

benessere

Fuori fa freddo e piove.
Io sono seduta sul divano, cerco una ricetta facile di un pluncake, la cucina è linda, cè un buon profumo di pulito, illuminazione soffusa, un cd di musica jazz, i pesci rossi non parlano ma sono di compagnia, i bulfi sono fioriti, il mini ficus stranemente è ancora vivo, dei tulipani gialli in un vaso (che in realtà è un decanter da vino ma io tanto non bevo), alcune decorazioni con i porcospini attaccate alla porta, altre da attaccare, il riscaldamento accesso (per una volta tanto non faccio la taccagna). Tra unora forse ci sarà profumo di torta.
Forse non è proprio tutto in ordine, ho mollato le scarpe vicino ala libreria e il letto è da rifare.
Ma è proprio così che me lo immaginavo.
Sono stanca.
Ma sto bene.

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