Archivi categoria: scene da un non matrimonio

i promessi

Sono nello stanzone, c’è pochissima gente anche se è domenica pomeriggio e un tenue sole, così sbircio fuori dalla porta a vetri.
Ci sono due ragazzi che guardano la laguna.
Lui le prende la mano.
Lei è felice, si vede.
Lui si inginocchia come un principe e le infila un anello.
Lei piange e ride.
Lui si alza e si baciano.
Sono rimasti abbracciati lì, da soli, almeno venti minuti.
E, una volta tanto, non ho pensato a quale sarebbe stata la loro data di scadenza, ma che erano dolcissimi e che il primo giorno di primavera è sempre magico.
Così come le proposte di matrimonio.
La mia l’ho avuta in una notte di neve bellissima.
Questa ormai è un’altra storia, finita nel cassettone dei ricordi insieme ai pezzi del mio cuore e non mi resta che guardare gli altri e cercare sul fondo della borsa non un fazzoletto bensì un po’ di sano sarcasmo per affrontare la vita.

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la fiera sposi

Ieri pomeriggio con AmicaNuova sono andata ad una fiera sposi vicino Treviso e questa volta ufficialmente ero io a dovermi sposare in data sabato 10 settembre 2011 nella chiesa della Salute, messa delle 11.
Capiamoci, mi ero proprio calata nel ruolo.
E dopo aver visto una mise en place in un parco, una chiesa privata in un castello medievale e delle bomboniere non banali di gesso profumato ero lì lì per volermi sposare veramente.
Dopo di che mi sono strafatta di confetti pera-e-ricotta e pistacchio e sono rinsavita.

 


la fiera

Con AmicaNuova, aspirante Wp come me e forse più di me, siamo andate insieme alla nostra prima fiera sposi.
Lei è un’anima geniale e gemella per me e abbiamo identificato i ruoli: io la testimone, lei la sposa in data 22 maggio 2011.
Abbiamo mangiato confetti, richiesto la disponibilità di ville e locations, mandato a quel paese una venditrice di abiti da sposa che ci ha detto che nessuno fa abiti sopra la taglia 44, parlato con 8 e dico 8 fotografi che proponevano tutti la stessa cosa, tranne uno che era proprio un peracottaro, una tizia che per 500 euro ci voleva far dimagrire anche se siamo “diversamente magre”, alcune WP di cui una sola convincente forse perchè il suo logo è un gatto…
sono state 4 ore intense, impegnative, piene di depliant e di chiacchiere.
Un bel pomeriggio.

 


I want to be a wp (2)

Secondo (e ultimo) giorno di corso WP…
Che dire?
A me il bon ton del matrimonio, le bomboniere, i vestiti, la mise en place, il coordinamento…piacciono, purchè si tratti di un matrimonio altrui.
Interessante, ottimi spunti, meno concorrenza emotiva di ieri e secondo me ci può essere futuro in questo settore, basterebbe in fondo buttarsi.
Ho capito che non è il WP che propone un matrimonio, il WP realizza e mette in pratica “un sogno”…però potrei sempre essere un WP alternativo, io questa cosa del matrimonio low cost non me la levo dalla testa, ci penso da quando si è sposata il Prof di Mignolo col Prof!
Siete pazzi a spendere migliaia di euro per un matrimonio, ma non se io ci dovessi prendere una percentuale o comunque anche solo il costo del preventivo vi do una mano a sperperare anche 50 mila euro.
E sapete che vi dico?
Io prima o poi uno lo farò.


I want to be a WP

 Oggi corso pratico di WP.
In una misera stanzetta riunioni di un albergo si sono trovate: una tizia che fa abiti da sposa, una fotografa, un’addetta ristorazione e tutta una serie di altri folli personaggi.
Quella che “come sono figa, come sono brava, come potrei vivere di sola coca”. Ah, e si chiama Ketty, perchè se non ti chiami Ketty si perde l’effetto.
Quella miserella licenziata e in maternità.
Quella casalinga…che si va, be, poteva anche andare all’oratorio.
Quella che fa la hostess.
Quella che fa la WP e si porta dietro tre squinzie che le sbavano dietro perchè è un corso d’aggiornamento.
Quelle che sono lì come me.
Il docente sembra un omuncolo qualunque, molto placido, molto tranquillo, ma tiene testa alla bionda WP.
Sono state dette delle cose interessanti, qualcosa ne verrà sicuramente fuori, ma quando si parla di Business Plan io divento triste…
A me è venuta un’idea: e se facessi la WP low cost?
Sentire che il range di spesa medio è 15.000-25.000 euro mi ha fatto sbiancare.


