Archivi categoria: se non fossi pigra

masha e orso

Mi piace tantissimo il cartone animato russo.
Alla festa della Salute prendo sempre il palloncino di questi personaggi.
Sì, lo so, non ho più 6 anni.
Da qualche settimana frequento una nuova palestra e una dello staff si chiama Masha e la cosa incredibile è che io spero sempre spunti fuori quel placido e sfortunato orso a fare conversazione con me sul tapis roulant.

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la palestra

Ho rinunciato al pilates e alle cose che mi piacciono nella palestra vicino all’ufficio per andare in quella a 50 metri da casa. Quando un tizio che conosco diceva che la palestra migliore è sempre quella sotto casa io non ci volevo credere…ed invece…
Inevitabilmente d’inverno sono più pigra e poi mi piace fare la strada dall’ufficio con la mia collega, cambiarmi a casa, metterci due minuti netti da porta a porta.
Il problema è che dove vado ora non ci sono i “miei” corsi e soprattutto funziona la sala pesi.
Qualcuno prova a dialogare, io sono comunque prevenuta…
“allora sei nuova? Perchè hai deciso di fare pesi?”
“Perchè è l’unico posto sotto casa.” 
Gelo, silenzio e continuo a contare, perchè tra le altre cose, io perdo anche il conto e non so mai dove sono arrivata con le ripetizioni.


in vaporetto non sai mai

Ore 8.
In vaporetto sale il controllore.
Gli dò la mia tessera.
Mi guarda.
Era quella della palestra.
Ma tanto andiamo tutti nella stessa.


ridatemi le mie endorfine

La Bestiaccia, ma non solo lei, ha una teoria: se fai movimento scateni le endorfine, quindi stai bene, quindi vai in palestra soprattutto quando sei giù che la chimica del tuo corpo fa il resto.

Ecco. Non è così.

Sono diverse settimane che sono proprio fiacca, fatico ad alzarmi, ad andare al lavoro, a vivere, principi di agorafobia (yeah! erano sei anni che mancavano dalla lista!) e claustrofobia, di terrore. Di prassi tutti diamo la colpa alla povera primavera, in pratica è la depressione che sta dando il meglio di sé durante il cambio di stagione.
Per carità, so come funziona e cerco di non virare verso il panico.
Dicevo, dopo dieci giorni di stop decido di andare in palestra nonostante tutto.
Vado, mi preparo, scelgo walking che è tosto e scarica tensioni ed energie.
Ma se uno le energie non le ha finisce k.o.
Ora, può essere che avessi mangiato pochi carboidrati ma anche che ero sul tapis roulant in preda allo sconforto.
Io che di solito salto, corro, mi scateno anche se sono scoordinata non ho retto.
E me ne sono andata dopo 25 minuti.
L’unica nota positiva è che non sono rimasta a farmi del male e senza giudicarmi mi sono ritirata a vita privata.

Ridatemi le mie endorfine.


assestare i progetti

A gennaio dello scorso anno ho fatto un piano triennale della mia vita, l’età è quella che è, il bisogno di sicurezza anche e ho cambiato rotta.
Mi sono data due grandi progetti tra loro consequenziali, speravo di condividere questi progetti con C. ma lei sta seguendo la sua vita e io, a questo punto, devo solo occuparmi della mia e assestare il milestone di progetto senza rimpianti.
Per realizzare il progetto A e il progetto B (chiamiamoli con molta fantasia così) ho rivoluzionato la mia vita iniziando a curare la depressione, tornando in terapia, rendendo la mia vita più salutare, mangiando meglio, facendo movimento e anche accettando di lasciare il mio vecchio lavoro senza troppi rimpianti.
E’ stata ed è tuttora una enorme faticaccia.
Il progetto A, che sta avendo una lunga preparazione, avrebbe dovuto iniziare il 27 marzo e finire indicativamente i primi di maggio.
Niente di eclatante: è un viaggio.
Particolare.
Personale.
Lungo.
Faticoso.
Forse ne scriverò quando partirò, a questo punto tra ottobre e novembre.
Mi sono resa conto che quando ho accettato questo nuovo lavoro, l’idea di posticipare il progetto mi ha rallentato, mi ha creato disagio…e quindi ieri, dopo un mese di riflessione, dopo aver capito che i miei impulsi non devono essere repressi, mi sono data il progetto “A-1”, cioè una tappa intermedia.
E quindi mancano 17 settimane…


il mio corpo non si capisce

Il mio corpo non si capisce con un si riflessivo.

Non inizierò a lamentarmi del fatto che dopo un exploit delle prestazioni ora sia in un periodo di stallo, ma del fatto che dopo una lezione sfiancante di walking in cui non mi sono rotta niente, alla fine di tutto, nell’ultimo scatto di corsa su quello stramaledetto tappetino sento una canzone anni Novanta che mi piace e che ho sempre cantato e improvvisamente il mio corpo corre come se nulla fosse, come se i 45 minuti precedenti fossero stati altrove a coglier margherite.
Se non che quando sono uscita dalla palestra sono stramazzata su una panchina.


salutisti alla riscossa

L’ufficio è al terzo piano e così perchè non fare le scale?
Una mela campeggia sulla mia scrivania e mi guarda torva.
Il caffè dovrebbe essere decaffeinato, ma c’è un limite a tutto.
Ho cambiato la palestra e ieri mi sono dedicata a fit-boxe (coinvolgendo la Bestiaccia).
Oggi la pago: contro ogni previsione mi fanno male le ginocchia e gli addominali.