Archivi categoria: rimembranze

dieci

Il 4 marzo di dieci anni fa spostavo la mia vita, la mia valigia e la mia lampada a Venezia.
Sono arrivata in una catapecchia bellissima, sul canale, con un divano che valeva il trasloco, una terrazza di legno splendida su un giardino messo male.
Ho incontrato delle persone che sono entrate a far parte della mia vita per quasi dieci anni e l’hanno cambiata.
Ho avuto un gatto par-time.
Ho avuto un moroso disfunzionale.
Due traslochi.
Una decina di lavori spesso sovrapposti.
Una tesi.

Fare l’elenco sarebbe difficile.

Però so una cosa: di quello che è stato – anche di fronte alle recenti vicende – non cambierei assolutamente niente.

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la regina è morta

E’ stato difficile trovare un titolo a questo post.
Sono stata alla tappa italiana di Queen + Adam Lambert e questo concerto ha avuto tanti significati: realizzare un sogno, fare pace con il mio passato, affrontare la folla…
Mio padre adorava i Queen e anche a me piacciono da morire, li ascolto da tempo immemore, ricordo come fosse ieri quel giorno di novembre quando annunciarono la morte di Freddy Mercury, ho quasi tutti i cd, adoro il Live at Wembley, so quasi tutte le canzoni (dall’84 in poi) a memoria, i Queen sono la mia suoneria sul cellulare, sono nella mia top list sull’ipad…insomma, fanno parte della mia vita.
Queen + Adam Labert non è andare a sentire i Queen.
Su questo non ci piove.
Brani riarrangiati, estensioni vocali diverse, uno sfruttamento della figura di Mercury.
Adam Lambert è una discreta imitazione di un genio, non un genio lui stesso.
Però c’era tanto tanto cuore…e le emozioni sono arrivate dritte lì, dove dovevano essere.

 


rosa pallido

In ufficio stiamo cercando dei testi, mi si avvicina Ufficio Stampa e mi porge un bigliettino dicendomi che, forse, è mio.
Imbarazzo e sconcerto.
Avevo lasciato una cartolina/dichiarazione d’amore al tatuatore dentro un catalogo che lui non aveva voluto.
Faccio finta di niente.
Poi lo leggo nascosta in bagno qualche minuto dopo.
Per fortuna nulla di pornografico (questa volta), magari troppo melenso, ma non troppo incriminante.
E dire che l’ho scritto molto tempo prima di tutta la pessima letteratura erotica che circola negli ultimi anni…


rimasugli di adolescenza

C’è da dire che da adolescente io mi vestivo come una persona normale, prevalentemente di nero, a parte una volta in cui tradicamente comprai un paio di jeans a zampa d’elefante bianchi e blu in un negozio dell’usato (ma su questo stendiamo un velo che non verrà più rialzato).

Stamattina vado al lavoro un po’ prima, ho il mio berretto di lana, il cappotto, lo zaino eastpak sulle spalle, jeans neri a sigaretta e le Adidas bianche nuove…come metà dei ragazzini che stavano andando a scuola.
Ah, sì, ovviamente ho anche 20 anni di più di loro.


Propensione (negata)

In economia esiste una propensione al consumo, al risparmio e può essere marginale, mi ricordo che c’entra Keynes e che c’erano un sacco di formule.
Ora, se ci mettiamo a cercare i dettagli nei meandri della mia mente vedrete solo l’immagine dell’assistente figo di macro e microeconomia, perché una cosa è certa: a Bologna non mi sarò divertita, ma almeno mi sono rifatta gli occhi.

Tornando a noi, cammino di corsa per andare al lavoro e sbircio in una boutique una borsa stupenda, grande, da lavoro, come piace a me e rosa.
Mi dico: se non costa più di 350€ la compro senza battere ciglio.
Ripasso alla sera, con calma, con una inaugurazione sulle spalle, e mi fermo ad ammirare la vetrina, mi spalmo contro il vetro per leggere il prezzo.
€ 1350
Ho sbagliato solo di un migliaio di euro.


voli pindarici del mattino – Cesare

Sto andando in ufficio.
Penso ai fatti miei e che potrei leggere “Outlander” dal pc, anziché dal tablet oggi pomeriggio e che dovrò comprare anche gli altri libri e, cavolo, mi sono fermata all’incontro di Jack Randall con Claire ad Edimburgo e non ho fatto in tempo a finire il capitolo perché sono dovuta scendere dal vaporetto.
Sarebbe bello leggerselo in inglese.
Tyger tyger burning bright…
…come tradurre “burning bright”? L’avevo letto l’altro giorno su Wikipedia.
Poi, non so come, mi viene in mente che in quarta o quinta ginnasio, ora non ricordo, abbiamo tradotto un libro del De Bello Gallico.
Internet esisteva, ma non come oggi e trovare sul web una traduzione era un’impresa: ci si metteva meno a farsela con il dizionario, piuttosto che a cercarla sui motori di ricerca.
E così GA ed io abbiamo comprato in società il testo tradotto a fronte con le note grammaticali e abbiamo passato un anno copiando le versioni di latino a casa. Un giorno, durante un’interrogazione, abbiamo anche tradotto delle frasi che sul libro di testo non c’erano e la scusa fu: “abbiamo preso il testo integrale per capirlo meglio e abbiamo tradotto anche questa parte”.
Io rido ancora se ci penso.
E nel frattempo ho bevuto il cappuccino al bar.


quel mio secondo primo amore

Non so dire perché ci stia pensando proprio ora. Non è colpa di San Valentino, né delle coppie sbaciucchiose, né dei filmacci in giro, né dei libri; forse è qualcosa che ha la sua ragione profonda negli istinti primordiali, nei bisogni di un essere umano, nel tempo che passa e scandisce gli anniversari più improbabili.

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