ho bisogno di studiare

Me lo sento dentro, ho bisogno di studiare, di riaggiornarmi, di tornare in quell’ambiente in cui la pratica che ormai è diventa tutto trova nuovamente un riscontro nella teoria.
Ieri avevo visto il corso perfetto: un master di due anni nella Svizzera italiana, dal venerdì pomeriggio alla domenica mattina.
Unica pecca?
Costo 15000€ per due anni.
Oggi il mio prof della tesi manda una mail in ufficio: corso di aggiornamento in marketing museale: sei giorni pieni spalmati a settembre, relatori internazionali, in Venezia centro storico.
Lato positivo?
E’ gratuito.

Vale anche il corso per WP?

 


degli inutili pensieri

Sono stanca, affranta e vagamente indispettita dall’ennesimo/a amico/a che si sposa e/o procrea. Sul serio, non ne posso più.
Non ne posso più perchè oltre a farmi venire una sorta di allergia all’essere umano monotono (nel senso che parla solo ed esclusivamente delle stesse cose: sia un matrimonio o un figlio) mi fa sentire vagamente inadeguata. La sensazione è quella di ripetere ad infinitum lo stesso esame universitario senza mai raggiungere il 18, la sensazione di avere -anta anni e di non essermi ancora laurata in esegesi della fotocopiatrice o gattologia comparata (per dire a caso delle materie inutili).
E veramente vorrei avere le palle per dire faccio un figlio o sposo qualcuno. Vorrei solo per non sentirmi così diversa da questa massa che mi sta soffocando, da questa melassa che come un blob si espande ed elogia questa cosa chiamata “famiglia” o “figli”, del “per sempre”.

Non a caso per ovviare a questo stato d’animo ho ordinato un libercolo dal titolo “Sociologia del matrimonio”, perchè devo capire cosa c’è dietro.

Che poi sono io a farmi problemi, perchè vedo donne single perfettamente felici e realizzate, vite diverse che trovano il loro equilibrio.
Quello che mi dà ai nervi è la banalità: il matrimonio di una cara amica che si sposa solo per uscire di casa, quello di un’altra perchè tanto vale la pena farsi una famiglia ora che è senza lavoro, quella che si sposa perchè sta insieme al suo ragazzo da quando avevano 14 anni (!!!), per non parlare poi dei figli…

E un paio di giorni fa pensavo al problema figlio: nel senso che un figlio lo fai, non te lo scegli. Non sai se diventerà un pignolo o un rompipalle, un isterico o la persona più pacifica del mondo, un depresso, un aggressivo, un passivo, un angelo, se dormirà o piangerà per un nonnulla…so solo che potrebbe non essere quello che io vorrei o quello che io immagino. E mentre un uomo puoi cambiarlo, un animale comunque te lo scegli (o meglio lui sceglie te) e si crea affinità con un figlio potrebbe non essere così. Ti ritrovi con l’onere di educare un essere umano che poi comunque farà quello che vuole e questo mi fa riflettere. Vorrei sapere cosa pensano in generale i genitori dei loro figli ormai grandi e cosa pensano i miei di me, degli errori che ho fatto, della vita che conduco, delle scelte che mi hanno portato qui.

E se penso che vorrei un padre per questa idea di figlio di un certo tipo, che vorrei che avesse un nonno (ma non c’è) o una nonna di una certa specie…mi rendo conto che non posso pianificare e non posso avere. Perchè la vita fondamentalmente è casualità…
La mia ormai ex Amata Analista diceva che non vivevo bene questo tipo di situazioni perchè avevo delle immagini ideali in testa che differivano totalmente dalla realtà. Sul tatuatore ci ho fatto il callo, ho imparato a guardarlo con i miei occhi e non con le lenti che gli altri mi offrono, ma non è facile. Non è facile farlo sul lavoro, sulla casa…è un impegno costante. E mi sembra una battaglia che perderò…

Fine dei pensieri sconclusionati, avevo solo bisogno di ricordarmi come mi sento in questi giorni.